PARCO D’ARTE CONTEMPORANEA
“SCULTURE DEL CHIANTI”
INTERVISTA AL SUO CURATORE PIERO GIADROSSI
a cura di Leonardo Scelfo
Quando e come nasce l'idea di un parco di sculture nel Chianti?
Alcuni anni fa visitai una grande esposizione di scultori Shona nei giardini botanici di Città del Capo in Sud Africa. Mi colpì molto la stupenda ambientazione delle sculture nel giardino circostante. Avendo tempo prima acquistato un bosco di 13 ettari nel Chianti, nella zona di Pievasciata, mi venne spontaneamente da chiedermi se quel bosco non avrebbe potuto diventare la sede di un'esposizione permanente di scultura contemporanea.

Per la realizzazione del parco, si è avvalso di collaboratori, specialisti, amici o artisti?
Per prepararmi alla realizzazione del parco frequentai due seminari negli Stati Uniti, organizzati dall'ISC (International Sculpture Center) di Hamilton nel New Jersey. Avevo anche bisogno di confrontare le mie idee con quelle di chi, nel pubblico o nel privato, aveva già realizzato un parco di successo. Oltre a questo, venne costituito un comitato artistico qui a Siena, che si riunì varie volte e mi dette un input molto importante: invitare prima gli artisti a visitare il bosco e poi esaminare le loro proposte in modo che l'integrazione tra arte e natura fosse il più coerente possibile. Alcuni scultori, dopo aver visitato il bosco e fatto la loro proposta, mi suggerirono altri artisti da loro incontrati in vari simposi internazionali.
Ha
preso spunti da alcuni celebri esempi di parchi d'arte o manifestazioni art
in nature?
No. Comunque ne ho visitati molti in vari Paesi per vedere come erano organizzati. Non ho preso spunti da altre realtà sia perché avevo in mente una formula originale, sia perché sono rarissimi i parchi di sculture che si trovano in un bosco. In generale, o sono ville con giardino o sono simili a campi da golf. Ho trovato molto interessante il Luisiana di Copenhagen.
Come è avvenuta la selezione degli artisti e delle opere?
La selezione è avvenuta in base ai suggerimenti del comitato artistico, al mio gusto personale, alla nazionalità e sopratutto alla capacità dell'artista ed al suo desiderio di partecipare al nostro progetto e, infine, in base al costo delle varie proposte.
Vi è stato un dialogo tra i vari artisti scelti e lo spazio naturale che hanno occupato con le opere?
E’ stato il denominatore comune di tutti gli interventi.
E' possibile individuare delle linee guida, degli intenti sottesi all'intero progetto espositivo?
Non c'erano né un tema né linee guida da seguire. Le proposte dovevano essere integrate; naturalmente, tenevamo presenti anche le dimensioni ed il materiale impiegato, perché fin dall'inizio volevamo presentare al pubblico (anche a scopo didattico) la varietà, spesso sorprendente dei mezzi espressivi oggi a disposizione degli artisti, al di là del marmo e del bronzo. Intenti: internazionalità, varietà dei mezzi espressivi, integrazione arte/natura. Sono stati spesso privilegiati scultori giovani, che non avevano mai lavorato al di fuori del loro paese d'origine.
La presenza di artisti provenienti dall'estremo oriente è legata solamente a ragioni estetiche o dipende dalla volontà di innescare dei cortocircuiti con il territorio del Chianti e l'arte occidentale?
La presenza di artisti asiatici mira ad evidenziare il fatto che l'arte contemporanea non è ad esclusivo appannaggio della cultura occidentale. E' vero che l'occidente ha influenzato l'oriente negli ultimi 50 anni, ma è altrettanto vero che esistono molti artisti in Asia, né etnici né pedissequi imitatori. Intendo dire che c'è anche molta originalità nelle loro proposte. Questo fatto è confermato dalla pubblicazione a Hong Kong di una delle due riviste al mondo dedicate esclusivamente alla scultura contemporanea.
In un “Parco d'arte contemporanea” stupisce trovare delle opere realizzate in vetro, tale scelta è motivata dalla sua passione per tale materiale?
Forse, ma è sopratutto nell'arte contemporanea che è stato usato il vetro.
Il Parco ha una fisionomia immutabile o nel corso degli anni alcune opere potranno aggiungersi a quelle preesistenti?
Il Parco è un organismo vivente e potrà sia essere ampliato che vedere la sostituzione di qualche pezzo, al fine di renderlo sempre più piacevole.

Quali sono i progetti a lungo raggio che il parco intende portare avanti?
Un centro visitatori e un anfiteatro. L'anfiteatro verrà usato per vari tipi di manifestazioni all'aperto e per le mostre temporanee di 2-3 mesi, in collaborazione con musei importanti ai quali però manca uno spazio espositivo.