IL PARCO ARCHEOLOGICO DI BARATTI E POPULONIA

 

Intervista alla Direttrice e visita al Parco

 

di Silvia Risani

 

 

 

Non capita tutti i giorni di fare interviste in luoghi così belli. Arrivando in macchina al Parco, lungo la strada che porta a Populonia alta, si scorge sulla destra una visuale mozzafiato sul golfo di Baratti (famoso anche per la triste vicenda dello squalo) con dune di sabbia, mare azzurrino e pini altissimi; sulla sinistra, le dolci colline ricoperte da una fitta vegetazione tipicamente mediterranea sembrano invece uscite dal pennello di un pittore. Ero già venuta qui 15 anni fa, ma da allora molte cose sono cambiate. Lascio la macchina al parcheggio custodito del Parco, accanto all’aria di sosta per camper, e mi dirigo verso l’ex podere di San Cerbone, ristrutturato per il Centro Visite. Prima di essere ricevuta dalla Direttrice della Divisione Parchi Archeologici e Musei della Val di Cornia, Silvia Guideri, ripercorro brevemente la storia di Populonia e del suo territorio attraverso i pannelli del primo piano, che mi sorprendono per la chiarezza e le belle illustrazioni. Entro e, dopo le consuete presentazioni, comincio l’intervista.

 

 

Cos’è la Parchi Val di Cornia Spa?

Il Sistema dei Parchi della Val di Cornia è un progetto urbanistico-culturale che coinvolge i 5 Comuni del comprensorio e comprende 6 aree di grande pregio ambientale e culturale ed una struttura museale nella città di Piombino. Per attuare e gestire il sistema dei parchi, i Comuni hanno costituito nel 1993 la “Parchi Val di Cornia S.p.A.”, società mista pubblico-privata, con la missione statutaria di realizzare e gestire in forma integrata il Sistema dei Parchi. Nel 1998, per la prima volta in Italia, è stato concesso in uso ad un società mista, per fini di valorizzazione culturale, una parte del patrimonio archeologico dello Stato, anticipando un modello oggi quanto mai attuale.

 

 

Come opera la Parchi Val di Cornia Spa?

Il compito della “Parchi Val di Cornia Spa” è quello di valorizzare il patrimonio archeologico e naturalistico di questo territorio attraverso azioni di tutela e promozione, che si esplicano nella realizzazione e gestione di servizi per l’accoglienza e la fruizione (centri visita, centri di archeologia sperimentale, didattica ambientale, percorsi naturalistici ed archeologici, musei e visite guidate) e nella realizzazione e gestione dei servizi aggiuntivi (bookshop, centri ristoro, ostelli, parcheggi, etc..). La “Parchi Val di Cornia Spa” opera in regime di concessione su aree archeologiche e naturalistiche appartenenti ai Comuni della Val di Cornia ed al Ministero per i Beni e le Attività Culturali. In particolare, il Parco Archeologico di Baratti e Populonia, inaugurato l'11 luglio 1998, si estende per 80 ettari tra le pendici del promontorio di Piombino ed il Golfo di Baratti ed ospita uno dei contesti più importanti della civiltà etrusca, che deve principalmente all'attività siderurgica il proprio sviluppo commerciale e culturale.

 

 

Quali altre strutture comprende la Parchi Val di Cornia Spa?

Parco archeologico di Baratti e Populonia (Piombino)

Parco archeominerario di San Silvestro (Campiglia Marittima)

Parco costiero della Sterpaia (Piombino)

Parco costiero di Rimigliano (San Vincenzo)

Parco naturale di Montioni (Suvereto, Piombino, Campiglia Marittima)

Parco forestale di Poggio Neri (Sassetta)

Museo archeologico del territorio di Populonia (Piombino). Inaugurato nel 2001, il museo ospita oltre tremila pezzi, tra manufatti preistorici, reperti provenienti dagli scavi delle necropoli etrusche di Populonia e materiali di epoca romana. Tra i reperti, merita di essere menzionata la celeberrima anfora d’argento, rinvenuta nel 1968 nel tratto di mare tra Baratti e San Vincenzo.

 

 

Per quanto riguarda l’attività didattica, come viene svolta all’interno del Parco?

Nel cuore del Parco è stato realizzato un Centro di Archeologia Sperimentale. Si tratta di un laboratorio all’aria aperta, dove è possibile riscoprire le antiche tecniche di lavorazione della ceramica e della pietra, sperimentare la pratica dello scavo archeologico e ripercorrere le fasi della lavorazione dei minerali fino alla coniatura delle monete: un modo per avvicinare all’archeologia grandi e piccini, turisti e scuole con programmi giornalieri o specifici su richiesta. Qui, in particolare, i nostri operatori hanno ricostruito in dimensioni reali una capanna dell’età del Bronzo, per far conoscere come si svolgeva la vita quotidiana all’interno di un villaggio di epoca protostorica.

 

Bene, e adesso che è finita l’intervista, la curiosità ha il sopravvento e non posso fare a meno di visitare questo Parco. Mi accodo al gruppo di tedeschi che sta partendo con la guida per la visita alla Necropoli di S.Cerbone, la più antica, del VII – VI sec. a.C., cosparsa di tumuli principeschi e tombe a edicola, che ripercorrono l’evoluzione dei modelli dell’architettura funeraria etrusca. Proseguo poi da sola per la Via del Ferro, che collega la parte bassa del Parco con il Centro di Archeologia Sperimentale, attraverso i resti di antichi edifici legati all’attività siderurgica, le cui scorie hanno ricoperto, salvandola, questa necropoli fino al secolo scorso. Mi prendo una pausa per curiosare tra gli articoli ed i libri in vendita nel Bookshop del Centro Visite (dal momento che col tedesco ho avuto dei problemi!) e mi fermo al Punto di Ristoro del Parco per un caffè.

 

Dopo la sosta, mi faccio coraggio e decido di percorrere Via delle Cave per raggiungere la Necropoli delle Grotte, a circa mezz’ora di cammino da qui. Ma ormai ci sono, non posso perdermi quest’occasione! Il percorso, un po’ in salita all’interno del bosco, conduce ad un “belvedere”: suggestivo panorama sul Golfo di Baratti e la Val di Cornia. Ne è valsa la pena! La guida aspetta i visitatori sotto un albero maestoso e ci indica i solchi lasciati dagli Etruschi sulla pietra “panchina”, utilizzata per costruire la città e le sue necropoli a partire dal VII sec. a.C. Dalla parte opposta si trova la necropoli di periodo ellenistico ed un curioso “dado”. Finito il giro, torno verso il litorale: ho giusto il tempo di farmi un tuffo in mare.

 

 

 

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