IL VALORE SOCIALE DELLA FORMAZIONE
NELL'EMANCIPAZIONE DELL'INDIVIDUO
di Stefano Gallorini
Affrontare il tema della formazione è argomento così corposo che difficilmente può trovare lo spazio necessario in questa breve testimonianza. Tuttavia non posso esimermi dal sottolineare che la formazione, nei vari campi verso i quali il cittadino indirizza i propri interessi, rappresenta un approccio insostituibile, affinché possa realizzarsi in maniera concreta un’apprezzabile forma di partecipazione positiva alla vita della collettività. In una società realmente democratica la partecipazione non può essere limitata all’esercizio della libera e saltuaria espressione di consenso, deve bensì realizzarsi attraverso la maturazione di un comportamento virtuoso ed articolato, che interessa tutta una serie di atteggiamenti e di scelte: dalle forme evolute di consumo alla partecipazione consapevole nei vari processi decisionali. Da questo punto di vista la padronanza degli argomenti offerta dalla formazione, rappresenta uno strumento insostituibile per evitare sia dannose espressioni di “pressappochismo” che forme ingiuste di esclusione.
Ciò premesso, l’ottimismo che scaturisce da una convinzione così certa, non deve indurci a pensare che l’attivazione di processi formativi, oltre i normali cicli scolastici, sia cosa facilmente realizzabile. Infatti, se da una parte diventa difficile coniugare gli interessi delle persone con la loro disponibilità al sacrificio del lavoro (perché fare formazione comporta fatica), dall’altra resta altrettanto difficile predisporre prodotti formativi in grado di parlare proficuamente ad una pluralità di persone che, verso un dato argomento, hanno preparazioni e stimoli diversi.
Con questa premessa, ovvero convinto dell’utilità della formazione e consapevole di non trovare un prodotto su misura, ho aderito al corso di formazione “La Gestione sostenibile del governo locale” (Promosso dal Comune di Colle Val d’Elsa ed organizzato dal Comitato provinciale Arci N. di Siena), che si è tenuto a Colle Val D’Elsa dal 7 dicembre 2002 al 23 marzo 2003 per 90 ore.
Partendo dalla constatazione delle molteplici criticità ambientali che si concentrano nelle aree urbane, nella convinzione che la diffusione più larga possibile della conoscenza sia la chiave di svolta per accelerare il processo di evoluzione democratica di una società, il corso in questione aveva l’ambizione di contribuire in modo significativo a questo processo, offrendo un’opportunità concreta ai partecipanti.
Devo ammettere che le diverse provenienze delle persone che hanno aderito mi aveva sollevato varie perplessità sull’efficacia dell’iniziativa; forse condizionato dalla sostanziale omogeneità cui siamo abituati sin dalle esperienze della scuola. Anche se il problema non può essere negato, devo ammettere che la pluralità di esperienze con cui sono state condivise le 90 ore di lavoro formativo, al termine ha costituito un elemento di ricchezza. Infatti, la possibilità di osservare i vari modi di interpretare e reagire di fronte allo svolgimento degli argomenti ha costituito un elemento formativo in più, dando l’opportunità di sperimentare in diretta quanto sia diversa il processo di formazione ed evoluzione dell’opinione e come possa essere ricomposto e portato a sintesi se posto all’interno di un dibattito libero, consapevole e qualificato.
Certamente ogni valutazione teorica sull’argomento non può essere indipendente dalla qualità e dalla libera azione dei docenti. Da tale punto di vista ritengo che, in base alla mia personale esperienza, le persone chiamate a tenere i vari argomenti del corso hanno mostrato tutta una buona capacità di assolvere il proprio compito, dando corpo concreto alle attese. A tale proposito ritengo non sia un caso che, con alcuni di loro, ho potuto riallacciare proficui contatti anche dopo il corso. Tale circostanza ha rappresentato un’autentica opportunità aggiuntiva. Ciò vale anche per alcuni colleghi studenti. Infatti, il comune interesse, anche se da punti di partenza diversi, ha favorito una solidità relazionale, che è poi proseguita oltre il termine del corso. Non c’è dubbio che favorire lo sviluppo delle relazioni interpersonali, rappresenta un valore sociale. Per questo l’attività di formazione può vantare non solo un ruolo diretto nell’emancipazione dell’individuo e quindi nella sua capacità di partecipazione, ma anche un ruolo indiretto potenziando la rete di relazioni che caratterizzano la vita sociale.
Fermo un approccio libero e “laico” verso la formazione, fuori da forzature ideologiche o eccessivamente utilitaristiche, io penso che sarebbe auspicabile la più ampia diffusione possibile delle opportunità formative. A tale proposito, giudicando utile la partecipazione di tutti i cittadini, riterrei indispensabile che la fase formativa trovasse maggior ascolto presso gli amministratori locali i quali, pur generalmente spinti da spirito di sacrificio e dedizione verso la collettività, rischiano spesso di impiegare maggiore fatica senza raggiungere i massimi risultati possibili che, grazie a più adeguata formazione, potrebbero esser a portata di mano.
Vorrei concludere dicendo, in estrema sintesi, che il corso GSGL in questione, ha trovato concreta risposta alle premesse teoriche sopra esposte. A tale proposito non mi sottraggo dall’auspicare che gli enti promotori, a cominciare dalla Provincia di Siena, attraverso il soggetto attuatore, Arci N.A. di Siena, possano ripetersi in altre aree della provincia.