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Progetti

Accoglienza Laboratorio grafico pittorico A Punta Vugghia
Scuola materna Animazione e teatro Festa degli alberi

Diritto alla vita

La bottega fantastica

Star bene con sè e con gli altri

Segni particolari: razza umana. Multiculturalità e diversità

A Santa Cruci

Progetto Natura

 

Progetto "Accoglienza"

Il primo impatto con la nuova realtà scolastica è fondamentale per la qualità dei rapporti futuri; pertanto, l’accoglienza è un’operazione delicata e complessa, che coinvolge più soggetti e richiede molteplici interventi.Per favorire un’immagine rassicurante nel bambino che si affaccia alla nuova esperienza della scuola, e, per gestire il suo senso d’ansia che, in varia misura, si accompagna a quello della curiosità, ci si è adoperati per creare un’atmosfera gioiosa e si sono curati tutti i dettagli che possano sollecitare la sensibilità del bambino, confortare i genitori e conferire spessore professionale agli insegnanti e alla scuola.

 

 

 

Finalità: "Stare bene insieme con allegria"

 

Fase operativa: il primo giorno di scuola , ad ogni modulo di prima classe è stata consegnata una pianta (limone per il modulo A/B ed arancio per il modulo C/D), segno dell’idea di crescita, di sviluppo di ciascuno, cui la scuola contribuisce.Ciascuna pianta è stata messa a dimora nel giardino della scuola, per simboleggiare l’inizio del cammino che le classi si apprestano a percorrere insieme.Ogni bambino ha, poi, appeso all’albero il cartellino colorato (giallo/arancione) recante il proprio nome. Questo gli era stato consegnato da un bidello, travestito da giardiniere. Sviluppandosi, le piante costituiranno così memoria dell’ingresso dei bambini nella scuola elementare.

 

Fase riflessiva degli alunni:

 

Francesco G. – cresco insieme all’albero
Mariano – cresco con il cibo e con la scuola
Giuseppe – mi è piaciuto piantumare l’albero
Simona – quando sarò sposata dirò ai miei figli: "Quest’albero l’ho piantato pure io quando ho iniziato la scuola elementare
Angelo – il primo giorno ero contento perché finalmente potevo studiare in modo diverso
Francesco B. – il primo giorno ero contento perché a casa non sapevo cosa fare
Fabio – il primo giorno ero contento perché le maestre aiutano ad imparare
Miriana – io piangevo però poi ho capito che le maestre erano brave
Antonino C. – non vedevo l’ora di essere chiamato e conoscere le mie maestre

 

Scuola Elementare a.s. 2000/2001: "Laboratorio grafico pittorico"

   "Prato di Vincenzo Viscuso"

Il percorso educativo riguardante il laboratorio grafico-pittorico, secondo le indicazioni del progetto "Immagine, fantasia, poesia", ha interessato diverse iniziative che la scuola ha proposto nel Piano dell’Offerta Formativa.

Ha voluto dare agli alunni la possibilità di capire meglio il mondo in cui vivono i ragazzi oggi, dominato dalla tecnologia e dalle immagini; ha cercato di sensibilizzare gli stessi a valorizzare le opere d’arte in genere e in particolare quelle del territorio, programmando itinerari didattici a Solunto, a Erice, a Trapani, a Enna e a Villa Romana del Casale; ha dato loro l’opportunità di esprimersi in modo diverso non solo attraverso il disegno e la pittura, ma anche in giochi di parole scritte in versi, in testi inventati e in commenti personali legate alle esperienze e alle conoscenze apprese; ha voluto potenziare capacità non sempre valorizzate secondo il processo di maturazione di ciascuno ai fini di raggiungere obiettivi cognitivi e metacognitivi, così come stabiliti dai nuovi saperi.

Le insegnanti Giovanna Ferrigno e Livia Merra hanno cercato di fondare l’atteggiamento creativo basato sulla ricerca, sulla capacità di analisi e di osservazione, sull’interesse e la curiosità per le tecniche e per la lettura di articoli di giornali, di brani antologici e poesie.

Gli alunni si sono recati alla Pinacoteca di Villa Cattolica per osservare e conoscere le opere del pittore bagherese Renato Guttuso, al Museum di Bagheria, struttura privata gestita dal Sig. Ezio Pagano, e nella bottega artigianale del pittore Salvo Benanti. È stato possibile, in questo modo, mettere a confronto il pensiero neorealistico di Ignazio Buttitta e Renato Guttuso con lo stile astratto, lineare, geometrico delle opere di Scarpitta, Accardi, Consagra, Isgrò, Lauricella , Leto, Vizzini…; lo stile dell’impressionismo con quello del simbolismo; lo stile poetico di Dante Alighieri con quello di Leopardi, fino ad arrivare ai poeti della letteratura dei ragazzi.

Nel corso degli anni, gli alunni hanno avuto modo di conoscere artisti del luogo, la storia di Bagheria e delle sue ville e soprattutto il proprio quartiere e le tradizioni locali, intervistando anziani, negozianti e pescatori, ricercando termini dialettali in disuso grazie anche alla collaborazione del poeta bagherese Pietro Maggiore, che è venuto a scuola per alcune lezioni didattiche e della poetessa bagherese Pina Carlisi.

  D.S. dr. A. Conti

                                                      Poeti: Pina Carlisi e Pietro Maggiore

 

"A BRACIERA" di Pina Carlisi (da "U gabbianu")

 

Picca sunnu oramai,

chiddi ca ponnu ricurdari,

ca quannu c’era friddu

s’addumava a braciera pi quariari.

E ’ntornu a idda

s’assittava tutta a famigghia.

Prima u focu si facia sbampari,

poi s’aspittava ca cuvava,

e cu ’na palittedda ogni tantu s’arriminava.

Quannu squagghiava u luci

chiossà si ci ’ncugnava,

spirannu ca ancora quariava.

E cummineva ca nun si tuccava

picchì si t’addunava

ca sulamenti cinniri arristava

u friddu rintra l’ossa ti sintevi pinitrari.

E’ accussì uguali a na braciera,

la spiranza ’nto cori,

e accussì l’amuri:

sbampa, cuva, quaria

ma quannu squagghia…!

nun l’arriminari, si scopri ca finiu

ti veni u friddu.

 

"TU NUN LU SAI" di Pietro Maggiore (da "Azzurru" – 1986)

 

Tu nun lu sai comu si scutta u pani

e u jetti ’nta’ munnizza pirchì è duru.

La panza ti la inchi di carni e cosiduci

pistii tuttu u jornu e poi sprunii.

Mentri to’ patri e matri,

quann’eran quantu a tia,

la panza la inchevanu di trunza e di carrubbi.

A chiddi tempi, cridimi, lu pani era duci

e quannu si manciava era grazia di Diu.

Tu nun lu sai com’è duru u travagghiu

chi l’omu porta a’ fossa e lu scunquassa.

Di jornu ti diverti e fai lu spacca e lassa,

curri com’un giannettu e ti nni vanti.

