LA LUCE DELL'EST

(Mogol / Battisti 1972)





La nebbia che respiro ormai Le foglie ancor bagnate lascian
si dirada perch� fredda la mia mano e pi� in l�
davanti a me un canto di fagiano sale ad est�
un sole quasi bianco sale ad est� Qualcuno grida il nome mio,
La luce si diffonde ed io smarrirmi in questo bosco volli io
questo odore di funghi faccio mio per leggere in silenzio un libro
seguendo il mio ricordo verso est� scritto ad est�
Piccoli stivali e sopra lei, Le mani rosse un poco ruvide
una corsa in mezzo al fango e ancora lei,      la mia bocca nell'abbraccio cercano
poi le sue labbra rosa e infine noi, il seno bianco e morbido fra noi.
"Scusa se non parlo ancora slavo" Dimmi perch� ridi amore mio,
mentre lei che non capiva disse "bravo" proprio cos� buffo sono io?
e rotolammo fra sospiri e "da" La tua risposta dolce non seppi mai.
  
Poi seduti accanto in un osteria L'auto che partiva e dietro lei
Bevendo un brodo caldo, che follia, ferma sulla strada lontana ormai
io la sentivo ancora profondamente mia� lei che rincorreva ma inutilmente noi
Ma un ramo ho calpestato ed ecco che un colpo di fucile ed ecco che
ritorno col pensiero� ritorno col pensiero�
e ascolto te, e ascolto te,
il passo tuo il passo tuo,
il tuo respiro dietro me. il tuo respiro dietro me.
  
A te che sei il mio presente A te che sei il mio presente
a te la mia gente a te la mia mente
e come uccelli leggeri e come uccelli leggeri
fuggon tutti i miei pensieri fuggon tutti i miei pensieri
per lasciar solo posto al tuo viso per lasciar solo posto al tuo viso
che come un sole rosso acceso che come un sole rosso acceso
arde per me. arde per me�
  
  
  � che come un sole rosso acceso
  arde per me.
  

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