Cresce il sostegno ROMA Allindomani della presentazione della campagna referendaria antiproporzionale, Giuliano Urbani, scorrendo la lista dei nomi dei promotori, li aveva definiti un manipolo di «disperati, demagoghi e, nella migliore delle ipotesi, inconsapevoli». Oggi, a poco più di un mese dallinizio della raccolta delle firme, a molti liniziativa delleterogenea brigata di Mario Segni sembra essere rimasta lultima possibilità per evitare che, dopo le riforme istituzionali, si arresti anche il cammino del maggioritario e del bipolarismo, avviato con la «spallata» referendaria del 93. Ne sono sicuri sempre più esponenti di Alleanza nazionale e tra i Democratici di sinistra, come conferma il costituzionalista Augusto Barbera, referendario della prima ora, «si sta facendo strada la convinzione che lunica strada per salvare le riforme sia quella di appoggiare il nostro referendum». Anche dentro Forza Italia cresce il numero di chi vede nel referendum lunica via percorribile: «Se non fosse stato per la presenza di Di Pietro sottolinea il forzista Giuseppe Calderisi, estensore del quesito tutto il partito avrebbe promosso la campagna per il maggioritario». E Saverio Vertone spiega che «contro la restaurazione del pentapartito non resta che il ricorso al referendum abrogativo della proporzionale». Ieri una nuova probabile adesione è arrivata dal presidente di Confcommercio Sergio Billé, che, parlando della rottura sulle riforme, ha spiegato che domani, durante la Giunta, i commercianti valuteranno il da farsi. «A mio avviso ha detto Billé il cammino delle riforme è pregiudicato e probabilmente il da farsi significa impegnarsi nei referendum». Entro il 24 luglio i referendari devono raggiungere le 500mila firme necessarie (meglio se sono almeno 600mila) per presentare il quesito. Dopo un inizio un po stentato, lo stop della Bicamerale sta dando una spinta alla raccolta. Non ci sono comunque ancora numeri ufficiali. Secondo il comitato promotore, sabato si era arrivati a circa 165-170mila firme. Sono solo quelle raccolte direttamente, perché il comitato non è ancora in grado di contare quelle degli ottomila Comuni. Intanto si tiene aperta la possibilità di trovare un accordo con Marco Pannella, i cui moduli dei referendum per il sistema elettorale allamericana sono da tempo nelle segreterie di tutti i Comuni italiani, ma non godono di particolare eco di stampa. «Chi li scegliesse, li adottasse, e li sostenesse politicamente con noi spiega Rita Bernardini della Lista Pannella scongiurerebbe il rischio più grave e imminente: che il tramonto della Bicamerale dia sbocco, soprattutto sul piano della legge elettorale, a soluzioni controriformistiche; che il fallimento di una costituzione consociativa preluda alla realizzazione di una legge elettorale proporzionalistica». |