ANTI PROPORZIONALE ROMA - Ancora 150 mila firme per mettere il referendum sulla quota proporzionale al sicuro da sorprese. Finora ne sarebbero state raccolte 470 ai banchetti e circa 50 mila nelle segreterie comunali: ma è necessario un ampio margine per avere la certezza che, verificata la legittimità delle firme raccolte, l'obiettivo sia stato centrato. Mario Segni, che del Comitato per il referendum sul maggioritario è uno dei leader, chiede dunque un ultimo sforzo. «Attenzione - dice Segni in un comunicato - il referendum è a rischio. Rischiamo di fare come Dorando Petri, il maratoneta che dopo avere corso da primo per quaranta chilometri si fermò a pochi metri dal traguardo. E' un grido d'allarme che lancio a tutti i nostri attivisti, ai tanti cittadini che sono d'accordo con noi ma non vanno a firmare credendo che ce l'abbiamo fatta». «Non è vero, non abbiamo ancora raggiunto il traguardo: ci occorrono ancora 150 mila firme per essere in zona sicurezza. In venti giorni è un obiettivo raggiungibilissimo, se lavoriamo». C'è un rallentamento, aggiunge Segni, dovuto tra l'altro anche al caldo, ai Mondiali di calcio e alla convinzione di avercela già fatta. «E' un grande pericolo e la posta è troppo alta per fermarci proprio adesso. Dobbiamo lavorare fino all'ultimo giorno». |