E lassi chi to’ patri s’attacca a la carretta;

e p’a to’ bedda facci si strinci u suttapanza;

e chidda puviredda,

matri di stampu anticu,

cu ’n cori ch’è linzolu

cummogghia li to’ ’mbrogghi.

Tu nun lu sai comu tanfìa u suduri

chi sbummica ’nt’a carni appiccicusu.

Ti buchi notti e ghiornu

e spogghi puru e Santi;

e ’n gruppa o Kavasachi ti la sguazzi.

Anima svinturata ca mori e ’un ti n’adduni

chiedi pirdunu a Diu e strazzati lu cori.

Santifica a to’ patri ca vivi di travagghiu,

abbrazzati a to’ matri

chi travagghia p’amuri.

 

Le tematiche affrontate sono state varie, secondo l’esperienza del momento e la relazione che poteva esserci tra immagine e poesia, tra letteratura e pittura, tra cinema, fotografia e pubblicità, tra immagine e discipline.

Tra quest’ultime, interessante è stata la produzione grafico-pittorica relativa alla scienze, con il tema "Il colore della vita" in quanto gli alunni hanno tradotto in immagini le rappresentazioni mentali di organi e funzioni del corpo umano, così come ciascun alunno è riuscito ad elaborarle.

Le insegnanti Giuseppina Fiorino e Maria Teresa Greco, hanno voluto dare la possibilità agli alunni di esprimere la "percezione di sé" come momento introspettivo, anche allo scopo di liberare stati emotivi.

  I globuli bianchi di Laura Cancilla

Tutti gli elaborati degli alunni sono stati raccolti in un libro memoria "Dalla filastrocca alla poesia, dallo scarabocchio alla composizione pittorica", depositato presso i locali della Direzione Didattica del 4° Circolo di Bagheria.

 

Fiori di Maria Giovanna Pulizzotto

 

"Dal silenzio al risveglio" di Maria Rita La Corte (V C)

Le ali d’oro del sole rischiarano il mare,

un lontano cinguettìo sveglia il paesaggio.

Una grande tensione si sparge intorno.

Il borbottìo sonoro delle onde ricorda momenti di pace.

La gente va e viene: che traffico c’è nella spiaggia!

Tutto intorno una grande confusione!

Sembra tutto quasi impossibile.

Il paesaggio sembra cambiato:

solo per un piccolo risveglio,

ora c’è solo aria di mercato.

 

"Era tutto finito" di Giacinto Maggiore (V C)

Ero al mare.

Il cielo era grigio e c’era un venticello fresco.

Il mare era di colore verde intenso con qualche macchia blu.

Cominciò a piovere e il vento diventò potente

come se volesse spazzare via tutto.

Nel mare cominciarono a formarsi gigantesche onde bianche.

Dopo la pioggia il mare si calmò.

Era tutto finito.

 

"La libertà" di Laura Cancilla (V C)

La libertà è un’emozione che vola.

La libertà è un pesce che nuota.

La libertà è un sorriso sulle labbra.

La libertà è la vita di ogni bambino.

La libertà è una foglia secca.

La libertà è la mia fortuna di essere felice.

Alunni della quinta A/B

 

 

 

 

Progetto "A Punta Vugghia"

 

 

Col progetto "A Punta Vugghia", la scuola ha voluto fornire agli alunni la conoscenza del territorio bagherese e, in particolare, del quartiere dove sono ubicati la scuola e la propria abitazione, in quanto luoghi di cultura diversi e di relazione tra persone.

Hanno partecipato al progetto gli alunni delle classi terze A/B/C e delle classi quinte C/D, i quali hanno attivato un laboratorio linguistico-grafico-pittorico e realizzato ricerche storiche e culturali locali, escursione didattica nel quartiere e interviste agli anziani e a un pescatore che ha parlato delle tonnare, del pesce azzurro e dei metodi di pesca di una volta e di oggi.

Gradita è stata la presenza del poeta bagherese Pietro Maggiore che ha svolto delle lezioni didattiche sui termini ed espressioni dialettali in disuso e ha dato delle informazioni sull’origine da "Punta Vugghia".

Gli alunni hanno, quindi, ricostruito la storia del quartiere: nni Cutò, a pascaria, Santa Rusulia, Cappella Santa Cruci fino a Palazzo Inguaggiato.

Il valore educativo di tale progetto ha permesso agli insegnanti di guidare gli alunni a valorizzare, conoscere, ampliare, modificare, costruire comportamenti e rapporti sociali tramite l’ascolto, il dialogo e il confronto.

Si è voluto tenere presente la "memoria storica", cercando di non dimenticare le tradizioni folcloristiche del luogo.

Gli alunni hanno prodotto diversi elaborati (disegni, pittura, poesie, testi…).

La raccolta antologica rappresenta il momento conclusivo interdisciplinare di tutte le esperienze vissute dentro e fuori l’istituzione scolastica.

 

"Il mio paese" di Salvatore Di Maria (V D)

Il mio paese è Bagheria.

Per me è tutta la mia vita e non la cambierei con nessuno

nemmeno con me stesso.

È piena di verde, di limoni, di arance,

il cielo è sempre blu intenso,

le nuvole sembrano batuffoli di cotone,

la frutta è dolce come lo zucchero.

Ecco il mio paese: Bagheria.

 

"I ruvini di Soluntu" di Andrea Gagliano (V D)

‘Na vota ‘ncuntrai un Greciu e ci dissi:

Di unni veni?

Mi rispunniu: - Di Soluntu.

Poi n’incuntrai n’avutru e ci dissi:

Di unni veni?
Di Soluntu e sugnu un feniciu.

N’avutru ni vitti e ci dissi:

Di unni veni?
Di Soluntu e sugnu un Romanu.

Quanta genti na’ Sicilia.

Quanti populi na’ sta terra!

 

"Mari di Sicilia" di Andrea Calabrese (V D)

Mari di Sicilia come farei senza di te!

Beddu e ‘ncantatu comu si’

Circondi le tue coste e le rallegri.

Porti benessere e stupore,

brilli quannu c’è u suli,

canti quannu c’è u ventu.

 

"A me terra" di Sebastiano Alesi (V C)

Quando vedo la mia terra circondata dal mare

mi sembra di essere dentro il suo cuor

e di vedere i tanti monumenti preziosi

che nasconde.

 

"È bello giocare" di Luisa Sparacino (III C)

 

È bello giocare

in un prato fiorito,

con l’erba verde

e gli uccellini intorno,

il cielo azzurro,

le nuvole bianche,

le farfalle come l’arcobaleno.

Questo prato è il mio gioco.

 

"La farfalla" di Carmelo Zarcone III C

La primavera

dipinge

allegramente un prato:

giallo, viola,

verde, rosso,

le farfalle volano

nel cielo

consecutive e remote.

 

"I VUCI DA PUNTA VUGGHIA NEL PASSATO"

 

Dei bambini, passeggiando per il palco, gridano: sono i venditori di una volta.

