SILVIA CODIGNOLA
O LA MONUMENTALITA' DEL QUOTIDIANO
di Annamaria Romana Pellegrini
Con
l’esposizione in corso alla Galleria d’Arte Moderna di Roma, Silvia Codignola ha
confermato, a soli quarant’anni, la validità della scelta che l’ha portata ad
abbandonare l’attività di scenografa per una solitaria ricerca pittorica, della
quale sentiva l’urgenza. Le “Due poltrone”, un grande olio su tela del ’97,
esposte con un “Autoritratto frontale” del 2000, sono conferma dell’espressione
di un mondo (“Generi, attualità funzionale e poetica dei codici figurativi” è il
titolo della mostra romana) già presente nella sua prima personale del 1996.
Le due poltrone presenti da allora, anche in gesso, così come i ritratti e gli autoritratti, talvolta ripetuti tridimensionalmente, ad indagare ancora forme e volumi. Figure ed oggetti, immagini del mondo silente di Codignola, così capace di comunicare che già allora, dopo poche opere esposte in collettive (la prima, non a caso, era stata “Michelangelo Antonioni, architetture della visione” del 1985), quanto esposto apparteneva a collezioni private.
Ma l’esperienza di scenografa, e la laurea in architettura, dell’artista sono ancora evidenti, elementi portanti della sua formazione, quando dal privato e domestico, pure vissuto nella sua assolutezza che diviene facilmente emblema e monumento, si volge allo spazio naturale ed ai paesaggi urbani. Qui le sue grandi tele, colle campiture di ocra, verdi e blu, antichi e, vivaddio, ancora esistenti, sono tali da emozionare senza remissione, in un genere che sembrava non avere più niente da dire.
Scende in se stessa, la meditativa artista, e torna alle sue estati che l’hanno vista tuffarsi con i suoi fratelli dagli scogli, con grande disinvoltura, nel mare ligure. E questi corpi, ancora un genere che sembrava non più frequentabile, sono per l’eternità, come dice Lorenza Trucchi. C’è grande naturalezza nelle sue felicissime “immersioni”: e poi, in acqua non si deve parlare! Trucchi la definisce “solitaria, aristocraticamente appartata e di una dolcezza (all’apparenza) indifesa”. Di lei hanno scritto Duccio Trombadori, Enrico Gallian sull’”Unità”, Phil Brown in occasione di una mostra australiana, Alessandra Riva su “Arte”… Sue opere sono nella milanese Galleria Forni, nella romana Galleria A.A.M. o visibile presso il sito web dell'artista: http://www.silviacodignola.net.