LA CULTURA DELL'ACQUA
di Luca Giglioni
L’acqua è la risorsa vitale per tutte le forme di vita esistenti sulla Terra. Non ci può essere vita senza di essa e madre di tutte le specie vegetali e animali del pianeta.
Oggi, nell’epoca dello sviluppo industriale e tecnologico, la società civile sta prendendo coscienza che questa risorsa per vari motivi (dovuti a diversi fattori: clima, cattivo utilizzo, inquinamento, etc.) sta per esaurirsi. Tutto ciò è un grave problema poiché dopo milioni di anni si sta mettendo in gioco la vita e la sopravvivenza di molte delle specie viventi sul globo, perfino di una grande parte dell’umanità stessa.
Da alcuni anni associazioni, scienziati, ambientalisti e istituzioni sensibili al tema hanno segnalato il problema attraverso: campagne di informazione, corsi di educazione ambientale, incentivazione al risparmio idrico e altre attività al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica e razionalizzarne l’impiego.
Tutto ciò emerge dal libro “La cultura dell’acqua – guida alla conoscenza della risorsa idrica” a cura di Domenico Muscò (formatore) e Beatrice Pucci (biologa), edito da Arci Siena, Consorzio TEA e Programma INFEA (Regione Toscana - Provincia di Siena).
All’interno della pubblicazione (oltre agli interventi dei curatori) sono presenti numerosi saggi di professionisti che operano nei settori attinenti alla salvaguardia della natura quali: Claudia Angiolini (botanica); Roberto Bechi (tour – operator); Giovanna Bianco (ingegnere ambientale); Ilaria Bonini (botanica); Laura Leone (biologa); Marco Mazzoni (dirigente ARPAT); Domitilla Nonis (Biologa); Andrea Salvadori (geologo); Laura Vigni (storica).
Il testo si apre con l’introduzione di Domenico Muscò dal titolo “Il respiro dell’acqua” che ribadisce il concetto “l’acqua è vita”…”la sua assenza o limitata disponibilità condiziona fortemente la qualità della vita” citando le parole di Saint-Exupéry. Egli spiega le ragioni e i fini di questo testo, che è nato proprio per la tutela e la valorizzazione dell’acqua, descrivendo anche l’esperienza intrapresa dall’Arci di Siena tra il marzo e il maggio 2004 grazie all’organizzazione di un corso dal titolo “La cultura dell’acqua. Tutela e valorizzazione della risorsa idrica e del suo territorio”. Il percorso di questa attività si è concluso, appunto, con la pubblicazione del presente volume diviso in tre parti: “Aspetti storico-sociali e naturalistici”, “la cultura dell’acqua” e infine “tutela della risorsa idrica: aspetti normativi”.
Nella prima parte Laura Vigni analizza “la storia sociale dell’acqua” nella storia di Siena e quanto la risorsa idrica sia stata importante per la vita e la sopravvivenza di un’intera comunità, che per secoli ne ha sofferto la carenza. In realtà, dal suo saggio si può notare come l’utilizzo di questa risorsa sia andato progressivamente ad aumentare nel tempo per fini alimentari, igienici e successivamente come forza lavoro e forza motrice per la produzione. Dal 1200-1300 si riscoprì anche l’uso termale a Petriolo, Bagno Vignoni, Macereto, Armaiolo, Saturnia e Roselle.
A cavallo di questi due secoli (per ovviare alle continue carenze d’acqua nel territorio senese) avvennero le costruzioni di fonti e bottini. Tutto ciò determinò uno sviluppo in questa area e nell’intera provincia, a tal punto che nel XV secolo vide un aumento del suo utilizzo con la nascita a Santa Fiora dei primi esempi di allevamento di pesce in vasca e con la costruzione di fogne, fossi, ponti e mulini. L’acqua, quindi, si trasformò da semplice strumento primario per le attività umane, in strumento da lavoro e forza motrice per la produzione e sviluppo agrario, pre-industriale e quindi commerciale.
Nella medesima parte del volume Roberto Bechi fa un’analisi di “acqua e turismo” e dell’impatto che il turismo può avere sull’ambiente e sull’utilizzo dell’acqua. Egli spiega che questa risorsa era infatti ritenuta di primaria importanza già in epoca etrusca; nella città di Chiusi vi erano stati dedicati addirittura dei templi. I romani, già la usarono come turismo termale. Nel medioevo avvenne, invece, l’abbandono del turismo dell’acqua (considerato come portatore di malattie), che venne ripreso e rivalutato dalla seconda metà dell’800 e gli inizi del ‘900. Il secolo scorso ha visto anche l’affermazione del turismo balneare, che con il boom-economico è diventato di massa. Oggi purtroppo in questo tipo di turismo (spiega Bechi) “non vi è traccia di sostenibilità ambientale” determinando: un forte uso di acqua dolce potabile lungo le coste (soprattutto nei mesi estivi), abbassamento e inabissamento delle falde costiere e inquinamento delle acque marine.
Anche il turismo collinare, agrituristico e montano ha determinato non pochi squilibri naturali dovuti a cause umane. Queste forme di vacanze, se non accompagnate da particolari precauzioni dal punto di vista ambientale, rischiano di distruggere gradualmente le risorse da cui dipendono.
Per tutelare la risorsa idrica secondo Bechi è opportuno: educare e informare la società sugli abusi umani sull’acqua; incentivarne il risparmio e controllare la salute dell’acqua da parte di un organismo di controllo.
