L'APPLICAZIONE DEL FINANZIAMENTO TRAMITE TERZI

ED IL RUOLO DELLE E.S.C.O.  NEGLI INTERVENTI DI RISPARMIO ED EFFICIENZA ENERGETICA

 

 di Nicola Graniglia

 

1 Introduzione

La promozione ed il sostegno dell’innovazione tecnologica nel settore energetico costituiscono uno dei problemi centrali per lo sviluppo della politica energetica ed economica, sia in termini strettamente energetici che ambientali.

I maggiori ostacoli allo sviluppo ed alla diffusione delle tecnologie energetiche innovative vanno ricercati nella difficoltà di accesso ai finanziamenti per sostenere gli investimenti e, in generale, nella insufficiente cultura tecnica ed imprenditoriale prodotta dalla mancanza di conoscenza, da parte degli investitori, delle migliori tecnologie disponibili in materia di energia e dei più competitivi strumenti finanziari, nonché dalla scarsa importanza attribuita agli audit energetici nelle imprese ed agli investimenti nelle tecnologie energetiche.

La problematica relativa agli investimenti in materia di tecnologie energetiche è assolutamente centrale per raggiungere gli obiettivi che si pone in termini di uso razionale dell’energia e di sfruttamento delle fonti rinnovabili.

In questo quadro si rivela, quindi, urgente la necessità di trovare e sperimentare tecniche finanziarie che abbiano il minimo impatto sui bilanci degli utenti destinatari degli interventi di efficienza energetica, siano essi imprese o amministrazioni pubbliche, e che rendano sostenibili interventi che non potranno avvalersi necessariamente di garanzie statali.

Le tecnologie più efficienti dal punto di vista energetico, oltre ad essere le più vantaggiose per l’ambiente, sono le più convenienti economicamente, per cui, in una logica di mercato, sono le più concorrenziali.

L’uso razionale dell’energia rappresenta, quindi, una nuova possibilità di ricchezza a vantaggio di chi sappia intervenire in modo giusto per valorizzarne le opportunità.

 

 

2. Il finanziamento tramite terzi

Con il termine di Third Part Financing (Finanziamento Tramite Terzi - FTT) si fa riferimento ad uno strumento di ingegneria finanziaria che prevede la fornitura globale, da parte di una società esterna, dei servizi di diagnosi, finanziamento, gestione, installazione e manutenzione necessari alla realizzazione di impianti tecnologici. Dalle prestazioni dell’impianto deriverà quel risparmio energetico-finanziario che garantisce l’ammortamento dell’investimento iniziale e del pagamento dei servizi erogati. Il corollario su cui si basa il FTT è costituito dalla solvibilità del credito.

La Energy Service Company (ESCO) è la società esterna specializzata in servizi energetici, il cui compito è di proporre ad un utilizzatore di energia l’esecuzione di un intervento di razionalizzazione energetica, offrendosi di sostenere l’investimento ed il rischio legato all’eventualità di un mancato risparmio, a fronte della stipula di un contratto pluriennale in cui siano fissati gli utili della stessa.

La ESCO deve poter contare su adeguate competenze tecniche e sull’attivazione di risorse finanziarie, anche cospicue, necessarie alla realizzazione dell’impianto.

Altri soggetti che giocano un ruolo fondamentale in un progetto di FTT, sono gli istituti di credito che non valutano più le garanzie reali offerte dall’imprenditore, ma operano sulla base di uno studio preliminare sulla qualità del progetto di investimento, redatto dall’ufficio interno predisposto e dotato delle competenze tecniche, ed i fornitori che forniscono materialmente l’impianto agli utenti finali, provvedono al trasporto, installazione e messa in funzione delle apparecchiature, nonché alla dismessa dell’impianto o del suo componente che non garantisce i requisiti di funzionamento e qualità.

Gli utenti finali fruiscono del servizio erogato e dell’energia impiegata e si impegnano a corrispondere alla ESCO un canone pari all’importo della bolletta energetica precedente all’intervento, diminuito di una percentuale di incentivazione.

