Ucciso
dalla leucemia a 58 anni. Lui stesso, con una
lettera ai concittadini, aveva comunicato la malattia
Reggio
Calabria, � morto
il sindaco Falcomat�
REGGIO CALABRIA - Ha sperato, ha lottato, ha sofferto in
silenzio per cinque mesi. E in silenzio se n'� andato Italo
Falcomat�, il sindaco del riscatto di Reggio Calabria, il
pi� popolare e amato dalla gente, il pi� votato. La
notizia della morte rimbalza da Roma, la citt� l'apprende e
ammutolisce. Ricoverato da luglio nella Divisione di Ematologia degli
Ospedali Riuniti di Reggio (fu lui stesso ad annunciare con una
drammatica lettera alla sua gente in cui manifestava tutte le
speranze, le debolezze e le umane paure, di avere una forma acuta di
leucemia contro la quale intendeva lottare con tutte le proprie
forze), dopo una fugace apparizione pubblica con i vistosi segni
della malattia, due
settimane fa si era sottoposto a un trapianto di midollo osseo
donatogli dal fratello.
Il quadro clinico, che dopo il trapianto sembrava incoraggiante, si
� per� improvvisamente aggravato venerd� scorso
per una complicazione renale. E gli occhi tristi del sindaco
diessino, che si � battuto per ripristinare la legalit�
nella citt� dei clan mafiosi e della malapolitica, ieri sera,
poco prima delle 20, si sono chiusi per sempre, presenti la moglie e
i tre figli.
Autorit� e semplici cittadini nella notte raggiungono
l'ospedale per esternare solidariet� ai familiari. Da Fassino,
Veltroni e Mussi arrivano le prime espressioni di cordoglio. Ed
� un duro colpo per Reggio che ricorda le sue ferme e serene
battaglie culturali, politiche
e amministrative contro la mafia che lo ha minacciato pi�
volte costringendolo a
muoversi con la scorta, i poteri forti e in difesa dei diritti
civili. Cinquantotto anni, storico e docente nelle scuole superiori e
all'universit�, Falcomat� non era un politico di
professione, pur avendo militato prima nel Pci e poi nel Pds e nei
Ds. Era sindaco di Reggio dal 1992. Rieletto nel 1997 al primo turno
con una percentuale bulgara, i reggini gli avevano confermato una
fiducia plebiscitaria nel maggio scorso quando invece alle politiche
l'Ulivo sub� una sonora sconfitta.
Non � stato un periodo facile quello che Falcomat� ha
vissuto come primo cittadino di Reggio. A parte le minacce e gli
attentati della mafia che a un certo momento ("Non ho il diritto di
mettere a rischio la mia famiglia", spieg�) lo avevano indotto
a dimettersi, spesso si � sentito isolato e abbandonato dal
proprio partito nelle sue battaglie politiche. Tanto da annunciare,
l'anno scorso la definitiva rinuncia a qualsiasi
candidatura, cosa che non significava per� l'abbandono della
politica. Le pressioni di
Walter Veltroni, segretario ds e suo amico personale, e quelli di
altri esponenti nazionali della Quercia, tra cui Marco Minniti che
ieri sera ha diffuso la notizia della sua morte, lo avevano indotto a
desistere dal proposito e a candidarsi ancora alla guida della
citt�, sbaragliando l'avversario del Polo.
La leucemia ha trionfato. Ora i reggini lo piangono. I Ds, che lo
avevano rieletto nella direzione nazionale, manifestano grande dolore
per una figura straordinaria di sindaco e di uomo.
(12 dicembre
2001)