LA TUTELA DEL TERRITORIO

E DELL'AMBIENTE IN VAL DI MERSE

 

 di Domenico Muscò

 

L’attività mineraria (sia sotterranea che a cielo aperto) ha segnato, in maniera incisiva, molta parte della storia dell’Alta Valle del Merse, interessando sia l’aspetto economico che sociale, sia culturale che ambientale; in questo senso, rappresentano casi significativi le miniere del Merse ieri e di Campiano oggi, la quale ha cessato la coltivazione del filone di pirite nel 1994, la cui proprietà è della ex Società Mineraria Campiano (Gruppo ENI), che ha dato origine all’inquinamento ambientale oggi in atto, conseguenza della non corretta applicazione delle prescrizioni di VIA, cioè le idonee azioni di bonifica e ripristino ambientale, che ha provocato l’emergenza, a tutti ormai nota, che da oltre due anni è in atto per le acque che fuoriescono dalla miniera di Campiano e confluiscono, attraverso il canale di Ribudelli, nel fiume Merse, causandone il suo inquinamento; ciò ha messo a forte rischio la vita fluviale (da una ricerca dell’Arci Pesca di Siena, realizzata dal dr. Roberto Loro nel 2002, risulta che i pesci del Merse hanno assorbito alcuni dei metalli pesanti presenti nell’acqua). Questo disastro ha richiesto l’intervento sostitutivo del Comune di Montieri (Ordinanza n. 40 del Sindaco di Montieri del 28-6-2001) e  della Regione Toscana (con il successivo Accordo di Programma per gli interventi di bonifica del 26 luglio 2001), come prevede la normativa in materia, per il monitoraggio e la depurazione delle acque, al fine di contenere l’inquinamento del fiume e quindi tutelare le caratteristiche naturalistiche della Val di Merse legate alla presenza stessa del fiume, in attesa del progetto definitivo per le opere di bonifica e la messa in sicurezza di tutta l’area. Questa crisi ambientale del Merse, ma anche molte altre sul nostro territorio provinciale e toscano, è la conseguenza di un modello di attività economica del passato, ma purtroppo ancora oggi presente, che non ha fatto un uso adeguato della VIA e quindi non ha saputo (né voluto?) contabilizzare i costi differiti nel tempo, che oggi sono a carico della comunità.

In questo contesto, nell’aprile 2001, nacque subito un movimento di cittadini ed associazioni senesi, costituitesi nel Coordinamento Merse (CM), che ha intrapreso varie azioni di protesta e proposte (raccolta firme, marcia per la Merse, fitodepurazione, etc.), contribuendo in nodo significativo al dibattito in questi ultimi due anni; inoltre, il CM ha promosso varie iniziative di informazione e sensibilizzazione (come l’elaborazione di documenti: “Merse Rosso” e lettere aperte alle amministrazioni pubbliche, ai partiti politici ed ai cittadini) sulle cause e le responsabilità del soggetto che ha causato l’inquinamento, sulla salute del fiume e sui modelli di gestione del territorio della Val di Merse; infatti,  sin dall’inizio, il CM ha avanzato la proposta di elaborare un progetto di bonifica della miniera di Campiano e del fiume, per il ripristino della salubrità dell’ambiente naturale, sostenendo che lo sviluppo socio-economico della Val di Merse può avvenire solo se questo rispetta le caratteristiche naturali del suo territorio.

Tutto questo ed altro è stato al centro degli interventi dei relatori al convegno LA VAL DI MERSE: IL VOLONTARIATO AMBIENTALE E LA SALVAGUARDIA DEL TERRITORIO, svoltosi lo scorso 20 settembre 2003, presso il Circolo ARCI di Palazzetto - Chiusdino (SI), organizzato dall’Arci e dal Cesvot di Siena, in collaborazione con il Coordinamento Merse e l’Associazione “la collina” ed il patrocinio della Provincia di Siena. Una giornata di riflessione sulla tutela sostenibile del territorio e la valorizzazione della Val di Merse, che ha voluto sottolineare l’importanza del problema ambientale andando proprio in una località, Palazzetto di Chiusdino, situata nei pressi del fiume Merse, la quale ci aveva già visti in un’altra occasione, per lo stesso obiettivo, oltre 15 mesi fa, il 9 giugno 2002, in occasione dell’assemblea lampo, che si svolse nel corso della manifestazione “Una marcia per la Merse: da San Galgano alla Miniera di Campiano”.

