Pari e dispari

In un primo momento nei due municipi si era fatta festa grande per la buona riuscita del furto, e i giovanotti erano stati felicitati da tutti. Il segretario comunale proponeva di ricominciare il calendario daccapo, bisognava contare gli anni dal giorno del grande furto, l’ufficio tecnico proponeva di fare un monumento e intitolare la piazza vuoi alla coppa, vuoi alla botte. I cappellani andavano qua e l� dicendo "suvvia, non esageriamo!" Ma il giubilo non era durato a lungo, perch� dopo un po’ tutti si erano accorti di avere semplicemente pareggiato. E ripresero a volare gli insulti, le pietre e le stoviglie:" Banditi! Ladri! Assassini! Rapinatori! Vicini da strapazzo! Dirimpettai della domenica! Prova a saltare di qua che ti spacco la testa! Salta tu che ti rinfresco le idee! Abbasso Diqua! Abbasso Dil�!" E via col liscio

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