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Arenzano,
18\11\1999 mentre sto qui seduto davanti al computer a scrivere
questo... "articolo", chiamiamolo così, tra gli pseudo
"punk di strada" c’è parecchia gente che
evidentemente non ha digerito che una band astigiana chiamata
Cripple Bastards attiva dal 1988 sia diventata, piano piano e con
merito, la più conosciuta band grindcore italiana, e così si
diverte a gettare merda su queste quattro persone definendo il
growler\screamer Giulio The Bastard come un venduto, un falso, e
via dicendo. Molti si fanno avanti come paladini degli ideali di
giustizia anarco-punk, e credono di potere rinchiudere i Cripple
Bastards fuori dal loro bel limbo dorato, mentre altri sono
semplicemente invidiosi della considerazione di cui la band del
"Bastardo" gode a livello mondiale, della loro bravura
oppure parlano per sentito dire, trasformando una banale diceria
in un clichet che ha preso in fretta piede, nella sempre più
malandata penisola italiana.
Dunque,
una delle accuse che vengono mosse ai Cripple Bastards è quella
di chiedere una cifra esagerata per le spese concerto, ignorando
(o celando) il fatto che i quattro membri della band vengono da
quattro città diverse, e prima di arrivare alla meta devono
incontrarsi tra loro, e questo non è poco. C’è anche da dire
che ognuno di loro suona perchè ama farlo, perchè ovviamente il
crust non è un genere che assicura vitto e alloggio, anzi, perciò
tutti loro lavorano esattamente come gli altri, e quindi è logico
che un certo compenso su quello che fanno ci deve essere. Così
come la Estremisti Uniti di Giulio vende certi dischi a prezzo
molto alto, non per lucrarci, ma perchè spesso vengono da
lontanissimo (Brasile docet!), e non sempre sono facili da
trovare; a tutto questo aggiungete il fatto che sulle vendite è
giusto che si abbia un leggero guadagno, specie se ci si è
sbattuti per offrirvi la possibilità di comprare certi dischi,
che spesso le altre distros non hanno. Certo, è facile starsene
in gruppi chiusi nei Centri Sociali e passare il proprio tempo a
criticare, oppure buttare giù quattro cagate sull’ennesima
‘true fucking (pseudo) punk rock’ zine sapendo che intanto
questo non gli causerà problemi. Troppo facile, decisamente
troppo facile. Invito chiunque a provare a suone grind\crust per
11 anni e non avere le richieste (per altro più che legittime)
dei Cripple Bastards, e a dimostrare di sapere fare meglio di
loro.
Ho
voluto scrivere questo "articolo" per precisare che noi
non condividiamo le prese di posizione di certi fighetti pseudo
punks che non trovano di meglio da fare che criticare chi
realmente si sbatte per la scena punk-hardcore, e che Clash City
Rockers intende prendere le distanze da certa gente e che noi
continueremo a supportare il più possibile questo gruppo.
Ok,
per ora è tutto, ciao e keep alive the punk\hardcore!
Enrico |