Un referendum contro il patto di
"casa Letta"
di Claudio Sardo
Un referendum contro la
legge Mattarella e, soprattutto, contro l'"intesa di
casa Letta" ? L'idea, già circolata nei giorni
scorsi, è stata rilanciata da Giorgio Rebuffa, uno dei
forzisti più critici verso la Bicamerale, e subito
raccolta da Natale D'Amico, braccio destro di Dini. La
paternità di questa iniziativa è di un giovane
radicale, Emilio Colombo (omonimo del leader dc), e su di
essa si era raccolta la simpatia di alcuni settori del
Pds.
Il partito
anti-proporzionalista
Cosa propone il quesito referendario ? Di abolire la
seconda scheda nelle elezioni della Camera. In pratica,
verrebbe cancellato il voto per i partiti e la quota
proporzionale sarebbe assegnata attraverso i piazzati nei
collegi uninominali. Il quesito è frutto di un'opera
minuziosa di tagli alla legge Mattarella e, a giudizio di
alcuni esperti, è capace di superare indenne il severo
esame della Consulta. Ma le potenzialità di questo
referendum non finiscono qui. La sola minaccia di un
ricorso alle urne può contrastare le spinte
proporzionalistiche, che si sono espresse in Bicamerale e
hanno lasciato il segno nel patto di "casa
Letta". Per questo, l'idea del referendum non
dispiace al Pds, sostenitore del doppio turno nei
collegi, e a quanti si battono per scelte maggioritarie
più nette.
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