SIENAMBIENTE TRA PRESENTE E FUTURO
Intervista al Presidente Lucia Coccheri
a cura di Giorgio Sbrilli

Sienambiente e ATO sono i protagonisti in materia di rifiuti, ognuno ha un proprio ruolo: può spiegarlo?
L’ATO, che altro non è che il Consorzio dei trentasei comuni della nostra Provincia, è deputato a tutti quegli aspetti che regolano il servizio sia in termini di qualità che di costo, Siena Ambiente invece svolge concretamente il servizio stesso, raccogliendo, trattando e smaltendo i rifiuti solidi urbani che ognuno di noi produce. Il primo riassume le competenze che sono proprie di chi ha la titolarità del servizio, Siena Ambiente è il soggetto gestore.
Entrambi operate secondo quello che è conosciuto come il Piano Provinciale dei Rifiuti.
Certo, l’operatività dei due soggetti si inquadra secondo le linee di quell’atto programmatorio della Provincia e degli Enti Locali Senesi definitivamente approvato nel 1997.
Cosa dice il Piano Provinciale?
Il Piano Provinciale, con estrema sintesi, partendo dalla filosofia di trasformare i rifiuti in risorsa, ha previsto, ed è stato il primo a farlo nella nostra Regione, un sistema integrato su scala provinciale basato su una forte percentuale di raccolta differenziata e sul funzionamento di alcuni impianti centralizzati di trattamento capaci, appunto, di trasformare in risorsa i nostri rifiuti.

A che punto è l’attuazione del Piano Provinciale?
E’ in una fase avanzata l’impianto di selezione-compostaggio: una struttura strategica per l’intero sistema, che è ormai entrata in funzione da oltre un anno nel comune di Asciano. Nel corso del 2004, affideremo i lavori per il potenziamento del termoutilizzatore già presente in Loc. Foci a Poggibonsi. Poi, sempre nel 2004, si lavorerà all’attuazione di un impianto di solo compostaggio ad Abbadia San Salvatore; per cui l’impiantisca di Piano sarà così praticamente completata, salvo un altro impianto dedicato al compost, sempre a Poggibonsi.
E le discariche?
Le discariche vanno in pensione! Se si pensa che fino a poco più di 10 anni fa ce ne erano 40 ed ora sono solo 3, si ha una idea di cosa stia avvenendo nella nostra Provincia in materia di programmazione e gestione di rifiuti!...per altro entro 2/3 anni, con il Piano a regime ottimale, ne rimarranno 2, ad Abbadia San Salvatore ed a Sinalunga, sempre di più destinate ad accogliere quella parte residuale del rifiuto non riciclabile o recuperabile.
Nel 2003 Siena Ambiente è divenuto Gestore Unico: vale a dire che oltre agli impianti di trattamento, dovrà gestire in tutti i comuni della Provincia anche la raccolta. Come va questo passaggio?
Si, l’ATO ci ha individuati come azienda Gestore Unico nel territorio provinciale. Siamo ad un buon punto, sono già attivate, secondo precisi piani industriali, le riorganizzazione dei servizi di raccolta nelle aree dell’Amiata, della Val d’Elsa, della città di Siena. Ora stiamo lavorando per portare a regime nei prossimi mesi, quelli della Val di Chiana e del Chianti; completeremo anche il centro storico di Siena, poiché il nuovo sistema di raccolta, operativo da alcuni mesi, per ora copre solo i cittadini fuori dalle mura, solo questi rappresentano oltre i due terzi dell’intera città.
Presidente, si prevede sempre più raccolta differenziata, e i cittadini sono sempre più sollecitati a collaborare mettendo i rifiuti nel cassonetto giusto. Ma l’organizzazione di raccolta è adeguata a questi obiettivi?
L’attuale organizzazione, e quella per la quale stiamo lavorando, assicura standards di base uniformi per tutto il territorio provinciale, pronta ad adattarsi alle specifiche esigenze aggiuntive individuate e proposte dalle singole Amministrazioni Locali. L’obiettivo complessivo di tutto ciò è quello di individuare il giusto equilibrio tra il costo di questa organizzazione e l’esigenza per i cittadini ad avere una relativa facilità di conferimento. In buona sostanza, ciò vuol dire fare in modo che il cittadino paghi una bolletta ragionevole a fronte di un servizio in grado di metterlo nella condizione di raggiungere buoni risultati di raccolta differenziata.
Visto che siamo a parlare di raccolta differenziata, come vanno le cose in vista dell’obiettivo del 35% al marzo 2004?
La media provinciale del 35% richiesta dalla normativa vigente ancora non è stata raggiunta; se al marzo 1999 e al marzo 2001, raggiungemmo rispettivamente il 15 e il 25%, meno facile si profila l’obiettivo per il prossimo marzo. Ci sono diversi comuni che stanno andando bene ed anche delle buone performances, accompagnate però ad un andamento complessivo ancora non del tutto soddisfacente.
Un quadro non omogeneo dunque, da che dipende?
I motivi che lei chiede sono molti e cambiano da area ad area; intanto si potrebbe dire che là dove la cultura e l’organizzazione per la raccolta differenziata ha radici più solide e lontane nel tempo, vedi ad esempio Buonconvento e Poggibonsi, lì si va alla grande, si è già oltre il 40%!
Poi, conta l’impegno, Colle Val d’Elsa ad esempio sta prodigandosi in un grande sforzo che, in poco tempo, ha recuperato molti punti e ormai si sta assicurando l’obiettivo previsto dalle norme. Proprio con questo comune, vorrei sottolinearlo, si è messo in moto un rapporto di piena collaborazione, che per tanti aspetti, è esemplare.