All’interno di questa prima parte, Giovanna Bianco, analizza il problema dal punto di vista politico con un paragrafo dal titolo “La campagna internazionale di sensibilizzazione sull’acqua” come bene comune e solidale. Secondo ella è un “bene di lusso mal ripartito” vista la cattiva gestione che ne viene fatta e la sperequazione di risorse idriche tra i vari punti geografici della Terra, aggravata oltretutto da un utilizzo massivo e non razionale nelle attività produttive agricole e industriali con la dispersione di materiale tossico e inquinante. Inoltre, la privatizzazione incontrollata dell’acqua, attualmente in atto, sta ulteriormente aggravando il divario tra nazioni povere e ricche.
Giovanna Bianco, dal suo racconto, fa emergere in base a tutto ciò il perché siano nati movimenti spontanei che lottano per l’accesso a tutti della risorsa idrica. Da tutto ciò sono nati l’Osservatorio Mondiale sui diritti umani dell’acqua e il Manifesto Internazionale dell’acqua (nato a Lisbona nel 1998), con il tentativo di rendere l’acqua disponibile ad un numero di individui maggiore sul pianeta. Gli obiettivi della Campagna Internazionale sull’Acqua hanno, quindi, un duplice scopo: informare (aumentando la consapevolezza sulla risorsa idrica) e la gestione solidale e sostenibile (che consiste: nel ridurre gli sprechi, ridurre l’inquinamento, favorire la partecipazione effettiva dei cittadini alla gestione democratica dell’acqua e sensibilizzare attraverso campagne e formazione ad un uso più solidale e corretto). L’importante è tutelarla con idonei e adeguati strumenti e sistemi.
Domitilla Nonis, apporta il suo contributo ribadendo l’importanza delle Riserve Naturali della Provincia di Siena (e in particolar modo della Riserva Naturale dell’Alto Merse) per la tutela ambientale del territorio senese e descrivendo la normativa di riferimento alla legge n. 394 del 6 dicembre 1991.
Claudia Angiolini e Ilaria Bonini descrivono invece la vegetazione presente lungo il fiume Merse, mettendo in guardia sui rischi, sulla vulnerabilità e messa in pericolo della flora dovuta ad un eccessivo utilizzo idrico da agricoltura, che potrebbe determinare siccità e inquinamento per il corso fluviale.
La seconda parte del libro approfondisce l’aspetto de “la cultura dell’acqua”; Giovanna Bianco, questa volta, fa l’analisi dello stato dell’acqua da un punto di vista socio-statistico e dei consumi. Essa scrive che solo il 3% dell’acqua del pianeta è dolce e solo lo 0.3% di essa è facilmente disponibile agli esseri umani. Agricoltura e industria rappresentano gran parte dei consumi (circa il 90%). In Italia questa risorsa è presente soprattutto al nord: la sua presenza diminuisce man mano che ci spostiamo verso sud (tutto questo è dovuto soprattutto alle precipitazioni). Molto è quello che viene disperso negli obsoleti acquedotti e vecchie tubature. L’uso massivo e il forte inquinamento riducono ulteriormente la quantità acquifera potabile, mettendo in luce gli interventi che dovrebbero essere fatti sul sistema di distribuzione.
In questa parte Laura Leone si occupa di biodiversità nell’ecosistema fluviale tracciando un quadro integrato dei “Sistemi Ecologici Complessi”, facendo capire al lettore l’importanza della tutela dell’ambiente fluviale per la vita dell’umanità e per le specie viventi.
Beatrice Pucci e Andrea Salvadori in questa seconda parte trattano di argomenti tecnici che fanno capire l’importanza dell’analisi della qualità dell’acqua e della geomorfologia fluviale come controllo del territorio a salvaguardia dell’ambiente prendendo come riferimento il fiume Merse. La prima occupandosi più dell’aspetto normativo, mentre invece il Salvadori dal punto di vista geologico.
La terza ed ultima parte tratta della “tutela della risorsa idrica” vista sotto l’aspetto normativo. Marco Mazzoni spiega: il DPR 236 e il D.Lgs 317/2001 “Attuazione della Direttiva 1998/83/CE relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano” (riferito anche ai diversi tipi di acqua “per scopo umano” esistenti); l’allegato n. 5 del D.Lgs 152/99 (che classifica i vari tipi di acque) analizzando il ciclo di vita dell’acqua.
Beatrice Pucci, invece, tratta la Direttiva n.2000/60/CE “Tutela quantitativa e qualitativa della risorsa idrica” e tracciando successivamente un approccio “Sustainable sanitation” per la gestione delle acque con lo smaltimento e il riutilizzo delle acque reflue.
Il libro si chiude, in appendice, rendicontando l’esperienza a favore de “la cultura dell’acqua” intrapresa in questo percorso.
In conclusione, questo volume mette in evidenza l’importanza di questo progetto per la diffusione e sensibilizzazione nella società su questo tema che, come avevo accennato, se trascurato rischia di mettere in pericolo la vita nel pianeta. Un’adeguata formazione e campagne di informazione- sensibilizzazione sul problema possono non solo dare una maggiore sostenibilità, ma creare (come afferma Domenico Muscò nell’introduzione) dei “gestori responsabilili” e risolvere quei problemi ambientali che coinvolgono tutte le forme viventi, la società e perfino la nostra salute attraverso le scelte quotidiane di ognuno di noi.