MA È UN CANTO BRASILEIRO

(Mogol / Battisti 1973)





Io non ti voglio veder … ah ma è un canto brasileiro…
mi fai tanto male eppure non sei meno bella in casa
con quel sorriso professionale                      senza cerone
sopra a un cartellone di sei metri non voglio dire che sei una rosa
o attaccata sopra tutti i vetri; sarei un trombone
non ti voglio più vedere cara ma ti vorrei vedere
mentre sorseggi un'aranciata amara qualche volta in bikini
con l'espressione estasiata senza sfondi di isole lontane
di chi ha raggiunto finalmente e restare un po' vicini.
un traguardo nella vita.  
  Io ti vorrei vedere mentre
Io non ti voglio più vedere sul muro cogli l'insalata dell'orto
davanti ad un bucato che vorrei avere coltivato
dove qualcuno ci ha disegnato prima d'esser morto
pornografia a buon mercato oh no anche se guadagni
oh no non ti voglio vedere centomila al giorno
intanto che cucini gli spaghetti non ti puoi scordare che la vita è
con pomodoro andata e ritorno
"peso verità tre etti" Oh no no oh no non ti voglio vedere
mentre un imbecille entrando dalla porta vendere i giorni e le sere
grida un evviva con la bocca aperta. ti capirò se un altro uomo un giorno vorrai
  ma consumare la tua vita così
Col dentifricio "pure trasparente" non puoi
dove ti fanno dire che "illumina la mente" non puoi partecipare a quella storia
e mentre indossi un "super super dove racconti che la benzina
super - reggiseno quasi quasi quasi purifica l'aria
per casalinga - tutta veleno" sarà al mentolo l'ultima scoria
e mentre parli insieme a fotografata insieme a dei bambini
una semplice comparsa che affidi al fosforo dei formaggini…
vestito da dottore che brutta farsa  
ti fanno alimentare l'ignoranza … ah ma è un canto brasileiro…
fingendo di servirsi della scienza… ah… ma è un canto brasileiro
  (…ah ma è un canto brasileiro)
… ah ma è un canto brasileiro…
ah… ma è un canto brasileiro
  

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