 

3. Fasi operative di applicazione del FTT

Nel corso della prima fase di diagnosi la ESCO fotografa lo stato dell’arte connesso al fabbisogno energetico dell’azienda potenziale committente (audit energetico). La diagnosi mette in evidenza le problematiche ed i margini di razionalizzazione e miglioramento connessi, individuando la natura degli interventi da eseguire ed offrendo una prima analisi di redditività delle stesse.

Nel successivo studio di fattibilità viene eseguita un’analisi attenta dei costi e dei benefici dell’intervento proposto e ne vengono esaminate più nel dettaglio le specifiche tecniche, definendo così i margini di applicazione del FTT.

Particolare attenzione viene data alla scelta della tipologia impiantistica da adottare tra le possibili alternative, facendo cadere la scelta su quelle che offrono le migliori caratteristiche di innovazione e redditività.

La predisposizione del contratto rappresenta una delle fasi più delicate del FTT.; dovrà evidenziare chiaramente la ripartizione degli utili, ma anche dei rischi tra il committente e la società esterna. Un valido aiuto alla stesura del contratto verrà dallo studio di fattibilità e dalle previsioni tecnico-finanziarie presenti in modo da stabilire il periodo di ammortamento dell’investimento.

La successiva fase di progettazione definisce ogni aspetto tecnico ed economico dell’intervento impiantistico. Vengono evidenziate le caratteristiche tecniche dell’impianto e le innovazioni tecnologiche.

L’impianto viene, quindi, installato ed introdotto nel sistema (installazione). Le operazioni a cura della ditta fornitrice devono essere preventivamente definite al fine di evitare costosi tempi di inattività delle altre parti con cui l’impianto interagisce nel sistema stesso.

Dopo la messa a regime, nella fase di monitoraggio e manutenzione, si provvede a raccogliere i dati relativi alla nuova struttura ad a confrontarli con quelli dell’impianto prima dell’intervento. Si mettono così in evidenza le eventuali differenze con l’andamento ipotizzato e le necessità di manutenzione, a cura dell’ESCO, al fine di mantenere inalterata o ripristinare la prestazione globale dell’impianto.

 

3.1. Funzioni economiche e finanziarie

Gli studi preliminari vengono effettuati sulla fattibilità tecnica, economico-finanziaria e fiscale, puntando alla definizione dei criteri e delle ipotesi da adottare per le stime dei costi e dei ricavi attesi. Le stime tengono conto di tutti i vincoli per la realizzazione e la gestione dell’impianto.

Con il piano economico-finanziario si evidenziano le ipotesi di riferimento sui tassi di interesse, sui possibili rischi e sui relativi strumenti di copertura. Vengono anche illustrati i costi dell’investimento, verificati i risparmi ottenibili confrontando la situazione prima e dopo l’intervento e determinati i parametri di valutazione attraverso procedure quali il pay-back, il valore attuale netto o il saggio di rendimento interno. Si determinano così le condizioni minime di base per le quali risulti conveniente lo strumento del FTT.

In un contratto di FTT deve essere messo bene in risalto che:

-           la società esterna si impegna a progettare, finanziare, realizzare gestire e mantenere in efficienza l’impianto, nonché a consegnarlo all’utente in buono stato di conservazione alla scadenza del contratto;

-           l’utente si impegna a garantire un utilizzo costante dell’energia prodotta dall’impianto nei modi, forme e tempi definiti ed a corrispondere alla società esterna un canone computato secondo criteri diversi nella ripartizione del risparmio;

-           la durata del rapporto contrattuale è almeno pari al periodo di ammortamento previsto; al termine di questo periodo l’impianto passa in proprietà all’utente;

-           ad ammortamento avvenuto, se il contratto è ancora in essere, alla società esterna spetta solo il versamento del canone relativo ai consumi di combustibile ed agli utili di gestione.

