MILLESEICENTO VENTRI - Autore Luc Lang - Passigli Editori - Traduzione di Maurizio Ferrara - lire 24.000

 

Scoppia una rivolta nelle prigioni di Strangeways, a Manchester, e l'avvenimento, che tiene l'Inghilterra col fiato sospeso per giorni e giorni, spinge il capocuoco della prigione a sfruttare le luci della ribalta; così, mentre la rivolta s'incancrenisce sempre più, l'infantile, sadico, libidinoso, opportunista capocuoco Henry Blain, che colleziona con lo stesso istinto maniacale donne e opere di Shakespeare e che regna incontrastato sugli intestini di quei milleseicento detenuti, decide di mettere in scena lo spettacolo della rivolta…

A metà fra giallo sociale e pulp, questo romanzo, vincitore in Francia dell'ambitissimo Prix Goncourt des Lycéens, ha consacrato il suo autore fra i maggiori protagonisti della nuova narrativa francese.

 

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Luc Lang, nato a Suresnes nel 1956, è insegnante di estetica e di storia dell'arte contemporanea. Prima di Milleseicento ventri, ha pubblicato in Francia altri tre romanzi: Voyage sur la ligne d'horizon, Liverpool marée haute e Furies, attirando anche in questi casi l'attenzione della critica e del pubblico d'Oltralpe.

 

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Henri Blain, chef cuisinier d'une prison anglaise, est mis au chômage technique : les bagnards résidant dans le lieu de travail de celui-ci prennent possession du pénitencier pour se défendre des autorités parce qu'ils sont révoltés contre les conditions de vie déplorables, et surtout contre la nourriture.

Cet homme, outré par cette revendication qui lui est directement adressé, prend finalement le parti des prisonniers pour pouvoir se défendre et ne pas perdre la face.

 

Henri Blain, capocuoco di una prigione inglese, è messo in stato di disoccupazione tecnico: i carcerati che risiedono nel suo posto di lavoro prendono possesso del penitenziario per difendersi dalle autorità, poiché sono in rivolta contro le condizioni di vita deplorevoli, e soprattutto contro il cibo.

Quest'uomo, indignato per questa rivendicazione che gli è direttamente indirizzata, prende finalmente le parti dei prigionieri per potersi difendere e non perdere la faccia.

 

 

 

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