Il Museo etnografico del
Bosco di Orgia
Intervista alla direttrice Sandra Becucci
a cura di Leonardo Scelfo
A dieci anni di distanza dall’apertura del primo museo realizzato nell’ambito del Sistema Museale Senese, il bilancio dell’esperienza da lei condotta sul territorio può dirsi positivo?
Innanzi tutto penso che non dovrei essere io a fare il bilancio della mia esperienza; tuttavia penso che da un punto di vista dell’operare, nel senso del fare, dello sperimentare e del proporre, il bilancio sia positivo. Penso di poterlo affermare considerando che fra i musei etnografici italiani il Museo etnografico del Bosco e della Mezzadria (Orgia – Sovicille) è considerato uno fra i più attivi.
Quali sono stati i progetti più rilevanti condotti nei primi dieci anni di attività del museo?
A parte i numerosi progetti di attività didattica, i corsi di aggiornamento professionale per gli insegnanti di ogni ordine e grado, che hanno fatto conoscere il museo come uno dei centri in cui si propone la didattica dell’ambiente, tre sono i progetti che negli ultimi anni si sono distinti, se non consideriamo il lavoro in corso “Nero carbone” e “Rosso fuoco”, realizzato per il progetto dell’APT di Siena “In vacanza con i bambini”:
· “Tutta farina del nostro sacco”: lavoro di ricerca etnografica sulla castagna insieme alle scuole con il Museo delle Genti di Rivoreta (Ecomuseo della Montagna Pistoiese della Provincia di Pistoia) e con il Museo della Castagna (Ecomuseo del Casentino della Comunità Montana del Casentino - Arezzo), finanziato dai tre Enti (per il Museo del Bosco il Comune di Sovicille) e dalla Regione Toscana nell’ambito del bando Museo & Scuola;
· “Arte e Bosco”: lavoro di ricerca artistica che si è sviluppato in tre anni con “L’albero rosso”, “In forma di bosco” e “Atlantide”, in collaborazione con il Laboratorio dei Boschi, gruppo di artisti proposto al museo da Isanna Generali e il Centro d’Arte Contemporanea “Palazzo delle Papesse” del Comune di Siena. Il lavoro è stato finanziato dalla Regione Toscana, l’Unione Europea, la Fondazione Monte dei Paschi di Siena, la Provincia di Siena ed il Comune di Siena;
· “Gruppo informale di etnoscienza”: incontri presso il laboratorio didattico fra addetti ai lavori, in modo del tutto informale ed interdisciplinare, a parlare di libri, ricerche e lavori, conclusi o in corso, sul rapporto tra l’uomo e l’ambiente.
La partecipazione della comunità locale è stata attiva? Si può parlare di una ricaduta in termini generici sul territorio?
Ritengo che per la comunità locale il museo sia ormai una realtà consolidata sia per l’attività didattica, sia per la sentieristica che per gli eventi proposti via via. A mio parere la ricaduta coinvolge l’accrescimento di una dimensione culturale e la riappropriazione di elementi della propria cultura che il mondo contemporaneo di provincia tende a rimuovere e a dimenticare.
Il museo ha svolto una funzione culturale e didattica nei confronti dell’utenza scolastica? Come è stata articolata l’offerta?
Il museo nasce con una forte caratterizzazione didattica; esso possiede un Laboratorio di didattica ambientale e nelle pubblicazioni realizzate per l’inaugurazione ampio spazio è stato dato a questa specifica funzione (si veda ad esempio “il Quaderno di Quintilio e il Quaderno dell’Insegnante di Sandra Landi). L’offerta didattica è stata articolata in modo diverso nell’arco dei dieci anni; all’inizio con semplici proposte di promozione, poi con corsi di aggiornamento e proposte specifiche a seconda delle classi (materne, primo ciclo, secondo ciclo, medie e superiori). Nell’ultimo periodo il museo propone alle scuole del territorio di partecipare a percorsi di ricerca con l’aiuto di operatori, contemporaneamente molte scuole inseriscono la visita al museo o al sentiero nella propria programmazione didattica.
Sono in atto collaborazioni con le scuole, le Università o gli altri musei della Provincia di Siena?
Le collaborazioni sono prevalentemente con le scuole della Val di Merse e con quelle senesi (non per motivi didattici, ma per motivi legati all’organizzazione del servizio di scuolabus). La collaborazione con l’Università di Siena esiste ormai per convenzione per la gestione scientifica del museo (fra il Comune di Sovicille e il Dipartimento di Filosofia e Scienze Sociali) da 7 anni. Con altri musei esistono collaborazioni legate ad eventi e progetti; in particolare con l’Orto Botanico e con il Museo del Paesaggio.
L’attività che verrà svolta dalla Fondazione di partecipazione, consentirà una migliore razionalizzazione delle risorse, fornendo maggiori opportunità anche a quei musei che attualmente risultano svantaggiati?
Questo è uno dei compiti che ha la nascente istituzione.
In occasione del decennale sono previste iniziative particolari?
Il 3, 4 e 5 settembre ci sarà l’iniziativa “Rosso fuoco” con la carbonaia accesa, nei tre pomeriggi visite guidate, video sui fabbri e dimostrazioni dell’uso del fuoco e del carbone nella lavorazione del ferro e nella cottura della terra.
Sempre a settembre, l’11 sera, festeggeremo i primi dieci anni del Museo del Bosco con il concerto di Giovanna Marini quartetto e l’incontro con il professor Maurice Bloch della London School of Economics and Political Science, la dottoressa Christine Langlois della Mission du Patrimoine ethnologique del Ministère de la Culture et de la Comunication della Francia, il dottor Giovanni Kezich direttore del Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina, con presentazione di un video sul museo di Sergio Spanu per il 12 pomeriggio. Per ulteriori informazioni [email protected].