Oltre alle precedenti caratteristiche comuni, sostanziali differenze si possono avere nelle modalità di ripartizione dei risparmi; da queste derivano le diverse tipologie applicative quali:

-           “shared savings”: è la classica e più diffusa forma di FTT, secondo la quale la suddivisione della quota di risparmio è liberamente contrattata tra le parti in funzione della durata del contratto, del pay-back previsto, del rischio assunto e del capitale impegnato;

-           “first out” (o cessione globale limitata): è la formula con cui l’utente riconosce alla società esterna il totale dei risparmi conseguiti, fino a che non sia stata realizzata la restituzione del capitale investito, comprensivo di oneri finanziari e profitti; è tuttavia fissato un tempo limite oltre il quale la corresponsione cessa;

-           “guaranted savings”: è una forma di leasing in cui la società esterna garantisce all’utente che alla scadenza del contratto il livello dei risparmi ottenuti non sarà comunque inferiore all’investimento, comprensivo degli interessi.

 

3.2. Vantaggi e difficoltà del FTT

I vantaggi dello strumento del FTT possono essere suddivisi per i diversi soggetti che entrano in gioco.

L’imprenditore (e gli utenti finali):

-           ottiene la fornitura dell’impianto a costo zero e non corre alcun rischio dal momento che il pagamento viene effettuato tramite una quota dei risparmi futuri;

-           ottiene il superamento delle difficoltà tecniche che sono di competenza della ESCO;

-           non ha obblighi di impegno finanziario e quindi può disporre di queste risorse per altre operazioni;

-           non è l’unico soggetto a caricarsi del rischio di investire in nuove tecnologie;

-           l’impianto garantisce sempre ottimi cicli di funzionamento;

-           alla fine del contratto tutte le attrezzature e gli impianti passano in suo possesso.

 

La ESCO:

-           è incentivata a sfruttare tutte le possibilità messe a disposizione dalla tecnologia per ottenere i migliori risultati;

-           è stimolata a predisporre un piano di manutenzione e monitoraggio per controllare e mantenere in efficienza l’impianto.

L’istituto di credito:

-           limita i propri rischi in investimenti per tecnologie innovative di risparmio energetico, poiché tali risparmi si possono agevolmente quantificare e sono facili da raggiungere.

I fornitori:

-           l’applicazione del FTT facilita la diffusione delle tecnologie innovative fornite ed installate.

Le difficoltà principali incontrate da questo strumento finanziario in Italia dipendono essenzialmente da due carenze:

-           quella di soggetti imprenditoriali, dal lato dell’offerta, con le caratteristiche necessarie ad utilizzarne le potenzialità;

-           quella di soggetti capaci, dal lato della domanda, di imprimere l’impulso necessario a metterla in moto ed a fungere da volano.

Queste due situazioni si alimentano reciprocamente, perché la mancanza di domanda scoraggia lo sviluppo dell’offerta e viceversa. Una possibile prima soluzione potrebbe essere quella di individuare quali soggetti possono ricoprire questi due ruoli fondamentali sulla base di esperienze attive all’estero (soprattutto negli Stati Uniti ed in Canada), dove l’offerta si è organizzata costituendo una serie di ESCO, dalle quali si possono ricavare importanti indicazioni operative ed organizzative, e dove forte input alla domanda è stato dato da una serie di ristrutturazioni energetiche di edifici appartenenti alle pubbliche amministrazioni.

 

4. Il ruolo degli enti pubblici

Un apporto determinante alla crescita della domanda di risparmio energetico può essere dato da un programma di “ristrutturazioni energetiche” degli edifici della pubblica amministrazione. Sia per la rilevanza del patrimonio edilizio pubblico che per l’effetto moltiplicatore che potrebbe innescare nei confronti dell’edilizia privata.

Sarebbe sufficiente, come impulso iniziale, che si individuasse un certo numero di edifici pubblici da ristrutturare energeticamente e che, a tal fine, i comuni, le province o gli altri enti pubblici deliberassero con un apposito stanziamento di bilancio un fondo di rotazione per abbassare, anche di poco, il tasso di sconto per i prestiti alle imprese impegnate ad intervenire con la formula del finanziamento tramite terzi.