 

Venditore di melanzane fritte: - Arrivò u zzu Vartulu Murriali. Cu voli quagghie…un sordu l’una!
Venditore di lumache: - Prestu, viniti! Cà c’è u babbaluci a picchi pacchi.
Venditore di fave bollite, di lupini, di gelsi, di castagne: - A gnuoccula…cavura è a gnuoccula!
– Luppini…cu voli luppini! – Cievusi…a st’ura v’arrifriscanu. - Alliessi…alliessi!
Il gelataio suonando il fischietto: - Viniti, granni e picciriddi. Aju u fanfaricchiu e a sciallotta.
Venditore della sabbia per pulire pentole e oggetti di rame: - Ggenti affacciativi! Aju la rina pi

stricari lu ramu.

L’arrotino: - Fimmini, purtatimi li forbici ca c’è l’ammolacutieddi!
Venditori di pettini e generi diversi: - Spinguluna, augghi p’a machina, pettini stritti e larghi,

firriatta pi capiddi, elastici pi’ paracqua, cirottu pi’ scarpi…

Venditore di terraglie. – Sugnu u conza lemmi, ma vinnu puru quartari, bucali, bummuli, vacili,

giarri e rinali.

Venditore di sedie: - Va, ggenti! Facitivi i cummirità, ca u siggiaru si nni va!
Venditore di ceste: - Arriva u cartiddaru! Vi dugnu panara e panarieddi.
Lo stagnino: - U stagnataru v’arripara i quarare.
Venditore di scope: - Viniti no’ scupazzaru ca vi duna bbeddi scupi pa’ vostra casa.
Venditore di carbone: - Pigghiativi u carbuni pa tannura: u carbunaru passa e si nni va!
Banditore comunale: - Inchitivi, inchitivi l’acqua, ca rumani manca tutta la jurnata!

 

Appunti tratti da: "Bagheria" di Antonino Russo

                   da: "Bagheria: Origini e sue evoluzioni" di Oreste Girgenti.

    Castello di Sara Visconti

Scuola Materna

La Scuola Materna, durante l’anno scolastico in corso 2001/2002, intende approfondire la tematica relativa all’alimentazione perché molti bambini seguono a volte abitudini alimentari scorrette.

Gli educatori predisporranno un’accogliente e motivante "ambiente di vita" e diventeranno gli artefici di magie e proposte misteriose.

La natura rivela nuovi aspetti e "come una grande credenza" propone quanto può servire per una alimentazione sana, varia ed attenta al fabbisogno giornaliero.

Il bambino si renderà conto con gradualità della meraviglia rappresentata dal suo corpo in crescita e di quanto siano indispensabili alla salute ed al benessere le sostanze contenute nei prodotti naturali.

 

Finalità: "Star bene con se stessi e con gli altri, in rapporto con la propria emozionalità, attività psicomotoria, educazione sessuale, educazione alimentare"

 

I progetti si allacciano a quello della Continuità "Più vitamina C per Bagheria", in quanto si vuole sottolineare l’importanza degli agrumi per una buona crescita fisica e armonica e a tutte le fiabe finalizzate.

 Si privilegerà la metodologia ludica in tutte le sue forme.

                                              Gino il cestino   

                

              Biancaneve e i sette nani       

 

         Gedeone bimbo sporcaccione

 

                                    Il vigile Prudenzio

 

     Giocando con il corpo

 

 

 

Animazione e teatro

 

L’esperienza teatrale che la scuola Girgenti ha realizzato durante l’anno scolastico 2000/2001 ha visto due momenti rappresentativi molto significativi, a Natale e a Giugno.

Il valore educativo di tali esperienze ha permesso agli insegnanti coinvolti di valorizzare la comunicazione di messaggi extraverbali tramite la corporeità, la relazione, i processi e ha permesso, altresì, di considerare i tempi e i modi che ogni bambino ha nel rapportarsi alle attività proposte.

Si è voluto dare l’opportunità di offrire ai bambini di fare esperienze che li hanno coinvolti nella loro globalità, consentendo loro di crescere e apprendere un nuovo modo di stare insieme e un nuovo modo di produrre cultura, tramite lo sviluppo di tutti i linguaggi.

Per la spettacolazione "Natale fra le note" hanno partecipato gruppi di alunni di tutte le classi della scuola, che li ha visti protagonisti in un balletto e in una drammatizzazione, mentre "Applausi per tutti" ha visto coinvolti alcuni alunni delle classi terze e seconda C e tutti gli alunni delle quinte C/D.

Le tematiche affrontate in quest’ultimo spettacolo sono state l’ambiente e il dialetto, legando in modo sinergico animazione teatrale ai progetti di Educazione Ambientale e di "Punta Vugghia".

Gli alunni si sono mostrati entusiasti di esprimersi in maniera diversa e hanno lavorato con impegno e costanza, sviluppando la capacità di riflessione critica.

Fra l’altro, è stato possibile portare avanti il laboratorio teatrale per la presenza a scuola della risorsa di musica, nella persona dell’insegnante Eduardo Di Gesù, il quale ha composto musica e testi di canzoni sia in lingua italiana che in lingua dialettale.

Egli con il progetto "Dirindina" ha costituito un piccolo coro stabile che si è posto come completamento e coreografia degli spettacoli.

 

 

 

"Festa degli alberi"

 

Il IV Circolo Didattico di Bagheria, durante l’ a. s. 2000/2001, ha avviato un progetto che ha visto la scuola coinvolta in un’iniziativa relativa alla "Festa degli Alberi", così come suggerisce la C. n° 198 del 08/08/00 - D.M. prot. N° 3038.

Il progetto è iniziato alla fine di ottobre nelle classi quinte della scuola e ha visto momenti di lezione frontale con la presenza degli operatori della Lipu (Associazione italiana per la protezione degli uccelli) e di coinvolgimento diretto degli alunni con attività ludico-scientifiche.

In particolare, la dott.ssa Rosa Puleo è stata l’animatrice principale del progetto ed è stata colei che ha entusiasmato e interessato i ragazzi coinvolgendoli personalmente a conversazioni, ricerche, giochi, schede didattiche di lavoro sulla vita della flora e della fauna mediterranea, partendo dalla proiezione della videocassetta sulla Riserva Naturale di Isola Delle Femmine e giungendo al momento della festività con la piantumazione di alberi (Olivo, Palma nana, Ginestra, Lentisco…) nel giardino scolastico, avvenuta il 21/03/01.

Storia, leggende e scienze si sono alternate in modo naturale suscitando curiosità e serenità nei ragazzi.

La collaborazione degli insegnanti del Circolo è stata decisa e incisiva in quanto gli alunni hanno prodotto testi di diverso genere in lingua nazionale, dialettale multimediale e hanno usato tonalità di colori nelle varie rappresentazioni grafico-pittoriche, servendosi dell’immaginazione e della creatività tipica di questa fascia d’età.