Il convegno è nato da un’esigenza del volontariato ambientale di Siena, che ha voluto costruire un momento di informazione e discussione pubblica su quanto è accaduto a partire dal primo segnale di emergenza ambientale con la fuoriuscita delle acque (16 litri al secondo) dalla Miniera di Campiano il 19 aprile 2001; cioè i lavori hanno mirato, da una parte, a fare il punto su quanto è stato fatto fino ad oggi per far fronte all’emergenza: con quali metodi e strumenti si è intervenuto a bonificare le acque che confluiscono nel fiume Merse, provenienti dalla miniera di Campiano, ricche di metalli pesanti (ferro, arsenico, cadmio, piombo, etc.), e dall’altra parte, hanno avviato una discussione tra i soggetti pubblici e privati, coinvolti a vario titolo, sulle soluzioni possibili e sulla riqualificazione ambientale e sviluppo della Val di Merse. Infatti, sono intervenuti tutti gli enti che fanno parte del citato Accordo di Programma per la bonifica del Merse e le altre persone coinvolte sul piano tecnico e politico, cioè coloro che sono intervenuti, secondo previsione di legge, per i necessari provvedimenti amministrativi e gli esperti che hanno studiato le cause e le possibili soluzioni per sanare l’emergenza ambientale del Merse; dunque, un lavoro di riflessione comune e discussione pubblica, per la prima volta in una forma ampia, sulla tutela “sostenibile del territorio e la valorizzazione della Val di Merse”, coinvolgendo i vari amministratori pubblici della Valle ed alcuni  studiosi dell’ambiente, in quanto sono i portatori della responsabilità della gestione ambientale del territorio.

In particolare, dunque, la giornata di lavoro ha avuto lo scopo di far discutere tutte le parti in causa senza steccati di formule amministrative, senza gelosie di palazzo, poiché solo un confronto aperto, analitico e dinamico può dare un contributo specifico alla salvaguardia dello stato ambientale del fiume Merse e del suo bacino nel complesso, nonché sulle sue prospettive di sviluppo sostenibile; in questo senso, la tutela ambientale e la valorizzazione del territorio della Val di Merse deve partire proprio dalla difesa del suo patrimonio naturalistico, per cui è stato molto importante che gli attori della Pubblica Amministrazione ed i soggetti coinvolti nella salvaguardia e sviluppo della Val di Merse si siamo ritrovati per analizzare e confrontarsi sotto il comune denominatore della tutela e sviluppo di questo territorio, poiché ogni ipotesi di crescita della Val di Merse, come di tutti i territori naturalisticamente importanti, non può esserci se non è coerente con le sue vocazioni ambientali e nel rispetto degli ecosistemi, in particolare di quello fluviale nel nostro caso del Merse.

Per cui le politiche e gli strumenti da adottare debbono andare in direzione della maggiore valorizzazione delle naturali potenzialità come, per esempio, il turismo verde, che già in molte altre zone della nostra Provincia ha dato e dà ottimi risultati; infatti, la Val di Merse rappresenta, come è  noto, un’area di alto valore ambientale e paesaggistico, cioè una risorsa che merita maggiore attenzione con interventi qualificati ed energie economiche maggiori rispetto al passato. Dunque, le ragioni di questa giornata sono andate anche oltre il problema immediato delle acque della miniera e dell’inquinamento del fiume, portando lo sguardo al futuro prossimo della Val di Merse, cioè ha avviato una riflessione sulla riqualificazione ambientale di questo territorio e del suo sviluppo in termini di turismo verde (nella declinazione di rurale e naturalistico), come hanno evidenziato alcuni interventi (tra cui l’Assessore al Turismo della Provincia di Siena: Giorgio Del Ciondolo).