Oltre a fornire un impulso alla domanda, l’iniziativa non si esaurirebbe con la realizzazione delle opere previste, ma potrebbe svolgere una funzione di volano. Per partecipare al programma le aziende dovrebbero costituirsi in ESCO, aggregando le competenze. Queste strutture, una volta organizzate e sperimentate, tenderebbero a estendere la propria attività riproponendo in altre situazioni le esperienze acquisite.

Gli enti eventualmente non coinvolti sarebbero stimolati a prendere autonomamente l’iniziativa di ricorrere al finanziamento tramite terzi per ristrutturare i propri edifici.

Queste realizzazioni e le iniziative promozionali delle ESCO potrebbero avere sull’opinione pubblica azione trainante tale da sbloccare la domanda privata, alla quale la stessa amministrazione pubblica potrebbe fornire sostegno ulteriore attivando i mutui energia.

 

5. Il risparmio energetico negli enti pubblici e la formula del finanziamento tramite terzi

Il finanziamento tramite terzi è la modalità tecnicamente più efficace ed economicamente più conveniente per installare negli edifici di proprietà di un ente pubblico tecnologie di riduzione dei consumi energetici, a parità di servizio finale.

Dal momento che questa formula contrattuale non comporta spese di investimento da parte degli enti pubblici, le gare d’appalto indette ai suoi sensi non possono essere impostate sull’offerta del prezzo più basso; il nuovo parametro che consente alle amministrazioni di scegliere la proposta più vantaggiosa è la percentuale di risparmio energetico commisurata sull’offerta del tempo di rientro dell’investimento: ogni ditta, sulla base del risparmio energetico che conta di ottenere in base agli interventi di ristrutturazione energetica proposti, indicherà nella sua offerta in quanti anni questo consentirà di coprire i costi di investimento e gli utili di impresa. Quanto maggiore è il risparmio tanto più breve sarà il tempo di rientro degli investimenti.

Il finanziamento tramite terzi prevede che i costi di investimento necessari ad attuare la ristrutturazione energetica di un edificio (audit energetico, progettazione, acquisto ed installazione delle tecnologie, gestione e manutenzione) siano sostenuti dal fornitore, che recupera il capitale anticipato e ricava i suoi utili incassando per un prefissato numero di anni la totalità o una percentuale concordata del risparmio finanziario derivante dal risparmio energetico che si riesce ad ottenere.

In questo modo il comune (o il committente in generale), come si è detto, non deve sostenere alcuna spesa di investimento, mentre il fornitore sarà stimolato a lavorare con la massima efficienza.

Oltre a fornire questa duplice garanzia all’amministrazione, il finanziamento tramite terzi incentiva anche l’innovazione tecnologica nel settore, poiché più le tecnologie sono efficienti, maggiori sono i risparmi che si ottengono e minore è la durata del tempo di rientro degli investimenti. Il valore di riferimento per il calcolo dei risparmi è dato dalla media dei consumi del triennio precedente.

In un eventuale bando di gara l’Ente Pubblico, sulla base di uno studio preliminare, dovrebbe indicare:

-           la media dei consumi del triennio precedente degli edifici che intende ristrutturare energeticamente;

-           la percentuale minima di risparmio energetico che intende ottenere in ognuno di essi, calcolata in base alle sue caratteristiche strutturali, alle caratteristiche tecniche degli impianti esistenti ed alla sua destinazione d’uso.

Sulla base di queste indicazioni, le aziende potranno presentare offerte in cui allegheranno:

-           il progetto esecutivo della ristrutturazione energetica indicante le modifiche agli impianti tecnologici esistenti, le installazioni di tecnologie ed impianti alternativi e le modifiche strutturali dell’edificio;

-           la percentuale di risparmio energetico che contano di ottenere e la durata del tempo necessario a coprire i costi di investimento.

Per tutta la durata del periodo indicato l’impianto resterà di proprietà del fornitore, mentre l’amministrazione comunale pagherà per la gestione energetica degli edifici la stessa cifra che pagava prima dell’intervento. Al termine di questo periodo, l’ente pubblico diventerà proprietario dell’impianto e comincerà ad usufruire dei benefici economici, che questo consente di ottenere rispetto alla situazione precedente.

 

 

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