TEATRO A MERENDA

di Annamaria Romana Pellegrini

 

 

L’associazione culturale Timbre è attiva ormai da anni a Poggibonsi e dintorni, e sembra si sia posta l’obiettivo di far recuperare ai piccoli la fantasia e di educarli alla multiculturalità, senza noiose prediche e slogan retorici, ma con quel sistema che i Greci hanno inventato tanti anni fa: il teatro. Anzi per non far torto alle culture lontane danno spazio in quel di Staggia, ogni estate, al “Teatro delle ombre”, che affianca il più “occidentale” primaverile “Teatro a merenda”.

Anche quest’anno centinaia di bambini (ed i loro genitori) hanno partecipato agli appuntamenti di marzo, giunti alla IX edizione, che hanno visto il tutto esaurito ad ogni spettacolo, concluso sempre da laboratori ludici. Il filo conduttore degli spettacoli è stato il racconto ispirato alla tradizione novellistica occidentale ed al canto popolare, ma anche la fiaba africana e cinese. La rassegna è partita con la famosissima attrice fiorentina Laura Poli ed i suoi “Pupi di Stac”, che hanno portato in scena “Cantaracconta”, particolarmente adatto a bambini accompagnati dai nonni, perché questi ultimi hanno potuto rivivere il clima della loro gioventù attraverso la canzone popolare e soprattutto attraverso il protagonista, il vecchio contadino Campriano che con la moglie Argia riesce a beffare il brigante che vorrebbe derubarlo, e con Pimpignudo che interpreta lo spirito beffardo e irriverente delle feste di campagna in Toscana. Quello spiritaccio oggi famoso in tutto il mondo grazie a Benigni.

L’incontro successivo ha puntato sulla fiaba e sul fascino del lontano oriente con “Dragoni, fantasmi e principesse” di Lando Francini, che ne è stato anche interprete in veste di narratore: un viaggiatore che descrive le meraviglie di un paese lontano, perché questa è la chiave di ricerca della compagnia “Teatro del vento”, la riscoperta dell’arte di narrare. Ed ecco apparire come per incanto palazzi d’oriente con i loro fiabeschi occupanti, resi con la pantomima e il linguaggio dei gesti, coinvolgendo i piccoli incantati. Da tutt’altra parte del mondo ci ha portato il terzo appuntamento, le “Valigie da scoltare” dei Favolanti, piene di storie del Chiapas, del Guatemala, del Brasile. Tra i protagonisti una piccola donna discendente dei Maya, con un poeta subcomandante che ha come armi le fiabe. E’ Elisabetta Salvatori che da diciassette anni inventa racconti, compone filastrocche, fabbrica i suoi pupazzi e rielabora testi di autori famosi adattandoli ai piccoli. Nata a Viareggio, è molto nota in Versilia dove da anni cura la rassegna “Fiabe a Teatro” e, tra l’altro, da due anni è inserita nella stagione del Teatro Parenti di Milano, dove ha presentato una raccolta di fiabe di Rigoberta Menchù, a cui ha assistito la stessa autrice. Il violino di Matteo Ceramelli commenta i racconti di questa bravissima interprete. Un appuntamento del “Teatro a merenda” è stato prenotato per i bambini delle scuole elementari di Poggibonsi: “L’africa misteriosa”, continente esplorato con la fantasia dagli scolaretti.attraverso i miti Ashanti del Ghana, che raccontano una visione del mondo non così lontana dalla nostra, di cui condivide gli archetipi.

La decima edizione di questa iniziativa vuole essere ancora più ricca, e vuole lasciare uno spazio maggiore ai piccoli musicisti che hanno accompagnato tutti gli spettacoli, i “bandainhos”. Intanto, il più vicino appuntamento sarà con “A tuttomondo”, la rassegna estiva il cui nome è tutto un programma, che si svolge all’aperto e dedica sempre qualche appuntamento ai più piccoli. Sempre per iniziativa dell’Associazione Timbre.

 

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