Legge
elettorale, giochi aperti ROMA - È una novità. Perché nei commenti del giorno dopo agli Stati generali della sinistra a Firenze, per la prima volta salta fuori un "sì" di Mario Segni a Massimo D'Alema. Perché al leader pattista è piaciuto molto il segretario del Pds che "ritiene utile un nuovo referendum sulla legge elettorale". La consultazione per cancellare la quota proporzionale "non sarebbe contro qualcuno o qualcosa" ma per completare il cammino delle riforme. Segni, come si sa, è "ultra referendario" ma in questo caso il suo inedito apprezzamento al leader della Quercia finisce per individuare il tema "fiorentino" che più mette in fibrillazione tutte le altre forze politiche. Esaurito il capitolo dei rapporti interni al Pds, resta sul tavolo quel che il segretario della Quercia ha detto proprio sulla questione del referendum elettorale. Questione, per la verità, solo sfiorata ma quanto basta per mettere in allarme le forze più proporzionaliste, e a far traballare una volta di più il patto della crostata di casa Letta. Non suona bene, in casa Ppi, questo tornare a discutere di maggioritario puro. Anche se il giudizio complessivo sulla convention di Firenze è positivo per il vicesegretario Franceschini, "i nostri progetti sono complementari". Anche se il vice di Marini parla del disegno dalemiano, perché invece con l'opzione Veltroni del grande Ulivo teme l'invasione di campo sul terreno dei Popolari, con una Cosa 3, 4, e via così. Figurarsi quanto sia contraria Rifondazione al maggioritario puro, visto che ha già chiesto di tornare al proporzionale se si tocca l'intesa Letta. Bertinotti boccia l'intera operazione di Firenze. "La Cosa 2 ha assunto come cultura programmatica quella liberale, da cui noi siamo molto lontani, essendo convinti che quella cultura è da superare e da battere". Ma davvero il segretario del Pds apre la porta al referendum che rischia di avere effetti devastanti sul cammino delle riforme? Oppure agita una minaccia nei confronti di chi, segnatamente Berlusconi, tira fuori di tanto in tanto "l'arma" del proporzionale? Gli ulivisti del Pds, a partire da Petruccioli che a Firenze ha lanciato il referendum, credono che il segretario faccia sul serio. |
"Da D'Alema
un buon segnale" ROMA (u.r.) - "La porta in faccia non l'ha chiusa. Certo, non ha detto che si mette a raccogliere le firme, però non mi ha dato del pazzo o del sabotatore". Massimo D'Alema visto da Claudio Petruccioli. Il segretario agli Stati generali ha fatto intravedere il via libera ad un referendum per l'abolizione della quota proporzionale. L'idea che appunto Petruccioli aveva lanciato dalla tribuna di Firenze. Tema delicato, perché ci sono di mezzo gli accordi in Bicamerale, le reazioni dei Popolari e del centro dell'Ulivo, quelle di Rifondazione... Senatore Petruccioli,
un referendum per cancellare la quota proporzionale non
avrebbe effetti devastanti sulla Bicamerale? E anche D'Alema la
vorrebbe far saltare? Quale? In altri termini? Sarebbe una bella
apertura, nei confronti di voi ulivisti del Pds. Cosa sarebbe, la
risposta di D'Alema a Berlusconi che vuol tornare al
proporzionale? Come la mettiamo con i
Popolari, o con Rifondazione? Chi tocca il proporzionale,
dicono, muore... A Firenze però D'Alema
è stato sibillino, ha dedicato un passaggio prudente al
referendum per cancellare la proporzionale. Pannella aveva già
lanciato il referendum, la Consulta però non lo ammise. Pronto allora alla
raccolta delle firme? Ma se la macchina
parte, quando si andrebbe alle urne? E della conclusione
degli Stati generali di Firenze, senatore Petruccioli,
che ne dice? |