|
|
|
"A proposito di computer"
Da qualche settimana a casa mia è arrivato il computer, un "ospite" che ha immediatamente polarizzato l’attenzione di tutti, ma, principalmente, come era prevedibile, dei miei due bambini: Tonino e Roberta.
Sarà l’entusiasmo della novità, l’euforia dei primi tempi, fatto sta che i miei bambini sono sempre lì, seduti davanti al computer e non chiedono più di fare qualche passeggiata al mare o in campagna per sbarcare il lunario.
Tutto questo mi ha stimolato a fare delle riflessioni sul computer che, purtroppo, non sono tutte positive.
Non c’è dubbio che lo sviluppo tecnologico mette a disposizione delle nuove generazioni questi nuovi strumenti di conoscenza e questo è, di per sé, un fatto molto positivo perché rappresenta un arricchimento.
Ma, a mio parere, è un arricchimento che procede di pari passo ad un impoverimento.
Perché dico questo?
Quando i computer non c’erano, le ricerche che gli insegnanti ci lasciavano per casa erano davvero ricerche, nel senso che erano il frutto della consultazione di diversi testi, che poi ognuno di noi rielaborava in maniera del tutto personale.
Questa consultazione, questo leggere diverse fonti bibliografiche richiedeva indubbiamente tempo e pazienza, ma quanto ci arricchiva!
Tante volte, poi, si andava a casa di qualche compagna o addirittura da qualche parente che aveva un’enciclopedia migliore e si finiva per trascorrere un pomeriggio non solo di studio ma anche di sana amicizia.
Ora, invece, c’è il computer. Fa tutto lui: non ti fa perdere tempo e in più, se vuoi, ti offre il lavoro già stampato.
Meglio di così!!!!
Siamo quindi passati <<dall’occhio al dito>>.
E pensare che ho conservato i miei libri del liceo per le ricerche che un giorno avrebbero potuto fare i miei figli.
Anche la vita di relazione rischia, secondo me, di impoverirsi se l’uso del computer si trasforma in abuso, perché vero è che gli strumenti tecnologici sicuramente stimolano l’intelligenza, ma non dimentichiamo che la personalità del bambino è anche memoria, fantasia, sentimenti e per svilupparli pienamente ha bisogno anche del cortile, della strada, dei compagni, di rapporti interpersonali fatti di spontaneità e di creatività.
Quindi è giusto andare al passo con i tempi e non chiudersi allo sviluppo tecnologico, ma nei giusti limiti.
La famiglia e la scuola in questo senso possono giocare un importante ruolo: essere sempre più luoghi di "umanizzazione" e far sì che i nostri figli non diventino computer-dipendenti, perché si sa tutte le dipendenze prima o poi diventano pericolose.
La mamma di Tonino e Roberta (V A e I D della scuola Girgenti)
Bagheria, 14/03/02 |