Giovanni Adreani: l’uomo e l’arte

 

di  Silvia Risani

 

 “Sappiamo lo spettro anche delle possibilità essere saturo e le novità cercate a prevaricare l’uno l’altro in questo senso tutto è fermo. Come diceva Marx: i grandi avvenimenti e personaggi storici si ripetono per così dire due volte…la prima volta come tragedia, la seconda come farsa; ciò nonostante i bambini sono pieni di vita e i pagliacci ci regalano il riso”.

                                                                                                                                      Giovanni Adreani

 

          Giovanni Adreani, comincia fin da bambino a trasformare per gioco la materia grezza, il legno, ed “a crescere” con tale elemento naturale in un imprescindibile connubio.

Negli anni dell’Università realizza i primi Assiti lignei, presentati in occasione della mostra personale alla Galleria “Il Moro” di Firenze e nel 1993 nei saloni della Fortezza di Girifalco a Cortona. Si tratta di composizioni lignee di ampio respiro, in cui la venosità naturale del legno, la rugosità della corteccia e del tronco, gli spaccati, i frammenti al limite del loro senso, si incastrano perfettamente con superfici levigate e rigorosamente dipinte di nero, per creare forme insistentemente razionali.

La sua ricerca materica continua negli anni e talvolta il legno allo stato naturale si trova invaso da inserti di colore acceso oppure da piccoli segni: rosso, giallo, blu; talvolta, invece, il legno è scandito da inserti di plexiglas, di ferro o dalla “variante” carta.

L’opera realizzata per il castello di Piombino, edificio già noto a Leonardo da Vinci, la Spilla da muro, presenta una trama metallica (in cui la futura ruggine è prevista quale ulteriore segno estetico, nell’idea di Tempo Artefice), quasi una trina intrecciata alla fibra naturale del legno, una decorazione vuota di senso, ma che il tempo e l’abbandono “risignificherà”.

Viste da una certa distanza le opere di Adreani sembrano tutte molto semplici e pulite, ma solo dopo un esame più attento e ravvicinato si riesce a scorgervi i continui modellati del piano e l’infinita e minuziosa opera di “sbalzo e cesello” che ha portato al risultato finale, in un inesauribile e meticoloso approccio materico di grande impatto emotivo.

Da alcuni anni Adreani espone insieme ad un gruppo di artisti internazionali dell’associazione culturale La Sfinge di Cortona, paese dove vive e lavora da artigiano e guida turistica. Nell’ultimo anno ha progettato e realizzato l’arredo di due salumerie della sua città.

        Il grande protagonista della sua produzione artistica e della sua vita continua ad essere il legno, con il quale Adreani riesce ancora oggi a “giocare” nel suo laboratorio/studio, dove si occupa di restauro e falegnameria.

 

 

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