L'ART-BREAK DI PANCRAZI

 

di Annalisa Ranieri

 

            Il giorno 21 marzo 2005, presso la Sala delle Colonne della Facoltà di Economia di Siena, il gruppo culturale N+1 ha organizzato un aperitivo informale ART-BREACK con l’artista Luca Pancrazzi. L’incontro è stato realizzato grazie al contributo economico dell’Università degli Studi di Siena, al supporto di Galleria Continua e del Museo di Arte Contemporanea delle Papesse.

          

 N+1 è un gruppo di studenti universitari interessati alla promozione di eventi culturali legati alla comprensione dell’arte contemporanea e rivolti ad un pubblico vario e non sempre preparato. Il gruppo nasce per caso e la scelta stessa di un nome che richiami una formula matematica sta ad indicare il loro modo di lavorare: un nucleo fisso intorno a cui ruotano collaborazioni esterne diverse: l’idea è quella di operare con un sistema a rete. Il gruppo non ha una strutturazione formale rigida, pertanto è sempre pronto a fare nuove esperienze offrendo il proprio lavoro sia nella gestione diretta dell’evento sia nelle collaborazioni con altri soggetti.

            Luca Pancrazi, originario della provincia di Firenze, vive e lavora a Milano, ma espone in tutta Italia e all’estero. Nasce come pittore, ma non ci nasconde le difficoltà legate alla tecnica della pittura come medium, in cui è sempre più difficile sperimentare senza guardare e mettere in discussione la Storia dell’Arte passata. Parte da qui la volontà di aprirsi verso nuove forme di sperimentazione artistica, infatti la sua produzione è molto varia: installazioni, musica, fotografia, progetti editoriali.

            La sua continua ricerca, anche se lontana dalla pittura, conserva sempre quell’aspetto artistico che caratterizza un’opera d’arte da qualsiasi altro oggetto commerciale: l’idea di immagini ricche di significato, ma nello stesso tempo anche belle esteticamente; ricorre spesso il tema del tempo e della memoria dei luoghi e delle persone, l’indagine sull’uomo e dei rapporti tra gli uomini.

            Tra i suoi ultimi lavori citiamo la sua partecipazione nel 2004 a Spazi Atti al PAC di Milano e la personale Uno a uno in Galleria Continua a San Gimignano (Si), mentre nel 2005 partecipa alla I Biennale di Mosca. Il 27 aprile lo vedremo ancora a Siena per presentare il suo nuovo libro legato al progetto Arts books chosen by artists per il Bookshop del Palazzo delle Papesse di Siena. Il progetto, iniziato nel 2003, ha visto la partecipazione di artisti che, scelti personalmente da Pancrazi, hanno a loro volta contribuito ad arricchire il Boockshop del museo.

            Dopo una breve introduzione fatta da due ragazze del gruppo, l’incontro informale ha avuto inizio. La serata sembra aver riscosso l’approvazione dei molti partecipanti; lo spazio centrale della sala era stato liberato dalle tante sedie, che sono state poste lungo i lati della stanza, per creare uno spazio libero in cui collocare un piccolo buffet e potersi muovere liberamente. I partecipanti hanno potuto apprezzare e conoscere l’artista rivolgendogli domande direttamente e visionando del materiale video e cartaceo: lungo le pareti della sala erano collocati quattro televisori e un video proiettore, mentre su un tavolo erano stati posti diversi libri dell’artista e manuali di storia dell’arte, che potevano essere sfogliati liberamente; inoltre, era disponibile del materiale informativo, cioè brochures e cartoline, distribuite gratuitamente. Pancrazi sembra aver riscosso molto successo: è stato continuamente circondato da gente che molto tranquillamente gli ha rivolto domande e chiacchierato con lui.

            L’idea dell’aperitivo informale sembra sia piaciuta a molti anche se qualcuno ha manifestato una certa difficoltà ad avvicinare l’artista senza una minima conoscenza del suo lavoro; una critica vera in parte, sia perché è stato l’artista stesso a evitare il solito incontro “da lezione universitaria”, sia perché la serata stessa doveva essere un modo per conoscere questo artista.  L’aspetto positivo e innovativo dell’iniziativa, dunque, è stato proprio quello di creare una serata diversa e di avvicinare, nella maniera più semplice e diretta (anche grazie al cibo!), chi questo artista non lo aveva neanche sentito nominare.

 

 

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