Lydia Croce, San Giovanni battista,

terracotta dipinta

 

 

IL BAMBINO E IL MARE

 di Ilaria Cangioli

 

         "Mamma, senti!"; Claudia si sentì gelare il sangue nelle vene! Quando suo figlio esordiva in tal modo, era sempre per farle domande molto strane, alle quali raramente sapeva rispondere.

         "Dimmi, tesoro! Che c'è?"

         "Stavo pensando ad una cosa: ma se noi invece che sulla terra fossimo nati in fondo al mare, cosa sarebbe successo?". Claudia, quel giorno, proprio non aveva il tempo di seguire il piccolo Riccardo negli oscuri (per lei) corridoi della sua fantasia. Doveva ancora pulire i pavimenti, lucidare i mobili, finire di preparare la cena e, solo poche ore dopo, la sua casa sarebbe stata presa d'assalto da una decina di colleghi del marito.

         Così Claudia rispose, chinandosi verso il piccolo:

         "Amore, perché non provi a fare un bel disegno con tutta la nostra famiglia in fondo al mare? Poi, quando l'avrai finito, parleremo insieme di tutte quelle belle cose che hai dipinto!".

         Riccardo lasciò quindi la madre in cucina, si mise alla sua piccola scrivania ed iniziò a spargere alcune macchie di colore su un foglio bianco e, mentre disegnava, come al solito parlava tra sé e sé, quasi come per riuscire a concretizzare i suoi pensieri.

         "Ecco, come prima cosa faccio lo sfondo blu, per il mare. Poi qui metto la nostra casa, vicino a questa grande conchiglia rosa. Ora disegno la mamma e il babbo che mi tengono per mano... mi sembra che manchi qualcosa, però!... Ah sì, il gatto! Eccolo qui  il nostro micio!...   Eppure   manca   ancora qualcosa... Già! Mia sorella! Ecco, ora anche lei è in fondo al mare, insieme a tutti noi!".

         E quel foglio bianco iniziò a vivacizzarsi piano piano con i mille colori che Riccardo supponeva dovessero trovarsi negli abissi marini: il rosso, l'azzurro, il rosa, il viola, il giallo, l'arancione. Piovre, pescecani, balene ed innocui pesci rossi, movimentavano lo stesso tratto di mare, che condividevano con Riccardo e la sua famiglia.

         Finito il disegno, Riccardo si mise a contemplarlo soddisfatto. All'improvviso, il foglio iniziò ad ondeggiare, la piovra mosse un tentacolo, un pesciolino giallo agitò la coda. Riccardo osservò più attentamente il suo disegno: gli animali, le piante, le stelle marine, persino i colori si stavano muovendo in tutte le direzioni possibili! Al bambino però la cosa non sembrò così strana! Dopotutto il suo disegno era veramente bello, e sembrava realmente una scena da abissi marini!

Riccardo allungò una mano verso il disegno e, quando la ritrasse, si accorse che era bagnata! Salì quindi in piedi sulla scrivania (cosa che la mamma gli proibiva sempre di fare!), e mise un piede sul disegno. Si sentì trascinare verso il basso, e vide che la piovra lo aveva afferrato per il piede; pochi secondi dopo si trovò magicamente catapultato nel disegno!

         Con sua grande sorpresa si accorse che riusciva benissimo a respirare e, da quella posizione privilegiata, godeva di uno spettacolo meraviglioso. Pesci che si muovevano intorno a lui, alghe fluttuanti, conchiglie dai colori luminosi, stelle marine rosse che sembravano danzare, cavallucci che si spingevano avanti e indietro, ed il sole, che splendeva maestoso attraverso lo specchio d'acqua.

         Riccardo passò tutto il pomeriggio a nuotare, a cavalcare delfini, a correre e giocare con la sorella ed i genitori, a nascondersi in enormi conchiglie o dentro una buia caverna.

         Solo verso sera la voce della madre, che lo chiamava per cena, riscosse Riccardo dal suo magico sogno, e lo fece uscire dal disegno e dal mare, di nuovo nella sua cameretta, di nuovo sulla terra ferma.

 

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