I giovani sono stati educati al rapporto uomo-ambiente per migliorare la relazione che essi hanno col mondo che li circonda. Spesso essi non conoscono sufficientemente cause e conseguenze dell’inquinamento prodotto dall’uomo e non apprezzano nel suo giusto valore di vita la natura perché troppo distratti e non guidati adeguatamente dagli adulti.

La natura vista con gli occhi dei bambini ha, altresì, suscitato negli adulti la curiosità di porsi delle domande esistenziali, che non devono essere imbrigliate dalle azioni quotidiane in modo rigido e fittizio, falso e senza sbocco, ma devono essere proposte in interventi educativi che prevedano miglioramenti e sensibilità sfruttando a pieno la volontà e le potenzialità di ciascuno.

La salvaguardia e la tutela della natura devono rendere consapevoli adulti e piccoli alla ricerca di una nuova cultura ambientale che non si può fermare alla sola indicazione informativa e statistica, ma deve creare momenti di consapevolezza e di corresponsabilità.

Camminare insieme, quindi , si può e si deve fare.

Un grazie, pertanto, all’iniziativa della Lipu nell’averci aiutato a crescere, a capire, a operare.

Un grazie alla scuola e a tutti i suoi operatori perché si propone sempre positivamente nei suoi percorsi didattico-educativi.

Un grazie soprattutto agli alunni perché con la loro spensieratezza e la loro partecipazione attiva e responsabile hanno creato un momento di simbiosi ambientale e un’alternativa di valori in cui credere, senza cadere nella "normalità" dell’usuale e nella casualità improvvisata.

Ins. referente Giovanna Ferrigno

   Incendio nei boschi di Jessica Cacciatore

 

"Diritto alla vita"

 

 

In occasione del 10° anniversario della convenzione sui diritti dell’infanzia, il giorno 28 febbraio 2001 si è realizzato un convegno sul "Diritto alla vita" presso la Scuola Elementare G. Girgenti, in collaborazione con la Scuola Media Tommaso Aiello.

La manifestazione ha avuto grande spessore nel territorio bagherese per il valore della tematica trattata e per l’esperienza vissuta come momento di solidarietà.

I fondi raccolti con la vendita dei dolci preparati dai genitori degli alunni di entrambe le scuole sono stati indirizzati allo Zaire per la costruzione di un acquedotto.

 

 

 

 

Gli insegnanti del 4° Circolo, per la "Giornata alla Vita" che cade nell’ultima settimana di ottobre, anche quest’anno, hanno trattato l’argomento per sensibilizzare gli alunni, e di riflesso le famiglie, a riflettere sul valore che "la vita" ha per ciascun uomo, come dono prezioso da non distruggere e calpestare.

 

"Vivi la vita" di Madre Teresa di Calcutta

La vita è un’opportunità, coglila.

La vita è bellezza, ammirala.

La vita è beatitudine, assaporala.

La vita è un sogno, fanne una realtà.

La vita è una sfida, affrontala.

La vita è un dovere, compilo.

La vita è un gioco, giocalo.

La vita è preziosa, abbine cura.

La vita è una ricchezza, conservala.

La vita è amore, godine.

La vita è un mistero, scoprilo.

La vita è promessa, adempila.

La vita è tristezza, superala.

La vita è un inno, cantalo.

La vita è una lotta, accettala.

La vita è un’avventura, rischiala.

La vita è felicità, meritala.

La vita è la vita, difendila.

 

Riflessioni degli alunni di classe II C/D – ins. T. Mantarro

Linda – la vita è un dono di Dio e dobbiamo ammirare la bellezza del creato
Luca – la vita è bella
Giulia – nella vita dobbiamo realizzare i nostri sogni ed io da grande desidero insegnare
Daniele – io amo la vita
Francesca – dobbiamo avere rispetto della vita perché è un bene prezioso
Andrea – la vita è come un fiore che dà gioia
Dario – a volte la vita è difficile, ma dobbiamo lottare con coraggio

 

"Una giornata per riflettere"

 

Nella giornata di martedì 20 Novembre 2001 si è svolta presso tre scuole elementari di Bagheria, Girgenti, Bagnera, Cirrincione, una manifestazione sulla "Giornata sui diritti dell’infanzia". In suddette scuole si sono radunati gli alunni delle scuole medie limitrofe per presentare tutti i lavori svolti sul tema in oggetto. Sono stati consegnati dei ricordi simbolici agli alunni partecipanti da parte dei rappresentanti della Pubblica Amministrazione, delle Associazioni e della Consulta dei minori. La manifestazione si è conclusa con uno spettacolo, realizzato dagli stessi alunni e dai ragazzi dei gruppi AGESCI e CINGEI, presso la scuola Bagnera.

Ma perché riflettere su tale problematica?

La Convenzione, approvata dall’Assemblea Generale dell’ONU il 20 Novembre 1989, è stata ratificata dall’Italia ed è stata recepita come valore normativo nell’ordinamento giuridico italiano con la L. n° 176 del 27/05/91. Sono oggi 191 i Paesi in tutto il mondo che hanno fatto propria la Convenzione ONU. Essa ha determinato un profondo cambiamento nell’atteggiamento del mondo verso l’infanzia, anche se non sempre si agisce per il bene del minore. Purtroppo, in alcuni Paesi ancora i bambini si trovano a vivere in condizioni disumane, soffrono la fame, sono costretti a lavorare, sono sfruttati sessualmente, sono vittime della guerra.

Quindi è importante riflettere su tali problematiche per:

Mobilitare le famiglie, le forze sociali, la comunità perché si attuino i provvedimenti necessari al rispetto del diritto di tutti i bambini
Indirizzare i ragazzi verso un atteggiamento di solidarietà nei confronti degli altri
Diffondere nelle scuole la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, lottare per il diritto all’istruzione, contro i pregiudizi e razzismi e restituire ai bambini dei paesi industrializzati il diritto al gioco e alla gioia di vivere.

      Diritto alla famiglia e alla casa - Veronica

Riflessioni degli alunni di prima C sui Diritti dell’infanzia - ins. G. Ferrigno

Fabio – tutti i bambini hanno diritto all’amore

Silvia – non ci devono essere bambini poveri

Antonino – i bambini non devono morire a causa della guerra

Gabriele – tutti i bambini dovrebbero avere il diritto di curarsi

Francesco – tutti hanno il diritto di vivere

Kevin – tutti i bambini debbono potersi vestire, giocare ed essere felici

Giuseppe – per vivere bene è necessario che il papà lavori

Teresa – tutti i bambini devono andare a scuola

Giuseppe – tutti i bambini devono avere una famiglia

Veronica – tutti i bambini devono avere una casa

Tonino – è bello vivere in un ambiente naturale sano

Vincenzo – è bello fare un girotondo con tutti i bambini del mondo

Diritto di curarsi di Gabriele Coffaro

 

Tutti i bambini del mondo sono uniti di Silvia La Rosa

 

Diritto all'amore di Fabio Ferrante

 

Bambini del mondo uniti in girotondo di Vincenzo

 

"La bottega fantastica"

 

Progetto realizzato nell’anno scolastico 1995/96 dalle insegnanti Giovanna Mirone e Teresa Aiello.

