Anche Prodi e Casini al
convegno organizzato da Segni ROMA - E' stata approvata ieri, alla Camera, la cosiddetta legge «anti-ribaltoni». Cambi di maggioranza vietati per tutta la legislatura dunque - nelle Regioni - pena il ritorno alle urne. Una legge fortemente voluta da Ds e Polo e avversata da Udr e partiti minori del centro-sinistra. Dopo il voto di Montecitorio, manca ancora l'approvazione del Senato, prevista solo a gennaio. Ma la giornata politica aveva più di un motivo di interesse. Era stata una vigilia carica di polemiche quella dell'incontro organizzato a Roma da Mario Segni tra referendari, con il leader dei Ds Veltroni, quello di An Fini, quello del Ccd Casini e Prodi. L'evento ha già scatenato l'ira di chi si scaglia contro il quesito anti-proporzionale, sulla cui ammissibilità la Corte costituzionale deciderà a gennaio. Ma i protagonisti dell'incontro reagiscono. Il più duro è Fini, irritato dall'accusa di voler costruire con gli avversari una sorta di alleanza strategica cementata dal referendum: «E' veramente da trogloditi della politica pensare che chi si ritrova a sostenere un sì o un no al quesito referendario possa poi dar vita ad una alleanza di tipo politico». Alla stessa accusa replica anche Veltroni: «Sul sistema elettorale non è uno scandalo cercare intese anche con l'opposizione. Noi siamo per un sistema maggioritario e se altri sono d'accordo con noi non importa a quale partito appartengano». Anche Romano Prodi si stupisce per le accuse, e spiega che «la riunione di domani è nel segno del bipolarismo, cioè sono presenti coloro che ritengono, più degli altri, che la democrazia per essere compiuta deve essere bipolare e rendere possibile l'alternanza in modo facile e semplice». Mario Segni, da parte sua, si preoccupa dell'eventualità che la Corte bocci il referendum: «Sarebbe un fatto gravissimo» e richiederebbe anche una riforma della stessa Consulta perché «questo referendum è perfettamente legittimo». Legittimo o no, al referendum restano ostili i partiti minori del centro-sinistra. «Non ci entusiasma di certo la prospettiva di vedere insieme in una manifestazione pubblica, uniti da un'idea negativa, esponenti politici che non hanno dimostrato, finora, grande sintonia in fase positiva e propositiva» protesta il ppi Antonello Soro. Il verde Maurizio Pieroni, piccato, replica a Fini: «Il troglodita è lui». E Clemente Mastella, segretario dell'Udr, lancia l'ultima provocazione: «Presenterò una proposta di legge per sancire la incompatibilità tra il mandato parlamentare e la partecipazione a iniziative referendarie». R.R. |