Il vicesegretario del Ppi,
Franceschini, ha illustrato ROMA Come da copione ormai consolidato, sono i popolari a prendere liniziativa sulla riforma del sistema elettorale. Di fronte alla «minaccia» del referendum antiproporzionale di Mario Segni e al muro contro muro tra i Ds, che insistono sul doppio turno di collegio, e il Polo, fermo al doppio turno di coalizione, da Piazza del Gesù arriva una nuova proposta. Il sistema elettorale che il vicesegretario del Ppi ha illustrato al leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, Marco Minniti (Ds), Domenico Nania (An) ed Elio Vito (Fi) prevede un turno unico e si basa sullassegnazione di un premio di maggioranza, ricavato dalla quota proporzionale, alla coalizione vincente. Obiettivo dichiarato è il rafforzamento del bipolarismo eliminando il meccanismo dello scorporo e i patti di desistenza. La proposta prevede di mantenere sia gli attuali 475 collegi uninominali per eleggere i deputati, sia la scheda per la quota proporzionale su cui si votano i simboli dei partiti. Alla coalizione vincente che ottiene almeno il 40% dei seggi tra maggioritario e proporzionale viene attribuito un premio di maggioranza che le consente di governare con il 55% dei seggi, corrispondenti a 347 deputati. Dalla quota proporzionale vengono sottratti i seggi necessari per raggiungere il 55% del totale. Questi vengono attribuiti ai migliori secondi nei collegi vinti dalla coalizione vincente. Se nessuna coalizione raggiunge almeno il 40% per cento e quindi non scatta il premio di maggioranza, si configura lipotesi di maggioranze formate in Parlamento. Il meccanismo elettorale proposto dal Ppi viene previsto anche per il Senato e lascia invariata lattuale soglia di sbarramento del 4% per la quota proporzionale. Inoltre consente di far concorrere al premio di maggioranza solo i partiti coalizzati e collegati a uno stesso simbolo, come Polo per le Libertà e Ulivo. In questo modo, secondo il Ppi, verrebbe disinnescata la tentazione delle forze politiche di presentarsi alle elezioni da sole. Chi volesse farlo potrebbe sperare solo nel cosiddetto diritto di tribuna, cioè in quella residua quota proporzionale che rimarrebbe dopo aver sottratto da essa i seggi necessari per il premio di maggioranza. Il secondo rilevante effetto è che non sarebbe più possibile concordare patti di desistenza come quello stretto dallUlivo con Rifondazione comunista e quello eventuale tra Polo e Lega. Liniziativa di Piazza del Gesù ha raccolto, per ora, più critiche che interesse. Sulla scia dei Mattarellum uno e due (lattuale legge elettorale e il doppio turno di coalizione di casa Letta), anche questa nuova proposta rientra nella categoria dei sistemi misti, che, come non si stanca di ripetere Giovanni Sartori, in linea di principio «sono sempre cattivi sistemi». Inoltre, e lo fa notare anche Antonio Soda (Ds), non si capisce bene come possa evitare il referendum antiproporzionale, dal momento che, mantenendo la quota proporzionale, non ne recepisce il contenuto. Unaltra obiezione che si può sollevare Peppino Calderisi (Fi) lo ha già fatto per il Mattarellum 2 e lo ribadisce per questa proposta è che il premio di maggioranza è compatibile in un sistema in cui solo una Camera dà la fiducia allEsecutivo. Anche se il Ppi prevede lo stesso sistema per lelezione del Senato è infatti sempre possibile che due coalizioni si aggiudichino ciascuna una Camera, con il conseguente stallo nel funzionamento del Parlamento. No comment da parte dei «negoziatori» di Fi sulla legge elettorale Giuliano Urbani e Elio Vito, mentre la proposta è bocciata senza appello da Segni. |