 

La finalità del progetto "La bottega fantastica", rivolto agli alunni delle classi seconde A/B,è stata quella di favorire una crescita armonica, uno sviluppo complessivo del corpo attraverso l’utilizzo dei tre linguaggi: verbale, gestuale, motorio, musicale attraverso l’approccio della musica "seria".

L’alunno scopre come certe emozioni presentano caratteristiche simili nei tre linguaggi considerati.

"La bottega fantastica" è una fiaba musicata da Gioacchino Rossini. Gli alunni impersonano i giocattoli che diventano "umani", quindi con sentimenti. Le sensazioni che vengono generate dall’ascolto dei brani musicali vengono mimate dagli alunni.

 

 

 

" Star bene con sé e con gli altri"

 

La scuola elementare può e deve essere il luogo e lo spazio più adatti ad essere trasformati, utilizzati e ricreati in molteplici modi pur di raggiungere finalità educative.

A tale scopo tale progetto nasce da due esigenze:

Garantire interventi didattici specifici tali da consentire non solo il recupero ma soprattutto la prevenzione di situazioni di disagio sociale
Fare in modo che questi interventi sviluppino competenze linguistiche, espressive, creative, ma anche sociali e affettivo-relazionali

 

Finalità:

 

Offrire a ciascuno spazi organizzativi e mentali che favoriscano il processo di identificazione e di crescita psico-sociale
Dare la possibilità a ciascuno di esprimersi con naturalezza, spontaneità, globalità di comunicazioni corporee ed espressive

 

Fase operativa:

 

Recitazione di poesie
Drammatizzazione di scenette
Mimica e canto
Disegni su cartoncino: uso di diverse tecniche
Pittura su vetro e di oggetti vari
Mosaico

 

La verifica ha avuto lo scopo di accertare le abilità acquisite dagli alunni e il raggiungimento degli obiettivi.

Il progetto si è concluso con un saggio finale e con una piccola mostra di oggetti decorati.

 

Destinatari del progetto: alunni delle classi terze A/B/C/D – a.s.

Insegnanti che hanno realizzato il progetto: M. Cavera, C. Cufalo, R. Longo, M. T. Mantarro

 

 

 

"Segni particolari: razza umana. Multiculturalità e diversità"

 

Finalità: cogliere, nella realtà odierna, le manifestazioni dei contrasti razziali ed evidenziare le soluzioni proposte per superarli.

 

Metodologia:

Il metodo è quello della ricerca-deduzione logica, del ragionamento critico e collaborativo:

discussione aperta
ricerca catalogazione e analisi dei documenti
lavori di gruppo
giornate a tema
laboratori espressivi (teatrale, iconico, musicale, audiovisivo…)
visite d’istruzione in luoghi adatti all’approfondimento degli argomenti e delle problematiche (luoghi di culto di comunità straniere, centri di accoglienza…..)

Riflessioni degli alunni: "Il valore della diversità"

 

Se ieri bisognava cominciare a pensare, agire, vivere in termini di multiculturalità, di coesistenza tra culture diverse, mai come oggi, bisogna passare dalla multiculturalità al concetto di intercultura intesa come scambio.
Dobbiamo imparare non solo a dare ma anche a ricevere, nella convinzione che ogni cultura possiede una ricchezza di risorse, di valori che svela ed emerge solo se abbiamo la volontà di cercarla.
A tutti noi ragazzi ai quali non manca la curiosità che porta alla conoscenza, i contenuti di questo progetto offrono lo spunto per esplorare l’universo delle università umane per arrivare a comprendere che ciò che importa è imparare che ogni uomo ha un valore, perché ha il dono di un cuore e non per ciò che sa dire o per ciò che sa fare.

 

 

 

 

 

"L’arcobaleno umano" di Simona Di Pasquale    

Bambino giallo,

bambino bianco,

bambino nero,

nel nostro paese tutto si colora,

come quando nel ciel sereno,

dopo la pioggia,

torna l’arcobaleno.

    "Amico nero" di Erika Fucarino

Sei venuto da terre lontane,

in cerca di lavoro e di pane.                                  

C’è un sogno nel tuo cuore:

dare ai tuoi cari un futuro migliore.

Quando finita è la tua giornata

il pensiero torna alla tua patria lasciata

dove non eri trattato da "nero",

ma dove eri un essere vero.

Ora qui sei un "vù cumprà"

fermo a quel semaforo là,

in attesa che qualche moneta

ti sia data da una mano distesa.

Ci vorrebbe magari un sorriso

e più gentilezza sul viso

per farti sentire accettato da noi

e realizzare il sogno che vuoi.

 

"Uomo" di Vincenzo Cascio

Chi sei uomo

per giudicare

chi diverso da te appare?

Lascia aperta la porta

del cuore

e lascia entrare l’amore.

 

"Vorrei" di Denise Maggiore

Vorrei che il mondo cambiasse un po’

che ognuno guardasse dentro

il suo cuore

accorgendosi che c’è amore

in ogni cuore

di ogni razza, di ogni colore.

 

"Abbiamo tutti un cuore" di Manuela Romano

Abbiamo tutti un cuore

per amare,

abbiamo tutti un cervello

per pensare.

Solo il colore della pelle

è diverso

ma questo poco conta

in tutto l’universo.

 

 

"A Santa Cruci"

 

 

Gli insegnanti del 4° Circolo, consapevoli che il futuro dell’uomo è strettamente legato alla storia del passato e alla tutela dell’ambiente in cui vive, hanno realizzato un progetto sulle "Conoscenze e valorizzazione delle strutture culturali locali".

Attraverso una ricerca, gli alunni delle classi sono venuti a conoscenza che un’antica cappella è ubicata nel quartiere "Punta mugghia" dove sorge la scuola.

È la cappella, sita in Corso Butera 27, denominata "Santa Cruci" perché sulla sua facciata è affissa una croce di legno portata dai Padri Missionari, "i Patruzzi", al ritorno da Gerusalemme.  Davanti a questa cappella veniva effettuata l’ultima fermata dei cortei funebri.

 

 

A destra dell’ingresso vi è una lapide che ricorda l’anno di consacrazione della Cappella, avvenuta nel 1840 ad opera del Cardinale Pignatelli e attesta la concessione di indulgenza parziale a chi recitava un Pater, Ave e Gloria davanti ad essa.

 

 

All’interno della Cappella, sopra l’altare, si trova un quadro raffigurante l’icona dell’Addolorata dipinta su pietra d’ardesia.

 

All’Addolorata

 

Bedda Matri Addulurata

vogghiu chianciri cu vui

ma u me cori è trppu ruru

arrimuddatimillu vui

cu la vosra santa spata

Bedda Matri Addulurata.

 

Al centro del soffitto si nota l’affresco di un angioletto sopra alcune nuvolette.

