la Repubblica

Martedì, 28 luglio 1998


Referendum, Polo diviso
Fini chiede di schierarsi per l'iniziativa di Segni.
Altolà di Forza Italia: "Battaglia populista"

di Barbara Jerkov

ROMA - Alla vigilia dell'interruzione estiva, Gianfranco Fini, sul Corriere della Sera, annuncia: alla ripresa, chiederò al partito e agli alleati del Polo di schierarsi senza alcuna esitazione a favore del referendum Segni ("Segni, ripeto, non Di Pietro..."). Ma se i referendari polisti (a cominciare da Follini, Martino e Urso, che domani hanno in programma un incontro con Segni "per definire le azioni a difesa del referendum") esultano, da Forza Italia arriva un secco altolà: "Quel referendum è una iattura", dice infatti Giuliano Urbani.

"Con Berlusconi", rivela il politologo forzista, "ne abbiamo parlato moltissime volte. Il presidente aborrisce i demagoghi, e non credo che il caldo estivo gli farà cambiare idea. Capisco la logica di Fini di non lasciare a Di Pietro una bandiera popolare come quella contro l'eccessiva frammentazione dei partiti. Ma resta il fatto che si tratta di una battaglia ignobilmente populista". Tanto per cominciare, sostiene Urbani, il referendum Segni non rafforza il bipolarismo, ma anzi lo distrugge: "Ogni coalizione per vincere cercherà di mettere al proprio interno quante più forze possibili". In secondo luogo, rischia di produrre aggregazioni ancora più eterogenee di quanto già non siano oggi, e, quindi, "un bipolarismo massimamente instabile".

Immediata la replica del "referendario" Marco Taradash: "Urbani, che da nota colomba ha accreditato tutte le scelte di compromesso di Fi, si trova chiaramente a disagio oggi che il Polo ha ripreso a fare opposizione e a raggranellare consenso". "Non nascondo", ammette più prudente il presidente dei senatori forzisti, Enrico La Loggia, "che sul referendum vi sono numerose perplessità dentro Forza Italia. Ma ne discuteremo, e vedremo di trovare una soluzione quanto più possibile unitaria per mantenere la più assoluta compattezza del Polo".

"Lasciare a Di Pietro la bandiera del maggioritario sarebbe un suicidio", incalza però Peppino Calderisi, "senza contare che il contenuto del referendum corrisponde pienamente al primo punto del programma elettorale del Polo, tanto che 150 parlamentari del centrodestra hanno anche firmato a suo tempo un appello per la raccolta di firme".

Ma dall'Udr arriva un invito al leader del Polo a lasciar perdere Fini che con la sua proposta tende a "estremizzare lo scontro politico", e fare fronte comune con i centristi. "Consiglio a Berlusconi", interviene infatti Rocco Buttiglione, "di mantenere l'atteggiamento riservato che stiamo mantenendo noi, e di discuterne insieme per inserire la questione referendaria in una strategia comune di centro".

 

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