IL POLITOLOGO DELLA QUERCIA
Barbera: l'ex pm vuole un sistema più razionale, come
il Pds
«Senza quota proporzionale
Ulivo e Polo hanno 17 e 14 seggi in più»
ROMA - (G. Fre.) Professor
Barbera, con il referendum elettorale volete far fuori
partiti e partitini, come dice Di Pietro?
«Ma no, quelli di Di Pietro sono slogan - ah, come
vorrei saper parlare anch'io come sa fare lui - non sono
posizioni antipartito».
Non sembrerebbe.
«Sono convinto che sia così. È Di Pietro a rilanciare
il dialogo con i partiti della Bicamerale».
Sta forse dicendo che
Di Pietro è usato da D'Alema per spingere verso il
doppio turno?
«Usato è un verbo che non mi piace. Ma che male ci
sarebbe se Di Pietro fosse uno stimolo per i partiti per
dare al Paese un sistema più razionale, come vuole il
Pds, con il semipresidenzialismo che varerà la
Bicamerale?». Così Augusto Barbera, costituzionalista e
referendario dalla prima ora, oltre che membro della
direzione dei Democratici di sinistra, risponde alle
critiche e ai sospetti sul referendum di Segni e Di
Pietro. «So già qual è la prima obiezione - attacca -,
è Di Pietro».
Che molti, anche a
sinistra e nel Pds, ritengono ingombrante.
«C'è il pericolo che
questo diventi il referendum di Di Pietro, ma noi faremo
il possibile perché emergano le posizioni di tutti. Di
Pietro ne approfitterà per fare un movimento? Bene, lo
faccia».
Iniziativa poco
«bipolare».
«Sì, ma non si può accusare Di Pietro
contemporaneamente di fare il gioco dei partiti della
Bicamerale e di creare un movimento antipartito. La sua
è una posizione mediana e forse è la più giusta».
Una delle critiche più
significative al referendum è che non semplifica, ma
provoca gli stessi effetti del proporzionale.
«È una posizione priva di senso: il quesito
referendario abolisce il voto di lista e la distribuzione
proporzionale di un quarto dei seggi».
Sì, ma abolendo la
quota proporzionale in un terzo dei collegi passerebbero
il vincitore e lo sfidante. Non è un controsenso?
«Che c'entra, al Senato, con il sistema attuale possono
essere eletti anche il terzo e il quarto. Il nostro scopo
è quello di far passare un sistema più bipolare, e
questo lo è. Dai dati che abbiamo risulta che Polo e
Ulivo, cioè le due coalizioni principali, prenderebbero
14 e 17 seggi in più. Poi una legge disegnerà il
sistema migliore».
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