la Repubblica

Venerdì, 8 gennaio 1999


I referendari bocciano la proposta di Amato
Per Calderisi e Barbera solo il 15 per cento dei collegi
andrebbe davvero al secondo turno

di SILVIO BUZZANCA


ROMA - "Più che di doppio turno, si dovrebbe parlare di "turno unico e un sesto"". Augusto Barbera e Peppino Calderisi bocciano quasi senza appello l'ultima proposta di Giuliano Amato e mettono la parola fine alle ipotesi di una rottura del fronte referendario di fronte all'ultima proposta del ministro per le Riforme. Il costituzionalista bolognese, diessino, e l'esperto di sistemi elettorali, forzista, hanno fatto due conti prendendo come base la proposta Amato e i dati del 1996. Il risultato, dicono, è che il modello Amato ancor prima che dannoso è inutile.

"Basta fare un rapido calcolo sulla base dei risultati elettorali del 1996 - osservano infatti - e ci si accorge che ben 401 collegi su 475 (l'85% del totale) sarebbe stato assegnato al primo turno. In tutto il Centro-Nord, il Centro, il Sud e le Isole vi sarebbe stato solo un collegio assegnato al secondo turno: per il resto si sarebbe andati al ballotaggio in alcuni collegi del Nord situati prevalentemente nelle circoscrizioni Piemonte 2, Lombardia 2 e 3,Veneto 1 e Friuli".

In pratica, spiega Maurizio Chiocchetti, coordinatore del comitato referendario, "si otterrebbe il risultato di dare più potere alla Lega, di rimetterla in gioco. Non so se è un effetto voluto o casuale, ma certo è un elemento di forte preoccupazione". Anche perché, continua Chiocchetti, "l'effetto politico sarà inevitabilmente la presa d' atto che al nord i poli non sono due, ma tre e dunque si dovrà pensare di far passare al secondo turno i primi tre del primo turno".

Considerazioni che fanno allora domandare a Barbera e Calderisi: "A cosa dovrebbe servire questa riforma della legge elettorale?". L'unico effetto reale sarebbe di aumentare "il potere di ricatto dei piccoli partiti". E poi nella proposta Amato, concludono i due "non si risolverebbe il problema sollevato dal referendum perché, allo stato, resta irrisolta la questione del sistema proporzionale".

Sulla sorte della seconda scheda e del voto di lista, infatti, non c'è ancora chiarezza e qualche lume si attende dal vertice di maggioranza che si terrà oggi a Palazzo Madama. Un incontro che inizia sotto i migliori auspici perché dal centrosinistra continuano ad arrivare segnali di attenzione alla proposta Amato. Ieri è stata la volta di Ombretta Fumagalli Carulli, di Rinnovamento italiano, che ha chiesto alla maggioranza di approvare la proposta Amato e di "dare il via libera al ministro perché senta il Polo". Un passo indietro si ferma Franco Marini, da sempre ostile ad ogni ipotesi di doppio turno di collegio. Ieri il segretario del Ppi ha incontrato il portavoce dei verdi Luigi Manconi, che ha rivendicato la paternità del progetto. Alla fine, il segretario Ppi ha detto che va bene: i popolari sono pronti a ragionare questa proposta. "Rispetto alle istanze che abbiamo posto noi, - ha spiegato - è un passo avanti, una base su cui si può discutere". È vero che Marini, sostenuto da Manconi, invita la maggioranza a non lasciare cadere l'ipotesi elaborata dal suo vice Dario Franceschini, - turno unico con quota proporzionale trasformata in premio di maggioranza -, ma nella sostanza dà il via libera alla discussione. "Con gli aggiustamenti proposti da Amato, - ha infatti concluso - anche questo doppio turno di collegio può essere esplorato positivamente. Io credo che nella riunione della maggioranza il clima sarà assolutamente costruttivo".

Restano ostili le posizioni delle opposizioni. A partire da quella di Rifondazione nettamente contraria alla nuova ipotesi. Per il partito di Bertinotti ha parlato Graziella Mascia, coordinatrice della segreteria, e il suo commento non lascia molti dubbi: "La proposta non ci piace per nulla". Per il Polo ieri è toccato a Pierferdinando Casini. Secondo il segretario del Ccd la proposta Amato "è solo una perdita di tempo. Non serve a niente finché non si pronuncerà la Consulta sul referendum. Al massimo può essere interessante come contributo tecnico in attesa di un accordo politico".

 

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