RCS on Line - Corriere della Sera

Martedì, 12 gennaio 1999


La sfida dei referendari: sentenza trasparente
Pisanu (Forza Italia): nessun dialogo con la maggioranza sulla riforma elettorale fino a quando non cessa la pratica dei ribaltoni

ROMA (R.R.) - Continua ad alimentarsi un clima di tensione intorno al referendum sull'abolizione del «voto di lista relativo alla distribuzione proporzionale del 25% dei seggi». Lunedì prossimo il quesito approda alla Corte Costituzionale, che dovrà valutarne l'ammissibilità. Le presunte dichiarazioni di un giudice sull'incostituzionalità del referendum, pubblicate dal Messaggero (e poi smentite sia dallo stesso Francesco Guizzi che dal presidente della Consulta Granata), hanno portato i referendari a lanciare l'allarme su possibili «pressioni politiche». Così, insieme a Mario Segni, Achille Occhetto chiede alla Corte una decisione «trasparente»: è necessario «sapere quali saranno le posizioni e soprattutto le motivazioni che porteranno ciascun giudice a optare per il sì o per il no».

Il presidente emerito della Corte Costituzionale, Antonio Baldassarre, sostiene che anche se Guizzi avesse espresso in privato un parere, ciò non rappresenterebbe «uno scandalo». Anche il senatore a vita Giulio Andreotti ritiene costituzionale il referendum: per cui a suo avviso sarebbe grave non ammetterlo. E il senatore ds Stefano Passigli rivolge un invito a Segni: «Conferma la tua scelta a favore del doppio turno di collegio, dichiarando pubblicamente di condividere la proposta di legge di iniziativa popolare che ha Di Pietro e me come primi firmatari».

Intanto, si susseguono gli interventi sulla bozza di riforma della legge elettorale proposta da Giuliano Amato (collegi uninominali assegnati al primo turno se si raggiunge una percentuale intorno al 40, altrimenti secondo turno per chi raggiunge la soglia del 12,5%; premio di maggioranza e quota proporzionale senza scorporo né liste bloccate). Mentre l'Udr ribadisce che si deve ripartire dall'elezione diretta del capo dello Stato, i Comunisti italiani appoggiano l'ipotesi del ministro per le Riforme. «Spinge al formarsi delle coalizioni e contemporaneamente garantisce identità e presenza delle singole formazioni politiche. Inoltre, potrebbe fare evitare un referendum pericoloso per la vita democratica del Paese», commenta il leader Armando Cossutta.

Per Forza Italia, il presidente dei deputati Giuseppe Pisanu ripete che fin quando non si porrà fine all'«indecente pratica dei ribaltoni» non sussistono margini per un dialogo. E Peppino Calderisi insiste sulla necessità di arrivare al referendum: «La legge elettorale che ne risulterebbe sarebbe di una chiarezza assoluta, potrebbe finalmente essere letta e compresa da qualunque cittadino».

 

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