Il Sole 24 Ore Online

Mercoledì, 4 novembre 1998


Fini: sul voto solo fumo, si vada al referendum
di Luca Ostellino

ROMA — Mentre il presidente del Senato Nicola Mancino sollecita le forze politiche a imprimere una decisa accelerazione al cammino delle riforme, ricordando quanto aveva affermato lo stesso Massimo D’Alema in occasione della presentazione alle Camere del programma di Governo, il ministro per le Riforme Giuliano Amato prosegue il suo giro d’orizzonte sul complesso tema della revisione della legge elettorale. Dopo i colloqui con Lega e Fi (ma ce ne sarebbero stati anche con An) è ora la volta della maggioranza: ieri il ministro, a quanto si è appreso, ha incontrato il leader dei Comunisti italiani Armando Cossutta e il vicesegretario del Ppi Dario Franceschini. Nei prossimi giorni, probabilmente già oggi, dovrebbe esserci un incontro con il leader dello Sdi Enrico Boselli e con il portavoce dei Verdi Luigi Manconi.

Ieri a Piazza del Gesù, l’ufficio politico del Ppi ha concluso i lavori chiedendo alla maggioranza di mettere a confronto con «reciproca disponibilità» le proposte di modifica della legge elettorale per definire gli obiettivi comuni, ferma restando la convinzione che su questa materia non esistono vincoli di maggioranza. «La possibilità di lavorare a una legge elettorale condivisa — ha detto il vice segretario Dario Franceschini — è condizionata dalla volontà di venirsi reciprocamente incontro e di abbandonare la difesa rigida delle posizioni di bandiera. Per noi popolari, il sistema elettorale deve garantire che la coalizione vincente governerà per tutta la legislatura. A nostro avviso, il doppio turno di coalizione va in questa direzione. Noi sappiamo che i nostri principali alleati non condividono questa soluzione. Ed i diessini sanno altrettanto bene che noi consideriamo assolutamente impraticabile il doppio turno di collegio». Sulla stessa linea Cossutta che ha ribadito la posizione del suo partito a favore del doppio turno di coalizione e ha auspicato l’avvio all’interno della maggioranza di un confronto, e possibilmente di un accordo, prima di affrontare il tema della legge elettorale con le opposizioni. Contro il doppio turno di collegio anche i Verdi, disponibili a ripartire dal patto di casa Letta sul doppio turno di coalizione.

Sul fronte opposto, sia Silvio Berlusconi, che insiste sulla necessità di usare il semestre bianco per lavorare a un nuovo sistema di voto, che Gianfranco Fini non considerano il no all’istituzione della Commissione parlamentare su tangentopoli un freno alla ricerca di un accordo sulla legge elettorale. Il leader di An è però molto scettico sulla possibilità di riformare la legge: «Basta con queste pantomime — spiega — è solo fumo. Se non è possibile la riforma si vada al referendum».

Referendum cui dice no Fausto Bertinotti, osservando che nel resto d’Europa ci si sta muovendo verso correzioni proporzionaliste del sistema elettorale e sostenendo la propria preferenza per il sistema tedesco: proporzionale con sbarramento e premio di maggioranza.

 

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