LA STORIA PRENDE VITA:

FESTE E RIEVOCAZIONI

 

di Piergiacomo Petrioli

 

 

Sao ko kelle terre in Siena e dentro i confini della antica Repubblica son molto ricche di feste e rievocazioni storiche, ché son molti anni che siffatta moda ha preso campo.

In effetti, la ricostruzione storica, o re-enacting, nasce e si sviluppa principalmente nel mondo anglosassone, quale mezzo assai produttivo e stimolante per conciliare l’utile della divulgazione storica al dolce del divertimento, ed avvicinare la persone, soprattutto i bambini, alla storia. Molti gruppi di ricostruttori storici, anche collaborando con università (Dipartimenti di storia e storia dell’arte, storia del costume, antropologia) si adoperano ad organizzare spettacoli, rievocando in abiti storici la vita e le abitudini del passato, in occasioni di varie feste paesane.

 Spesso l’occasione è offerta dalla commemorazione di un particolare e preciso avvenimento storico, come, ad esempio, a Finale Emilia, il passaggio delle truppe lanzichenecche nel 1527 è pretesto per un allestimento di militi rinascimentali, o, ancora, a Corfinio, in Abruzzo, la nascita della Lega Italica nel primo secolo avanti Cristo offriva spunto per una interessante festa con giochi gladiatorii italici.

La Toscana, in questo campo, grazie alla sua aulica tradizione e storia nobilissima, si dimostra una delle regioni più intraprendenti e, la provincia di Siena, in particolare, alquanto ricca.

San Gimignano, Poggibonsi. Serre di Rapolano, Buonconvento… in pratica anche il più piccolo borgo apparecchia una sua propria festa storica. Il problema tuttavia rimane quello della esattezza filologica degli allestimenti, in un campo dove si tende spesso a spacciare per corretto ciò che effettivamente non è; ed allora è possibile vedere i Cavalieri dugenteschi di Santa Fina a San Gimignano, calzare begli stivali di pelle, quando gli stivali non erano, si sa, nel XIII secolo ancora in uso in Europa!

Una delle prime feste siffatte fu quella, ormai “storica” di Monteriggioni, chiamata “Monteriggion di torri si corona” (citando nel titolo Dante…), dei primi di luglio, la quale dal clima casareccio e genuino dei primi anni Novanta, s’è trasformata ultimamente in un caleidoscopico e gigantesco baraccone circense, dove si esibiscono artisti di grido (ultimamente persino Dario Fo!) e la filologia storica, se mai c’è stata, non trova spazio alcuno, lasciando il posto a gruppi di rievocazione storica, che offrono spettacolo di balli e combattimenti “medievali” in costumi ed armature improbabili e comunque di gusto tardo cinquecentesco… la logica dello spettacolo ha definitivamente ucciso ogni impulso didattico. Eppure consimili iniziative toscane, quali “Altopascio Medievale”, dimostrano che i due termini della questione non sono affatto inconciliabili.

Ma non solo Medioevo. Popolari e di gran successo sono anche le rievocazioni etrusche a Murlo, che possono contare sull’ausilio del museo archeologico, che diviene prezioso referente. Ad Armaiolo, presso Rapolano, si rievoca in una minuscola, ma ben fatta, celebrazione la vita contadina del secolo decimono, con figuranti impegnati in mestieri ormai dimenticati. In tal modo la festa diviene fattiva e diretta lezione di storia ed il paese un vero e proprio libro di figure viventi da sfogliare, passeggiando per le vie. Ed infine in estate nel Chianti può capitare di incrociare per le strade carri armati e jeep, soldati della Wermacht e della V armata, durante la rievocazione del passaggio delle truppe alleate della Seconda Guerra Mondiale.

Ed infine  ci sarebbe da citare il Palio di Siena… ma questo non è una festa storica… si tratta di qualcosa di molto diverso ed alquanto più serio: è un gioco; non è rievocazione, è vita.

 

 

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