La Nuova “Collina”
Spazio multimediale per la cultura
di Domenico Muscò
La primavera 2003 vede la rinascita di un nostro antico progetto: creare uno spazio culturale aperto. La nostra idea è di fare un giornale mensile online che raccolga, da una parte, l’eredità letteraria ed artistica della rivista “la collina” (1984-1994) e, dall’altra, beneficiare di un metodo di lavoro inaugurato col successore de “la collina”: il giornale "Suggerimenti" (1995-1996), entrambi rivisitati nel progetto editoriale ed aggiornati nei loro contenuti culturali, con la ripresa del nostro discorso sulla letteratura, l’arte, lo spettacolo, gli incontri (le interviste) ed i primi piani (gli editoriali), a cui si aggiungono i 3 nuovi settori: le attività formative, l’ambiente ed il turismo, che costituiscono le nuove direzioni di attività dell’Associazione “la collina”, che è l’editore del sito web.
A sottolineare questo legame col nostro passato lavoro editoriale, abbiamo voluto dare alla nostra testata online proprio il nome de “la collina” ed un sottotitolo che richiamasse la nostra linea redazionale inaugurata col mensile “Suggerimenti”, cioè Suggerimenti di informazione culturale, che esplicita un’idea di fondo: il nostro modo di intendere e fare notizia, cioè proporre momenti di informazione “ragionata” su fatti e persone, che vanno oltre l’immediato quotidiano, con uno stile non aggressivo ed invasivo, ma sensibile e di prossimità.
Una novità di questa edizione de “la collina” è quella di presentare testi (principalmente per la sezione dedicata all’Arte) con un’impostazione metodologica riassumibile nel concetto di didattica dell'informazione: una mostra sarà presentata non con la tradizionale recensione lineare, ma verrà elaborata una presentazione dell’esposizione che ci porti in un percorso didattico, cioè che ci faccia sentire virtualmente in una visita guidata in loco; per cui emerge una visione della recensione come un momento di servizio per la didattica. In questo senso, è doveroso ricordare che tale idea era stata già colta e sperimentata da Roberto Longhi quando nel suo Viatico per cinque secoli di pittura veneziana (Sansoni, Firenze 1946, p. 7) ha affermato: "Il saggio è perciò legato attentamente al filo delle opere che vi erano esposte e il lettore dovrà regolarsi sulla contingenza" […] "Cenni, spuntature, s'intenda bene, che non pretendono di sciogliere tutti i problemi, ma soltanto muoverne taluni e aprirne altri. Un tenue viatico, insomma" (Prefazione alla Prima edizione).
Infine, vorrei ricordare che questa avventura editoriale che ci accingiamo ad affrontare, anche se tutta al virtuale, rappresenta per il comitato di redazione una nuova sfida a cui cercheremo di rispondere al meglio delle nostre capacità, attraverso il lavoro editoriale di un gruppo composto sia di vecchi compagni di lavoro (Annamaria R. Pellegrini, Leandro Tassoni, Piergiacomo Petrioli) sia di più recenti collaboratori (Luisa Dallai, Silvia Risani, Leonardo Scelfo), che sono naturalmente un gradito arrivo; i quali tutti desidero ringraziare sin da ora per il paziente lavoro che li (ci) attende.