 

 

"A Santa Cruci" – particolare del pavimento in maiolica siciliana. Inserire foto

 

 

Bagheria

 

MONTE CATALFANO

 

Natura da scoprire

 

 

 

"Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre ma nell’avere nuovi occhi"

M. Proust

 

 

Introduzione

 

Presi, come siamo, dallo stress della vita quotidiana, ignoriamo troppo spesso che intorno a noi, a quattro passi dalle nostre case, c’è un universo brulicante di vita.

Animali e piante abitano un mondo parallelo al nostro, verso il quale, a causa dell’ignoranza diffusa, ci mostriamo indifferenti o, peggio, ostili e poco rispettosi. È un mondo invece affascinante e complesso, fatto di colori, profumi, luci ed ombre come quello della varietà della vegetazione mediterranea, della volpe cacciatrice o del ghiro proverbiale dormiglione, o ancora dell’astuta poiana o del velocissimo falco pellegrino.

Nonostante ciò la maggioranza di noi non conosce questo straordinario patrimonio naturale che riempie di vita le nostre campagne, i nostri monti e quanto di naturale è sopravvissuto allo scempio del territorio bagherese.

Partendo da queste provocazioni, dal suggerimento di Proust, dal fascino che dal meraviglioso mondo della natura provengono, si può costruire una vera coscienza naturalistica ed ecologica.

 

  Zigena

   Farfalla Aurora

Orchidea fior di vespa   

Gufo comune (Asio Otus)

Edemeride su fiore di cisto

  Zubbio di Cozzo San Pietro

 

Struttura del "Progetto Natura"

 

Finalità e obiettivi         Cenni storici         Notizie scientifiche         Attività alunni

 

 

Introduzione

 

Quando si pensò al "Progetto Natura", nel 1995, non ci si immaginava che potesse avere grande riscontro nel territorio bagherese. Ancora oggi se ne parla e si ripropone nelle scuole perché di forte valenza formativa ed educativa per tutti gli alunni di ogni ordine e grado.

Il libro memoria, prodotto in quell’anno scolastico, realizzato con i fondi d’istituto e con la collaborazione del Comune di Bagheria, rimane nel ricordo di molti per l’originalità creativa degli alunni, per l’esperienza laboriatoriale e per le notizie scientifiche sulla flora, sulla fauna, sulle grotte e "zubbi" del Monte Catalfano inserite nel libro dagli esperti dell’Associazione Lipu di Bagheria: dott. Giovanni Puleo, dott. Rosa Puleo, dott. Giampiero Fucarino.

 

Finalità educative:

 

§ Condurre gli alunni alla consapevolezza dell’importanza dell’ambiente per la vita dell’uomo

§ Rispettare, conservare e valorizzare i beni dell’ambiente

§ Interessare e stimolare la fantasia dei ragazzi

§ Promuovere la fiducia nelle proprie capacità

§ Sapersi integrare con gli altri

 

Itinerario didattico:

 

§ Lettura della carta geografica per localizzare il Monte Catalfano e il litorale di Aspra

§ Sapersi orientare sullo spazio fisico circostante

§ Uso dei cinque sensi per osservare la realtà

§ Ricerca e raccolta di elementi utili alla ricostruzione del passato: visita didattica al giardino della scuola e al litorale di Aspra

§ Costruzione del calco o di un fossile

§ Le impronte: ricerca e costruzione

§ Costruzione della striscia del tempo

§ L’origine della vita sulla terra

§ Sviluppo dei concetti di: ambiente, ecologia, ecosistema, risorsa naturale….attraverso letture, ricerche, proiezione di videocassette……

§ Flora e fauna mediterranea

§ Ricerca di piante e animali che popolano il territorio del Monte Catalfano

§ Le piante e gli animali del Monte Catalfano in primavera: diapositive e videocassetta

§ Costruzione di un nido e installazione nel giardino scolastico

§ Piantumazione di piante mediterranee nel giardino scolastico

§ I nemici delle piante e degli animali: fuoco, cacciatori, disboscamento….

§ Gli amici delle piante e degli animali: riserva, parco nazionale, guardie forestali…

§ Visita didattica al Monte Catalfano: osservazione, descrizione, fotografie, disegni dal vivo

§ Elaborati degli alunni: relazioni, descrizioni, testi fantastici, poesie, rappresentazioni grafico-pittoriche ……….

§ Allestimento del libro memoria

§ Allestimento della mostra

 

Alunni delle classi terze e quinte del plesso G. Girgenti - a.s. 1995/1996

Insegnanti: Giovanna Ferrigno, Giovanna Pagano, Rosellina Lo Grasso, Rosalia Longo, Giuseppina Cuccia, Salvina Lima

 

Il Monte Catalfano: la sua storia (ricerca svolta dagli alunni)

 

I Fenici, sempre desiderosi di nuove conquiste, provenienti da Cartagine e avvinti dalla bellezza della "Trinacria", approdarono alle falde del Mongerbino al Capo Zafferano e ascesero il monte fino alla parte orientale.

Scelsero il punto più alto per essere vicini agli dei, elevarono le preghiere alle divinità e vi si fermarono per fondare la città di Solunto.

Un maestoso monumento di pietra tufacea con l’effige di Giove, genitore di Ercole, venne elevato dai Fenici. Tale monumento venne scoperto, dopo vari secoli, da un contadino.

Solunto, meta ambita da vari popoli, martoriata da mille battaglie, fu per ben venti secoli maestra di civiltà per i popoli del Mediterraneo.

Bella nei marmi, nei mosaici, nei templi, negli affreschi, nel panorama, venne ridotta ad un ammasso di macerie forse dai Romani, forse dai Saraceni.

Un rudere di lapide ricorda la visita di Cicerone all’Acropoli del Catalfano.

Dopo tanti secoli, sono state portate alla luce monete antichissime riproducenti Ercole che uccide un leone e Nettuno con un ramoscello d’ulivo.

La città era adorna di monumenti; sono stati ritrovati i templi di Giove e d’Iside, l’Ara dedicata a Poseidone, resti del Ginnasio, i pavimenti in mosaico, vasi di vetro e di terracotta e resti del teatro.

Gli archeologi pensano che ancora ci siano resti dell’antica città, sepolti nel Monte Catalfano, ma ancora non sono stati dissotterrati.

La leggenda narra che il colle orientale del Monte Catalfano, in epoca preistorica, era dominato da un terribile gigante antropofago di nome Soleus, fortissimo, robusto, cattivo. Egli intendeva fondare la città di Solunto popolandola con ragazze vergini che rapiva dai monti interni della Sicilia.

Ercole, semidio greco, figlio di Giove, audace, forte, coraggioso e generoso, attratto dalle bellezze naturali del colle, salì il Mongerbino per godere dall’alto il panorama, il mare e le scogliere. Ercole, all’improvviso, si vide dinanzi l’enorme mostro, che lo minacciò e lo sfidò. Egli accettò e affrontò il mostro; lo strinse a sé talmente forte che Soleus urlò e morì.

