di Piergiacomo Petrioli

Se Andy Warhol ha portato i supermercati nell’arte, ora l’arte entra nei supermercati. Si è tenuta dal primo al 7 dicembre infatti una singolare mostra-concorso artistica allestita nei locali del centro commerciale Coop “Le Grondaie” di Siena, alla quale hanno preso parte dodici artisti, fra pittori e scultori, operanti nella provincia, fra i quali molti già partecipanti all’iniziativa di “Studiaperti Siena”, ed è bene qui ricordare le invenzioni surrealiste di Fabio Canestri (fig. 1) e i dipinti di Ubaldo Rituffi (fig. 2). Ad essi si sono aggiunti: Katia Bassi, Bruno Staccioli, Mario Volpi, Laura Tondi, Alessandro Fragapane, Silvano Ceccherini, Sabrina Danielli, Sara Zilianti, Anna Cencini, Patricia M. Walter.
Tra
frutta e verdura, surgelati e biscotti si sono potuti in tal modo osservare
dipinti e sculture. Effetto, questo, d’un qualche straniamento estetico, il
collocare alle pareti anonime seppur lucenti d’emporio contemporaneo, fra
corridoi percorsi veloci da distratta bulima attenta alla spesa settimanale col
pensiero rivolto a scadenze di yogurt e sconti di scampi in scatola, oggetti
d’arte e cultura usualmente ritenuti più affini a gallerie d’arte e consimili
spazi espositivi.
E certo, uno degli spunti di maggior interesse di tale idea consiste proprio nel gioco surreale, provocatoria e surrealista sfida d’aver attratto l’attenzione dei fuggevoli clienti del mall, transeunti pensionati e lemuri massaie, all’arte e convincerli per un attimo alla speculazione estetica, alla filosofica meditazione, offrendo loro un pungolo liberatorio, respiro passeggero prima del ritorno al maëlstrom del cotidiano combattere.
E tema, infatti, di siffatta iniziativa, alla terza edizione è “Pace e Guerra”. Guerra e pace a Siena, già il titolo tolstoiano dell’esibizione rimanda ad aulicissimi precedenti della tradizione artistica senese. Come, infatti, non pensare alla versione dell’argomento che offre Ambrogio Lorenzetti nella Sala del Buongoverno nel Trecento, dove in contrappunto alto di simboliche allegorie, anche s’affrontano le visioni d’una Siena gotica immersa nella laboriosa ed armonica atmosfera del tempo di pace con case dai vivaci colori e strade affollate di mercanti e fanciulle danzanti e, dall’altra parete riecheggia lo stridore cacofonico d’una città e d’una campagna senese in preda alle fiamme, all’odio ed alla distruzione, devastata. premessa antica a Goya, il quale nelle mirabili incisioni de I disastri della guerra, con scene di brutale crudezza, disegna un inno alla pace, mostrando la guerra senza deformazioni epiche, col suo violento retaggio di dissolutezza, delitto e disfacimento morale, introduzione protoromantica al cubismo atroce del picassiano Guernica.
Dunque, ben si aprano le porte scorrevoli dei grandi magazzini all’arte contemporanea, che la cultura, come deve essere, non ha confini ed il seme aulico d’una rosa può ben crescere, se trova chi l’ama, pure nei meandri dei supermarket.