“DAI DIAMANTI NON NASCE NIENTE…

DALL’ORGANICO PUO’ NASCERE UN FIORE”

 

 

di Giorgio Sbrilli

 

 

 

Parafrasando un celebre motivo di Fabrizio De André, si può dare senso allo sforzo dei cittadini chiamati ad impegnarsi nella raccolta differenziata dell’organico. Ed infatti, gli scarti organici raccolti separatamente, dopo gli opportuni trattamenti, di cui parleremo più avanti, diventa compost ovvero un prezioso “fertilizzante” per una agricoltura eco-sostenibile e, ovviamente, per un giardino pieno di fiori!

Siena Ambiente S.p.a., gestore unico dei rifiuti solidi urbani per l’intera Provincia di Siena, ha avviato da anni l’esperienza di raccolta separata del residuo organico e il suo successivo trattamento, conseguendo un prodotto, il COMPOST TERRA DI SIENA, già autorizzato (Circolare MIPAF n°8/1999) anche per l’agricoltura biologica. Ma vediamo più in dettaglio.   

 

Prima di tutto una buona raccolta a monte.

 

Affinché si raggiunga un prodotto qualitativamente valido per l’utilizzo in agricoltura, è necessario che i cittadini adottino comportamenti corretti soprattutto nei conferimenti: il compost di qualità deriva solo ed esclusivamente dagli scarti biodegradabili, ovvero (per quanto riguarda la raccolta domestica):

 

·        Avanzi di cucina (pane, scarti e resti di frutta e verdura, carne e pesce, gusci d’uovo, fondi di tè e caffè, piccoli ossi),

 

·        Scarti di giardino o orto (fiori appassiti, erba secca, fogliame, potature, paglia, ceneri di legna).

 

Siena Ambiente lavora già da tempo per promuovere, sensibilizzare ed informare i cittadini sull’importanza della raccolta differenziata ed in particolare di quella dell’organico che, statisticamente, costituisce circa un terzo del nostro sacchetto dei rifiuti domestici. Per questa ragione proprio lo scorso anno ha lanciato una campagna di sensibilizzazione che, con la divertente interpretazione dell’attore toscano Andrea Agresti, invitava i cittadini a tornare alle sane abitudini del passato (come faceva la mi’ nonna…) ed a raccogliere separatamente gli scarti alimentari ed il piccolo giardinaggio per poi conferirli nell’apposito cassonetto. L’azione di informazione ed educazione dell’azienda si completa anche con la distribuzione gratuita di sacchetti-campione del compost “Terra di Siena”, un graditissimo “invito alla prova”, che, nell’apposita etichetta, racconta ai cittadini dove va a finire la loro raccolta dell’organico.

 

Dalla raccolta al trattamento

 

E’ ormai da qualche anno che “Siena Ambiente” produce compost dalla raccolta differenziata dell’organico. Nel 1998, infatti, venne realizzato l’impianto sperimentale di compostaggio in località Buche di Poggio Bianco nel comune di Monteroni d’Arbia (SI), in attesa di quello tecnologicamente più avanzato attualmente in attività in località Pian de Le Cortine nel comune di Asciano (in funzione dallo scorso anno). L’impianto, dotato dei macchinari più all’avanguardia, consente di trattare grosse quantità di rifiuto provenienti da un bacino di utenza (quello dell’intera provincia di Siena) di circa 250.000 abitanti.

 

Il rifiuto organico differenziato, una volta giunto presso l’impianto, viene mescolato con le grandi potature pubbliche e private e con gli scarti legnosi opportunamente triturati. Viene poi convogliato in un grosso capannone areato dove viene avviato il processo di biossidazione accelerata (grosso apporto di ossigeno e frequenti rivoltamenti per accelerare il processo naturale di stabilizzazione),  che dura un mese.  La seconda fase è quella della maturazione in cui il compost acquisisce le caratteristiche che lo rendono utile all’agricoltura. I  cumuli  vengono lasciati a maturare per circa due mesi all’aperto, con frequenti rivoltamenti. A questo punto il compost è pronto per la raffinazione, che consente di eliminare tutte le eventuali impurità e di avviarlo all’utilizzo.

 

A cosa serve il Compost?

 

Il compost “Terra di Siena” viene impiegato in diversi tipi di colture (frutteti, orti, giardini, vigneti, uliveti): sia convenzionali che biologiche. Le sue qualità consentono di migliorare le caratteristiche fisiche, chimiche e biologiche del terreno. Serve soprattutto a mantenere la fertilità del terreno attraverso le sostanze nutritive di cui è ricco (azoto, fosforo, potassio). Può sostituire il letame apportando gli stessi valori al terreno e con una minore percentuale di acqua.

 

A questi risultati hanno portato le sperimentazioni condotte negli ultimi anni da “Siena Ambiente”, in collaborazione con la Scuola Agraria del Parco di Monza e con l’ARSIA (Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l'Innovazione nel Settore Agricolo e Forestale), discussi in diversi convegni che hanno promosso il prodotto “Terra di Siena” presso le aziende agricole e gli esperti del settore.

 

 

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