Da allora, l’acropoli prese il nome dal gigante Soleus.

In epoca risorgimentale, il Monte Catalfano fu luogo anche di battaglie e grazie a Garibaldi, i Soluntini e gli abitanti di Aspra annientarono l’esercito del re Ferdinando II che fu costretto ad abbandonare la Sicilia.

Mentre nell’età preistorica, il colle era rigoglioso di ginestre, pini, frassini, timi, fiori, capperi e piante aromatiche; in questi ultimi anni il Mongerbino e il Catalfano sono stati lasciati in abbandono e si sono ridotti, in parte, ad una pietraia pericolosa che mortifica il decoro e la bellezza della stupenda riviera tirrenica. Soltanto da poco, la selvaggia bellezza di questi colli sta tornando alla ribalta, grazie all’intervento di ambientalisti e soprattutto dell’Associazione LIPU che hanno messo in risalto la vita di alcuni rapaci del luogo e dello sbocciare di orchidee selvatiche in primavera.

Questi, insieme ai resti archeologici, impreziosiscono i prati del Monte Catalfano e si possono ammirare nelle varie mostre allestite dall’Associazione.

 

 

Notizie scientifiche di G. B. Puleo, dr. delegato della LIPU

Foto di Giampiero Fucarino, delegato Lipu

 

 

"Il Monte Catalfano e le sue grotte"

Con il nome "Monte Catalfano" vengono indicate in senso estensivo le tre piccole alture che si ergono a nord della pianura di Bagheria fra Aspra e Porticello.

In verità il toponimo Monte Catalfano riguarda soltanto l’altura centrale, mentre ad ovest si trova il Monte di Aspra e ad est la "Città". Il Catalfano è meglio noto come monte di Solunto perché ospita i ruderi dell’antica città punica ricordata da Tucidide.

I monti sono caratterizzati dall’associazione di litosuoli-rocce affioranti e terra rossa tipici della Sicilia Occidentale ed in particolare dei massicci calcarei dei monti del Palermitano e del Trapanese.

Il Monte Catalfano visto da nord, cioè dal mare, si presenta come una massa rocciosa che si estende per circa 1,5 Km con pareti scoscese o a strapiombo, alte anche oltre un centinaio di metri.

Dal versante opposto, quello meridionale, l’aspetto è diverso con un andamento degradante, addolcito da un parziale rimboschimento.

Sul monte sono presenti numerose cavità che hanno genesi tettonica o marina.

Le cavità di natura tettonica dovute quindi allo spostamento di masse rocciose hanno sviluppo prevalentemente verticali e sono meglio note come "zubbi".

Fra questi, il più interessante per la ricchezza di fenomeni concrezionari, è lo zubbio di Cozzo San Pietro. Qui alcuni gruppi di concrezioni offrono scorci molto suggestivi tali da ricordare quelli di grotte famose. Si possono così osservare morfologie di genesi carsica ad "organo" con una serie di colonnine a simulare lo strumento musicale, oppure a "muro" come la massa di stalagmiti che forma una muraglia al centro della cavità o ancora le formazioni "coralline", piccole stalagmiti a bastoncino, talvolta con accenni di ramificazioni.

Una bella testimonianza di grotte di origine marina sono, invece, quelle dell’anfiteatro roccioso di Vignazza, una falesia ad arco sforacchiata da cavità.

Le grotte di questo gruppo sono nove, ubicate tutte ai piedi della falesia del Catalfano.

 

§ Grotta della Portella: cavità costituita da un unico ambiente di origine marina. Il piano di calpestio è costituito da terra e pietrisco di sfaldamento

§ Grotticina: l’ambiente interno ha forma circolare. Il piano di calpestio è roccioso.

§ Grotta del Pellegrino: la cavità consta di un breve corridoio e di un ambiente a forma tondeggiante. La cavità ospita numerosi ragni della specie Pholcus Phalangioides.

§ Grotticina: la cavità si apre a circa 20 metri dalla Grotta del Pellegrino. L’ingresso ha forma circolare. Il piano di calpestio è costituito da terra e pietrisco di sfaldamento.

§ Grotta del Barbagianni: la cavità consta di un unico ambiente di forma allungata. Il piano di calpestio è costituito da pietrisco di sfaldamento e terriccio. La grotta ospita numerosi coleotteri del genere Blaps.

§ Grotta Grande o delle pecore: è la più vasta tra quelle finora descritte. Consta di un unico ambiente. L’ingresso è largo una dozzina di metri ed alto altrettanto. Dalla volta pende qualche rozza stalattite contorta.

§ Antro di Vignazza: la grotta consta di un solo vasto ambiente e mostra morfologie tipiche dell’erosione marina. Il piano di calpestio è roccioso.

§ Grotta dell’acqua o dei tre livelli: la cavità si sviluppa lungo una stretta faglia con andamento NO-SE divisa in tre piani. La grotta presenta due ingressi. Il primo, il più alto, di forma ogivale, immette in un cunicolo che sfocia in un pozzo; il secondo ingresso, più basso, immette anch’esso in un cunicolo largo il cui piano di calpestio ed il tetto sono costituiti dal riempimento di frana, che sfocia nello stesso pozzo. Questo ha una profondità complessiva di 19 metri e mette in comunicazione fra loro i tre piani della cavità. Il livello inferiore della grotta si raggiunge solo attraverso il pozzo.

§ Grotta dell’Eremita: la cavità è di origine marina. La grotta è chiusa all’ingresso con un robusto muro. Consta di un unico ambiente di forma ogivale. Nella parte terminale della grotta sulla sinistra si sviluppa un cunicolo di una dozzina di metri con piano di calpestio ingombro di grossi massi levigati dall’erosione marina. Il piano di calpestio della grotta è costituito da "terra rossa" che ha recentemente restituito alcune ossa, più precisamente costole di Bos, pleistoceniche. Unica testimonianza della frequentazione preistorica è una figura antropomorfa dipinta in nero sulla parete sinistra in prossimità dell’ingresso.

 

 

"Monte Catalfano e le orchidee"

 

Quando si sente parlare di orchidee subito si pensa agli esotici e meravigliosi fiori che vivono nelle foreste calde ed umide delle regioni tropicali, ma la famiglia delle Orchidacee che vanta un numero considerevole di specie è presente anche nelle regioni temperate della Terra, e quindi anche in Europa. In particolare è noto fra gli studiosi che l’Italia è il paese europeo più ricco di orchidee selvatiche. Queste straordinarie piante si possono rinvenire in tutti gli ambienti rimasti integri ed è questo il caso delle alture che si ergono a nord della pianura di Bagheria, sul Monte Catalfano.

I fiori delle orchidee del genere Ophris hanno una sorprendente somiglianza, per forma e colore, per i peli che li ricoprono, con alcune specie di api selvatiche. L’apparenza inganna a tal punto che il maschio di queste api la scambia per la sua femmina, e cerca di accoppiarsi con lei. L’orchidea che non secerne nettare, si serve di questa strategia per affidargli il proprio polline sotto forma di due sacchetti gialli muniti di ventose che aderiscono alla sua fronte.

