TUTELA DELL'AMBIENTE

E GOVERNO DEL TERRITORIO

di Luciano Cicali

 

 

I. Il mondo dall’altra parte

 

E’ con piacere che rispondo all’invito dell’amico Domenico; credo di essere stato, come tanti di voi, una persona sempre sensibile ai temi della politica, dell’ambiente, dello stare insieme.

Nel passato però mi ero tenuto sempre al margine della “vita politica ufficiale”  preferendo a questa l’impegno nell’Associazionismo, perché più vicino al mio essere, alle mie disponibilità, ai miei stati d’animo.

Un mondo, quello dell’Associazionismo,  diverso da quello che vivo oggi, sicuramente più facile anche se pur sempre impegnativo, un ambiente  di vita che mi ha offerto continuamente la possibilità di confrontarmi sui problemi che via via si presentavano, di stringere amicizie, di avere soddisfazioni; di affrontare i problemi con una minore animosità.

Di questo periodo mi è rimasta la convinzione profonda che tutte le opinioni vadano ascoltate e rispettate, il che non significa condividerle, e che di ognuno si debba raccogliere il livello di partecipazione   che è in grado di offrire; che nessuna opinione è marginale, ma ha sempre un qualche interesse; che nel rapportasi con gli altri bisogna, per primi, mettersi in discussione.

La mia successiva nomina ad assessore provinciale (Urbanistica, Pianificazione territoriale, Trasporto pubblico), una situazione che mai mi sarei immaginato, né  mai avevo cercato, ha rivoluzionato e terremotato il mio vivere quotidiano, ha messo in discussione le mie abitudini ed il mio stile di vita, mi ha costretto ad un forte, rapido ed inevitabile cambiamento.

Ho dovuto imparare a vedere i problemi dall’altra parte della barricata, da una prospettiva molto diversa. Uno sforzo continuo per ricercare soluzioni equilibrate,  a problemi, spesso, di difficile soluzione in un mondo, quello della politica, che, piacendo o no, ha le sue regole. In questo mondo, per niente astratto, devo continuamente ricercare i possibili momenti di incontro e di equilibrio  fra diversi interessi, per difendere con decoro le idee ambientali che in questo momento cerco di rappresentare; per disseminarle e portarle avanti, per cercare di condividerle con altri; non sempre ci riesco, non sempre è possibile.

Idee che forse hanno un bacino di interesse più profondo e più esteso di quanto si potrebbe pensare, idee che, se non nelle loro applicazioni pratiche, sul piano dei principi teorici sono molto spesso più trasversali di quanto appaia ad un primo sommario sguardo esterno. Idee che si possono  “imporre”  solo se riescono a parlare contemporaneamente sia al “cuore” che al “portafoglio” della cosiddetta “società civile”, che poi così civile non è e che, comunque, ha i rappresentanti politici che ha votato e liberamente scelto.

 

 II. Strumenti di pianificazione e gestione del territorio: il PTCP di Siena

 

1. La Provincia di Siena, con la realizzazione  del proprio Piano Territoriale di Coordinamento (PTCP),  ha definitivamente assunto un ruolo di primo piano nella pianificazione e nel governo del territorio. Il PTCP  ha avuto le caratteristiche ed il vantaggio di:

Inoltre, ha contribuito, pur con le problematiche ed i contrasti fisiologicamente connessi alla  sua applicazione concreta, a:

 

Il PTCP, in quanto strumento di pianificazione, ha recepito gli indirizzi della Legge regionale 5/95 e  li ha tradotti in  precise norme di comportamento e di guida per tutti gli attori provinciali, interessati ai vari livelli. Ha concretizzato, nella modalità di governo del  nostro territorio, il  passaggio, organizzativo e concettuale, da una primaria via gerarchica ad una modalità di relazione a rete,  tesa a decentrare  le responsabilità.