Quindi, il convegno è stato per tutti una occasione di confronto al plurale tra i vari attori, fuori dalle stanze della politica, per un’analisi dello stato ambientale del territorio della Val di Merse a partire dall’emergenza causata dalla miniera di Campiano, facendo tesoro dei dati emersi dalle ricerche e studi commissionati dalla Regione Toscana alla Società fiorentina GeoScience e quella realizzata dal Gruppo di lavoro del prof. Francesco Riccobono (Università di Siena – D.S.A.) sulle cause-effetti dell’inquinamento e sulla geochimica del fenomeno, nonché le possibili opere di bonifica delle acque del fiume e di una migliore messa in sicurezza della miniera di Campiano, rispetto a quella attuale.

Inoltre, il convegno ha visto la presenza di Adriano Scarpelli (Presidente del Cesvot di Siena) che ha sottolineato l’importanza del ruolo svolto dal volontariato ambientale per la salvaguardia del territorio e concludendo che esso va maggiormente sostenuto, poi del Sindaco di Montieri, Ilio Giorgio Russo, che ha tracciato la storia della Miniera di Campiano descrivendo ampiamente le sue caratteristiche tecniche e del rapporto con la comunità locale; degli Assessori provinciali Alessandro Piccini (Siena) e Anna Rita Bramerini (Grosseto), che hanno portato la loro esperienza di amministratori  nella gestione dell’emergenza affrontando la problematica delle politiche ambientali in una prospettiva di cooperazione orizzontale tra più enti pubblici; successivamente, è intervenuto Roberto Barocci (esperto di politiche ambientali), che ha ricostruito le vicende amministrative e legali che ci sono state e ci sono oggi in corso. Nel primo pomeriggio sono stati presentati i risultati delle due ricerche sopra ricordate con le relazioni di Francesco Bianchi (GeoScience) e di Francesco Riccobono; inoltre, sono intervenuti Fabrizio Vigni (Commissione ambiente -Camera dei Deputati), che ha tracciato il percorso della sinistra senese, dalla metà degli anni sessanta ad oggi, in relazione alle scelte di politiche amministrative sulle questioni della tutela dell’ambiente naturale ed urbano; poi l’ing. Giovanni Barca (Commissario regionale) ha ricostruito quanto la Regione Toscana ha fatto in questi ultimi mesi del 2003 (in particolare le 3 Conferenze dei servizi) ed anticipato ciò che accadrà nei mesi prossimi (principalmente, la pubblicazione del bando di gara per l’affidamento del secondo studio per il piano di caratterizzazione preliminare al progetto esecutivo degli interventi di bonifica), concludendo con la proposta di andare ad una riunione tra i soggetti che dispongono di informazioni e documenti utili ed importanti ai fini sia degli imminenti procedimenti giudiziari che per il progetto di bonifica; infine, Andrea Battino (“Filo d’Erba” di Sovicille) ha portato l’esperienza del CM condotta in questi ultimi due anni, sottolineando che i risultati raggiunti, ad oggi, sono anche un frutto dell’azione di pressione svolta dalle associazioni ambientaliste di Siena.

Infine, il convegno è stato concluso da due interventi: il primo, quello dell’Assessore all’Ambiente della Regione Toscana, Tommaso Franci, ha fatto il punto sulla situazione delle scelte di politica e strategie ambientali regionali e delle soluzioni ai problemi ancora aperti sull’emergenza ambientale in Val di Merse, nonché ha risposto alle sollecitazioni emerse durante il dibattito finale; inoltre, Franci ha anche messo in evidenza che occorre una nuova consapevolezza nelle scelte di azione ambientale, cioè è necessario che tutti i cittadini abbiano coscienza che la tutela del territorio è realizzabile solo se poggia su un approccio olistico ai problemi ambientali, che chiama in causa tutti noi in quanto attori primi responsabili della corretta gestione ambientale del territorio.

Mentre, il secondo intervento, quello di Fausto Bertoncini (Presidente Arci Siena), ha concluso i lavori con una riflessione di tipo generale, cioè ha sottolineato che la democrazia partecipata oltre ad essere sbandierata, sul piano ideologico, deve essere soprattutto praticata, affinché le associazioni di volontariato ambientale possano veramente essere un soggetto che sia presente in modo concreto in tutti i contesti in cui si decide nella sostanza e nella forma, cioè non è sufficiente essere solo chiamati a discutere delle problematiche; una esigenza, che chi scrive (curatore dello stesso convegno), sente di condividere e sostenere, per cui ci auguriamo che questo convegno sulla Val di Merse sia un passo forte in questa direzione.

 

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