 

 

Attività degli alunni

 

"Terra di Sicilia" (alunni della quinta C)

La mia terra è la Sicilia e non la cambio con nessuno.

Ciarate, genti e viriti si c’è terra chiù profumata d’idda,

si c’è mari chiù lustru tuttu ‘ntornu.

Andai sulla spiaggia.

Ad un tratto, sentii la dolce brezza accarezzare i miei capelli.

Capii che era un messaggio d’amore, una speranza di vita….

Quel giorno imparai il vero senso della vita.

 

"Sicilia bedda" (alunni della terza C)

Quannu Diu criò u munnu, rissi:

- A terra è bedda, ma io a vogghiu fari chiù bedda.

Pigghiò n’anticchia di terra, a ‘mpastò e a pusò ‘n menzu u mari.

A inchiu ri ciavuru ri limuni, r’aranci e ri ficurinnia.

Poi, a taliò e risse: - Ti chiamerò "Sicilia bedda".

 

"A Vucciria" di Sasha Taormina – terza C

Ivu a Palermu!

Quanta genti!

Genti ca iava, genti ca vinia,

un si capeva chiù nenti.

Ivu a Vucciria,

ma nenti mi piaciva,

mi sintivu chiù cunfusa ca pirsuasa

e pecciò m’innaggirai a casa.

"Il mare di Aspra" di Danilo Lo Re – quinta C    

Il vento al mare: - Mare, mare, mare, cosa ci stai qui a fare?

Il mare risponde: - Sono qui a farmi inquinare,

ma se la gente impara a rispettarmi,

un po’ di speranza forse c’è

e io potrò salvarmi.

 

"Un pomeriggio a scuola" di Alberto Anello, Alessandra Macchiarella, Francesco Demma, Samuela Zullo, Martina Angileri – quinta C

 

Giorno 19 febbraio ci siamo recati nel giardino della scuola.

Un contadino, "zu Pippinu", ci ha fatto osservare e conoscere le piante esistenti in esso: il gelso, il cactus, il ficodindia, il ficus, il geranio, il limone, la palma, diversi pini, oleandri, mimose.

L’attività che ci è piaciuta di più è stata quella di piantare delle pansè, violette e gazzanie. In questo ci ha aiutato "zu Pippinu" che ci ha spiegato come avviene praticamente la tecnica della coltivazione: si scava una buca profonda con la paletta e il rastrello, poi si mette il concime speciale che viene ricoperto di terra, si toglie la piantina dal vaso con una paletta e si infila nella buca che successivamente viene ricoperta di terra.

Eravamo tutti felici anche se sporchi. Quel giorno abbiamo scoperto che non sappiamo fare per niente i contadini, ma abbiamo imparato a coltivare un terreno.

A noi questa esperienza è piaciuta molto, perché ci ha fatto capire l’amore per la natura.

Essa è importante per la nostra vita e bellissima da scoprire e ammirare.

 

"Una mattina ad Aspra" – gli alunni della quinta C

Il 25 marzo 1996 le nostre insegnanti ci hanno condotto ad Aspra per osservare il litorale che da Palermo giunge a Capo Zafferano, per parlare dell’origine della vita avvenuta nel mare e ammirare il Monte Catalano che si erge maestoso sopra Mongerbino.

Ci siamo recati al porticciolo, dove c’erano dei pescatori che avevano preso dei pesci, alcuni riparavano le reti, altri toglievano il pesce impigliato.

Seduti nelle panchine, lungo il litorale, abbiamo osservato il mare con le sue onde e i gabbiani che volavano liberamente.

Ci siamo accorti che l’uomo sta distruggendo gli ambienti naturali, infatti non siamo potuti scendere sulla spiaggia in quanto c’erano rifiuti di vario genere.

Per noi tutti è stata una bella e positiva gita scolastica, non solo per l’esperienza vissuta, ma soprattutto perché per la prima volta abbiamo "visto" la natura con occhi diversi: l’orizzonte, il mare azzurro, i gabbiani, la costa, i boschi sul monte e siamo rimasti affascinati per le bellezze naturali non sempre valorizzate dall’uomo.

 

"Albero, amico mio" di Cinzia Dimostrato – quinta C

Albero amico mio,

t’innalzi maestoso verso il cielo azzurro.

Albero amico mio,

sei come me,

ascolti la voce del silenzio

e al primo fruscìo del vento invernale

agiti le foglie come mani che tremano.

Albero amico mio,

svegliati dal lungo torpore:

apri le foglie ai primi raggi del sole,

accogli tra i rami gli uccelli,

partecipa con gioia al nuovo evento: la primavera.

 

"U Munti Catalfanu" di Teresa Di Liberto e Samuela Zullo – quinta C

U Munti Catalfanu è un munti veru sanu.

Di ciuri è assai chinu e perdu u cuntu di quantu aceddi avi.

Orchidee e rapaci siciliani ca sunnu veri signuri di speci chiù rari,

tra chiddi chiù cumuni,

‘nno Munti Catalfanu.

 

"Il richiamo della natura" di Giuseppe Lo Presti – quinta C

Sopra le montagne di Catalfano, ci sono tanti uccelli che volano lontano.

Il passero cinguetta, il bimbo corre in fretta.

La mamma lo richiama, il bimbo si allontana.

Non sente quella voce che lo ama

e segue il coniglio nella tana.

 

"Vola, vola farfallina" di Caterina La Citra ed Emanuele Minutella – terza C

Farfallina rossa e bianca,

vola, vola e mai ti stanchi.

Vola qua, vola là e

giammai ti fermerai.

Vola in alto, vola in basso,

vola sopra un’orchidea e,

infine, stanca di volare

ti addormenti vicino al mare.

 

"Un’esperienza ………… naturale" – gli alunni di quinta C/D

Parlare in due parole del "Progetto Natura" non si può, perché è così bello che viene voglia di parlarne a lungo.

Nel corso dell’anno scolastico si sono susseguiti tanti incontri, tanti fatti …… Tutto per far capire l’importanza che assume il "Rispetto e l’Amore per la Natura".

Tra le tante esperienze fatte dentro e fuori la scuola, prendere parte a questo progetto è stato per noi interessante perché abbiamo acquisito nuove conoscenze; stimolante perché abbiamo partecipato tutti alle escursioni ad Aspra e al Monte Catalfano; entusiasmante perché abbiamo vissuto esperienze nuove, educative e divertenti.

Molti di noi che prima sporcavano o spezzavano fiori e rami di alberi, adesso non solo hanno cambiato comportamento, ma educano anche gli altri, piccoli e adulti, a rispettare l’ambiente.

Pertanto, il "Progetto Natura" è stato "mitico" per noi ragazzi e speriamo in futuro di ripetere altre esperienze simili e che la scuola promuova delle altre iniziative.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
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