la Repubblica

Domenica, 20 dicembre 1998


Referendum, Ds e An insieme: niente scandalo
Segni: la Consulta non lo affossi


ROMA - Si accende lo scontro fra i partiti in vista dell'incontro referendario promosso da Mario Segni che, domani, vedrà insieme un vasto schieramento che va da Prodi a Veltroni da Fini e Casini ad Occhetto. Sull'iniziativa sono piovute critiche da Verdi, Ppi e Udr, ma alle accuse di "trasversalismo" arrivano subito secche repliche. Per il leader dei Ds Walter Veltroni non c'è "nessuno scandalo nel cercare intese, sul sistema elettorale, anche con l'opposizione". I Ds, sottolinea il segretario, sono per un sistema maggioritario, "e se altri sono d'accordo con noi non importa a quale partito appartengano". Neppure Romano Prodi si scandalizza: "Se non c'è trasversalismo in questi temi - osserva - non capisco dove ci debba essere. La riunione è nel segno del bipolarismo".

Ma il Popolare Antonello Soro non è per nulla entusiasta di vedere "uniti da un'idea negativa, esponenti politici che non hanno dimostrato, finora, grande sintonia in fase propositiva". Per contro, Mario Segni si dice più che mai convinto della piena legittimità di un'iniziativa popolare contro la partitocrazia e ribadisce che una bocciatura del referendum da parte della Corte Costituzionale sarebbe un fatto gravissimo. Anche nell'opposizione non mancano le polemiche. Il presidente di An, Gianfranco Fini, arriva a dare dei "trogloditi della politica" a quanti, anche da Forza Italia, pensano che intorno al referendum per l'abolizione della quota proporzionale si possa poi dar vita ad una alleanza di tipo politico. "Il referendum, in quanto tale - afferma Fini - è sempre e comunque trasversale".

Ma secondo il capogruppo dei senatori verdi Maurizio Pieroni il troglodita è proprio Fini, che "getta la democrazia italiana in un baratro sempre più profondo di confusione e trasformismo". Sulla stessa linea è il segretario dell'Udr, Clemente Mastella, secondo il quale la disaffezione degli elettori non è causata tanto dai ribaltoni, quanto da "manifestazioni come quella di domani, che vedranno insieme bianchi, rossi e neri".

 

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