RCS on Line - Corriere della Sera

Sabato, 7 marzo 1998


IL POLITOLOGO DELLA QUERCIA
Barbera: l'ex pm vuole un sistema più razionale, come il Pds

«Senza quota proporzionale Ulivo e Polo hanno 17 e 14 seggi in più»

ROMA - (G. Fre.) Professor Barbera, con il referendum elettorale volete far fuori partiti e partitini, come dice Di Pietro?
«Ma no, quelli di Di Pietro sono slogan - ah, come vorrei saper parlare anch'io come sa fare lui - non sono posizioni antipartito».

Non sembrerebbe.
«Sono convinto che sia così. È Di Pietro a rilanciare il dialogo con i partiti della Bicamerale».

Sta forse dicendo che Di Pietro è usato da D'Alema per spingere verso il doppio turno?
«Usato è un verbo che non mi piace. Ma che male ci sarebbe se Di Pietro fosse uno stimolo per i partiti per dare al Paese un sistema più razionale, come vuole il Pds, con il semipresidenzialismo che varerà la Bicamerale?». Così Augusto Barbera, costituzionalista e referendario dalla prima ora, oltre che membro della direzione dei Democratici di sinistra, risponde alle critiche e ai sospetti sul referendum di Segni e Di Pietro. «So già qual è la prima obiezione - attacca -, è Di Pietro».

Che molti, anche a sinistra e nel Pds, ritengono ingombrante.

«C'è il pericolo che questo diventi il referendum di Di Pietro, ma noi faremo il possibile perché emergano le posizioni di tutti. Di Pietro ne approfitterà per fare un movimento? Bene, lo faccia».

Iniziativa poco «bipolare».
«Sì, ma non si può accusare Di Pietro contemporaneamente di fare il gioco dei partiti della Bicamerale e di creare un movimento antipartito. La sua è una posizione mediana e forse è la più giusta».

Una delle critiche più significative al referendum è che non semplifica, ma provoca gli stessi effetti del proporzionale.
«È una posizione priva di senso: il quesito referendario abolisce il voto di lista e la distribuzione proporzionale di un quarto dei seggi».

Sì, ma abolendo la quota proporzionale in un terzo dei collegi passerebbero il vincitore e lo sfidante. Non è un controsenso?
«Che c'entra, al Senato, con il sistema attuale possono essere eletti anche il terzo e il quarto. Il nostro scopo è quello di far passare un sistema più bipolare, e questo lo è. Dai dati che abbiamo risulta che Polo e Ulivo, cioè le due coalizioni principali, prenderebbero 14 e 17 seggi in più. Poi una legge disegnerà il sistema migliore».

 

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