la Repubblica

Sabato, 12 dicembre 1998


Schiarita Marini-Ds sulla legge elettorale
Il leader Ppi a Botteghe Oscure. Cossutta pronto a discutere
di UMBERTO ROSSO


ROMA - Al centro dei colloqui di Veltroni ci sono le europee. Con il segretario dei ds che insiste per la soglia di sbarramento - in molti paesi è al cinque per cento ma il leader di Botteghe Oscure si accontenterebbe del due per cento - e una fetta della coalizione che risponde di no. La soglia non piace affatto a Cossutta, e Mastella non ne vuol sentir parlare. Ma, di certo, la coalizione non si spaccherà sul tema "cambiamo la legge prima delle elezioni europee". Magari finisce che tutto resta com'è adesso, perchè la Quercia può spingersi fino al punto di segnalare la necessità di evitare la frammentazione, il diluvio di liste e candidati, ma eviterà il rischio di farne una questione di rottura con gli alleati.

Perchè, pare di capire, la strategia della Quercia è la seguente: se alla fine si può "abbozzare" sul voto europeo, se si accettano i veti dei partner, la partita allora si gioca sulla riforma elettorale di casa nostra. Insomma, due tavoli paralleli. E sul secondo di questi tavoli, il doppio turno, Veltroni ha l'aria soddisfatta. Perchè, dietro le dichiarazioni ufficiali assai fredde del leader dei Popolari, in realtà il faccia a faccia con Marini sarebbe andato "benissimo". Questa è la versione che filtra da Botteghe Oscure. Accompagnata da una seconda voce ottimistica: anche Cossutta avrebbe ammorbidito il suo niet alla riforma elettorale. Argomento "vincente" usato dai ds: "Ma vi rendete conto che con il turno unico sarebbe inevitabile ricercare una forma di accordo con Bertinotti?".

Insomma, al di là del pessimismo ufficiale, dietro le quinte un'intesa sulla legge elettorale potrebbe non essere lontana, e prendere corpo nelle prossime settimane. Popolari e comunisti italiani pare non facciano più le barricate sul doppio turno. Anche perchè anche a Botteghe Oscure i toni si sono fatti più distesi, "nessun aut aut, nessun ultimatum sulla nostra proposta di doppio turno di collegio" ripete Veltroni, a patto che si rispetti il principio che ispira la linea dei Ds, ovvero il rafforzamento del maggioritario. Con Marini, spiega il segretario della Quercia, in realtà ci sono stati molti equivoci. Per esempio, il segretario del Ppi ha aperto il fuoco contro una proposta, il ballotaggio a quattro, che in realtà non è affatto quella ds che punta invece al ballottaggio a due oppure una soglia molto alta, come nel sistema francese.

Se così è, se davvero le parti si avvicinano sulla riforma elettorale, forse a Botteghe Oscure non conviene spingere troppo sulla vicenda della soglia per le europee. Sul punto, per esempio, Cossutta è stato nettissimo nel faccia a faccia di due giorni fa con Veltroni. Chiedeva il presidente del Pdci: "Ma perchè vuoi quello sbarramento? Guarda che alla fine non mette in difficoltà neanche personaggi come La Malfa o Pannella, che si alleano con i socialisti o qualche altro e ce la fanno lo stesso ad arrivare a Strasburgo". Veltroni ha spiegato che anche Fini e il Polo sono per la soglia. Il che però ha provocato la reazione del vecchio Armando, "una ragione di più per dire di no", e anche i sospetti di Clemente Mastella che ha avvertito il segretario ds: "Attento a non scavalcare gli alleati della coalizione in nome di un canale diretto con il Polo...". Alla fine, con tutta probabilità, non ci sarà modo di mettere mano nemmeno agli altri aspetti della legge elettorale per le europee, la questione della incompatibilità fra cariche nazionali e cariche a Strasburgo e l' idea di ridisegnare le circoscrizioni.

A Mastella invece è piaciuto il ragionamento di Veltroni sui ribaltoni regionali, "non ha negato la loro legittimità ma non vuole che appaia una questione di puro potere", e pensa di mettere in piedi entro Natale le nuove giunte regionali in Sicilia e in Calabria. Le liste Udr per le Europee? Gli uomini di Cossiga aspettano che i Popolari sciolgano il nodo Prodi. Se l'ex premier va a guidare la commissione europea, ragionano quelli dell'Udr, il nodo si scioglierà facilmente: Ppi e Cossiga faranno liste comuni, senza simboli dell'Ulivo che l'ex picconatore non vuole. Viceversa, l'alleanza al centro per Strasburgo viaggerà su un percorso molto accidentato.

 

Torna alla Rassegna stampa

Hosted by www.Geocities.ws

1