Segni: "Raccolte 250 mila
firme per il referendum" ROMA - Mario Segni, Antonio Martino, Willer Bordon, Achille Occhetto, Luigi Abete e Giuliana Olcese annunciano di aver superato le 250 mila firme per il referendum che punta a eliminare la quota proporzionale dalla legge elettorale. Con mille tavolini schierati in questo weekend, si cercherà di raccoglierne subito altre 100 mila, avvicinandosi al tetto richiesto di mezzo milione. I referendari si appellano ognuno alla sua parte. Occhetto all'ala "più innovativa della sinistra", Segni invece ai "leader liberaldemocratici", come Berlusconi, Fini, Cossiga, perché si muovano in coerenza con i loro principi e scendano in campo al loro fianco. Un appello, quest'ultimo, che produce subito qualche effetto visto che tre deputati di An - Alemanno, Fiori e Storace - chiedono che il partito sostenga ufficialmente la campagna referendaria. E Di Pietro? Non è lui il solo motore dell'iniziativa, dice Segni, preoccupato che possa allontanarsi dal referendum chi ha in odio l' ex pm di Mani pulite: "Siamo un Jumbo, che ha tanti motori". E Occhetto: "Non è colpa di Di Pietro se questa eventuale consultazione viene collegata solo a lui, è colpa del sistema dell'informazione che tende, ossessivamente, a personalizzare". Presente alla conferenza stampa anche l'industriale Pietro Marzotto, mentre Marco Tronchetti Provera (Pirelli) indica nel referendum una delle strade per conservare al paese la stabilità politica. |