Ha anche saputo sostenere, ad un accettabile livello, il cuore e lo spirito più profondo della LR 5/95 cioè: “perseguire uno sviluppo sostenibile volto ad assicurare uguali potenzialità di crescita del benessere dei cittadini e a salvaguardare i diritti delle generazioni presenti e future a fruire delle risorse essenziali  di carattere naturale come acqua, suolo, aria, ecosistemi della fauna e della flora e le città, i sistemi degli insediamenti, il paesaggio, i documenti materiali della cultura e i sistemi infrastrutturali e tecnologici”; lo ha fatto in presenza di forti  interessi economici, che sempre più, non solo,  sostengono e impongono  sistemi di produzioni agricole a largo raggio, ma suggeriscono anche  stili di vita e  comportamenti quotidiani, spesso altrettanto pericolosi e distruttivi.

Dunque,  anche se  la Provincia di Siena, avvalendosi di un apposito osservatorio permanente, è tenuta a redigere  ogni due anni una Relazione sullo Stato del Governo del Territorio Provinciale, essa non è solo un mero dovere burocratico o  un dovuto atto di Legge,   ma  è anche - e forse,  principalmente - un consuntivo del suo reale funzionamento, un tentativo di leggerne le criticità emerse, uno strumento che ci aiuta ad identificare le correzioni che dovranno essere apportate a questo essenziale strumento di pianificazione provinciale; tale Relazione contiene idee e proposte per la revisione del PTCP utili e necessarie per migliorarne le prestazioni, proposte sulle quali inizia la discussione, indicazioni  da approfondire e discutere, chiaramente correggibili, migliorabili ed integrabili.

Da  sottolineare anche che  la proposta di articolare il PTCP in una componente statutaria ed in una componente strategica comporterà sempre più un intreccio fra la pianificazione  e la programmazione.

Il nuovo PTCP --  alla luce di una pressione economica  sempre più forte sulle risorse naturali e quindi con concrete e reali possibilità di peggioramento degli equilibri ambientali della nostra Provincia -- dovrà conservare una metodologia di aggiornamento olistica  delle conoscenze, dovrà avere l’ambiente quale  principio sovraordinato rispetto agli  altri legittimi interessi, ma dovrà anche  avere la capacità propulsiva di:

2. Tutti ammirano le caratteristiche peculiari che rendono unica la nostra Provincia,  caratteristiche che non sono dovute al  caso ma,  principalmente, sono  frutto del suo passato isolamento  e  del  grande attaccamento alla nostra   terra dei mezzadri; che sono anche frutto di un  mondo contadino, che ormai non esiste più e che, in qualche modo, è stato sconfitto e messo ai margini, purtroppo, anche nei nostri ricordi.

Intorno a questo territorio unico, frutto di tante fatiche passate, oggi, assistiamo spesso al manifestarsi di interessi “più orientati alla rendita che alla promozione dello sviluppo” con  conseguenze negative per la “salvaguardia della integrità degli ecosistemi”.

I riferimenti culturali che ci offre la  nostra storia dovrebbero, quindi, accompagnarci ed aiutarci nel fornire  risposte ad interrogativi  quali ad esempio:

 Non è semplice rispondere, ma le risposte occorrerà trovarle, attraverso il dialogo e con il lavoro quotidiano di tutti.  Un aiuto  in tutto ciò ce lo potrà fornire  il PTCP quale strumento di governo del territorio, che,  in completa sintonia con il  Piano Strategico di Sviluppo, potrà creare le condizioni ottimali per il raggiungimento di uno  Sviluppo Sostenibile, sviluppo da intendere nell’ottica del limite delle risorse; cornice di riferimento per le politiche e le scelte urbanistiche dei Comuni -- scelte che siano fattore di progresso ma che al tempo stesso sappiano tutelare le risorse ambientali e paesaggistiche, sociali e culturali -- che sempre più devono maturare in una dimensione di area più vasta di quella dei singoli territori comunali -- decisioni che tengano conto delle inevitabili relazioni con gli altri strumenti di governo di cui si è dotata la Provincia --  scelte che tengano conto delle interessanti osservazioni che stanno emergendo dai Forum di “Agenda 21”  e da quelli sul turismo, che hanno come obiettivo la promozione della qualità di vita e dell’ambiente.

 

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