Calderisi: "Sulle firme
rischiamo di fallire" ROMA (p.c.)- "Il comitato che raccoglierà le firme deve darsi una struttura operativa, e non è facile. Secondo me, se non spieghiamo bene ai cittadini come funziona il meccanismo, noi rischiamo di andare a sbattere". Una voce fuori dal coro d'ottimismo di questi giorni, quella di Peppino Calderisi, "il nostro massimo referendologo", come lo chiamano i colleghi decisi a raccogliere le firme per il referendum anti-proporzionale. È uno dei pochi a preoccuparsi che i Settantuno Promotori, nonostante gli aiuti economici di Luigi Abete e Pietro Marzotto, possano scivolare sulla buccia di banana dell'organizzazione. Ma chi, come, quando raccoglie il mezzo milione di firme? E così, Calderisi, il quarantottenne deputato di Forza Italia, punta soprattutto a ricoinvolgere Marco Pannella. Pannella, da parte sua, nicchia, continua nei distinguo e nel "chiamarsi fuori" dalla numerosa ed eterogenea compagnia, ma anche Giuseppe Calderisi, d'accordo con numerosi altri politici impegnati nel referendum depositato l'altro ieri alla Corte di Cassazione, rilancia e insiste: "Pannella ha depositato un quesito, leggermente diverso dal nostro, per abolire, come vogliamo noi, la quota proporzionale. Se le cose restano così, le firme che raccoglieremo seperatamente - spiega Calderisi - non si potranno sommare. Se il quesito resta diverso, se verrà scritto in date diverse sulla Gazzetta ufficiale, e mettiamo che Pannella raccolga 499mila firma, e noi altre 499 mila, il referendum non passerà. La Corte di Cassazione potrà poi unificare i quesiti, se c'è analogia di materia, ma solo se entrambi i referendum esistono, e quindi se hanno raggiunto le 500 mila firme. E vale a dire che se ne devono raccogliere 600mila... Questi sono i fatti, perciò auspico che ci sia una convergenza politica tra noi e Pannella". Calderisi, insomma, sembra condividere le perplessità del leader dei riformatori: "L'ammucchiata che si è creata - continua Calderisi - ha aspetti positivi e aspetti negativi. E personalmente, insisto con Mario Segni in nome di un comitato neutro, che non si presti a favorire (il riferimento è certamente ad Antonio Di Pietro, ndr) iniziative di partitini o movimenti nascenti, o esistenti. Si possono creare tensioni, che sono motivo di preoccupazione, da spiegare ai cittadini. Ora, non è che Pannella possa fare solo il portatore d'acqua, deve avere spazi politici, ma dobbiamo ottimizzare questa raccolta di firme. Altrimenti si rischia di fallire". |