Il Sole 24 Ore Online

Giovedì, 17 dicembre 1998


Il ministro ricerca una formula valida per tutti. Il 22 il punto con la maggioranza
Amato: sulle riforme istituzionali
quattro ipotesi per un «puzzle»

Luca Ostellino

ROMA — Il ministro per le Riforme Giuliano Amato è ancora parecchio lontano dall’avere trovato un punto di sintesi sulla legge elettorale che gli consenta di formulare una proposta da sottoporre alle forze politiche. Lo ha ammesso ieri lo stesso Amato al termine dell’audizione in commissione Affari costituzionali della Camera, precisando che presenterà nella prossima riunione di maggioranza, prevista per il 22 dicembre al Senato, «quattro ipotesi di puzzle», cui ricollegare anche il problema della legge elettorale.

Convocata dal ministro per i Rapporti con il Parlamento, d’intesa con Amato, la prossima riunione dei capigruppo di maggioranza del Senato, insieme con i responsabili per le riforme delle rispettive forze politiche, era già stata «decisa da tempo», come ha ricordato Folloni. «Già dieci giorni fa — ha spiegato il ministro — avevamo stabilito di convocare prima della pausa di Natale una riunione per fare il punto sulle riforme elettorali. E il 22 è stata la data sulla quale abbiamo ricevuto il maggior numero di adesioni». In effetti, dopo le aspre polemiche sulla legge elettorale che erano divampate all’interno della maggioranza, in particolare tra Ds e Ppi, diversi esponenti della coalizione di governo avevano sollecitato un incontro prenatalizio: con l’obiettivo dichiarato di trovare, però, una posizione comune sulla riforma del sistema di voto e non, come ha «ridimensionato» Folloni, per una prima valutazione dei processi di revisione costituzionale in atto. Un passo indietro che fa il paio con le «quattro ipotesi di puzzle» di Amato. Tre parole che, se messe a confronto con l’ottimismo di chi la scorsa settimana parlava già di «una proposta concreta» in mano al ministro per le Riforme, mostrano tutta la cautela con cui Amato si sta invece muovendo: sono quattro e non una, un ventaglio che, ironizza il professore azzurro Giuliano Urbani, «serve a evitare contrasti perché tutti riusciranno a identificarsi, anche se solo in parte, in almeno una»; sono ancora solo «ipotesi», e non proposte; e tra l’altro non sono neppure ipotesi di leggi elettorali, ma «puzzle» del processo di riforme, cui collegare la nuova legge elettorale. Non si tratta poi, come ha spiegato Amato, di sue ipotesi personali, quanto di quelle risultanti dalle consultazioni da lui avute con le diverse forze politiche: «Ho raccolto — ha detto — tutti i pezzi esistenti e quello che manca è appunto un puzzle che io cercherò di mettere insieme».

Di fronte alle proposte dettagliate che alcuni giornali gli hanno attribuito nei giorni scorsi, Amato ha avvertito di non seguire le ricorrenti voci, specie in tema di legge elettorale, che si rincorrono periodicamente. «Non dovete inseguire i chiacchericci né sollecitarli. Quando avrò qualcosa da dire, lo farò. Che io incontri e parli con qualcuno, anzi con tutte le forze politiche — ha concluso — è perfettamente normale».

In attesa della sempre più determinante decisione della Corte costituzionale sull’ammissibilità del referendum maggioritario, tornano intanto alla carica i partiti più proporzionalisti: «Bisognerebbe prendere atto che è necessario reintrodurre il sistema elettorale a base proporzionale per riconquistare alla vita politica e alla partecipazione democratica coloro che se ne sono allontanati», si legge in un documento promosso ieri dal deputato di Rifondazione comunista Franco Giordano e sottoscritto anche dal Verde Giorgio Gardiol, dal socialista Giovanni Crema e dal capogruppo della Lega Domenico Comino.

 

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