Referendum, target-firme in
vista ROMA Lorganizzatore della macchina referendaria per labolizione della quota proporzionale nella legge elettorale Maurizio Chiocchetti, solitamente piuttosto cauto, ha sciolto ogni riserva sulla riuscita della campagna: «Entro il 24 luglio le 500mila firme saranno sicuramente raggiunte». Lo ha annunciato ieri, nel corso di un serrato confronto, organizzato dalla coordinatrice del Movimento per le riforme istituzionali Giuliana Olcese, tra Giovanni Sartori e il promotore del quesito per labolizione dello scorporo Stefano Passigli, convinti assertori del doppio turno di collegio, e Augusto Barbera e Natale DAmico, membri del comitato promotore del referendum antiproporzionale. Lincognita legata alla riuscita della raccolta delle firme sembra dunque risolta. Resta quella dellammissibilità del quesito. Sono in molti, per primo il padre dellattuale legge elettorale Sergio Mattarella, a ritenere infatti che la Corte costituzionale potrebbe respingerlo. Barbera, forte del parere di cinque ex presidenti della Consulta, è però certo che il referendum sarà ammesso, «perché autoapplicativo». Passigli, Sartori, Barbera e DAmico ritengono che, dopo il fallimento della Bicamerale, i referendum siano lunica iniziativa che rimane per tentare di tenere in vita il processo riformatore e rintuzzare le spinte neocentriste e neoproporzionaliste. Non credono alla strada dellarticolo 138, che consente solo piccoli ritocchi, e, meno che mai, allipotesi di unAssemblea costituente. Per Sartori e Passigli, però, i problemi che affliggono il sistema politico italiano, frammentazione, disomogeneità delle coalizioni, potere di ricatto dei partiti minori, non dipendono dalla quota proporzionale, ma dal turno unico. Il senatore ds, che, oltre al quesito referendario, ha presentato anche una proposta di legge per abrogare lo scorporo, è fermamente convinto che, qualora il referendum per labolizione della quota proporzionale non portasse al doppio turno di collegio, il risultato (maggioritario a turno unico) sarebbe peggiore dellattuale legge elettorale corretta con labolizione dello scorporo. Da qui la richiesta ai promotori del referendum, e a Mario Segni in particolare, di impegnarsi in modo chiaro in favore del doppio turno di collegio. Barbera, pronto a giurare fedeltà al doppio turno, ha invece molte perplessità sullabolizione dello scorporo. «Perché si è chiesto bisogna rafforzare lattuale "Mattarellum" con il voto popolare?» Sartori ha tentato di tirare le fila della discussione. «Il dibattito sullo scorporo ha detto lo lascio a Passigli e Barbera». Serve invece «un accordo che aiuti il referendum ad andare avanti». Per il professore è comunque necessaria una netta dichiarazione dintenti per il doppio turno di collegio. «Per evitare che Segni ripeta lerrore del 93». La speranza, ha concluso Sartori riferendosi a Fi e An, è che qualche partito «sia un po meno stupido» e capisca, come hanno dimostrato le amministrative, che «il doppio turno non può che favorirlo». |