OTTOBRE 2001
DIARIO 

OTTOBRE 2001


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Sabato 13 ottobre, il molo.

Destra, sinistra. Destra, sinistra. Destra, sinistra...
Sul molo.... alberi che dondolano lentamente, penduli sull'acqua.
A differenza del pendolo non c'e` l'urgenza del tempo che scorre
in quel movimento, e` un movimento piu` fluido, niente scatti.
E` una bella sensazione, da` un senso di pace. Un motivo
forse c'e`... quel movimento e` in qualche maniera al tempo con
i miei pensieri. Vago senza motivo,
senza fissarmi su niente di particolare... nessuna sensazione
esterna, nessuna voragine interna, fluidita`...
Qualcuno mi chiama, per un istante non rispondo, un'ultima oscillazione
della mente, infine mi riapro... la realta` irrompe violenta.
"Mission Impossible" di un Nokia... ta` ta`... ta` ta` ta`, ta`...
un ragazzo che mangia patatine fritte puzzolenti, maionese sulle mani...
un tipo che corre dietro a un marmocchio che vuole lanciarsi
in acqua con un doppio carpiato...
Ma una parte di me continua a beccheggiare...
Destra, sinistra, Destra, sinistra. Destra, sinistra...

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Domenica 14 ottobre, la scogliera

Un caffe` e una fetta di strudel... qui le cose hanno anche il loro nome
slavo, il caffe` no... quello e` e resta caffe`... Mi chiedo come
una cosa cosi` esotica sia diventata un simbolo italiano, gli americani
penseranno di trovarne piantagioni in Val Padana ? Siamo o non siamo
il paese del Sole ? Domande che rimangono sparse nella mente, come
le piantagioni di caffe` nella nebbia, come le macchie di caffe` sulla
camicia. Quelle pero` e` difficile farle sparire...
Sulla scogliera sono gia` tutti schierati, le vele sono sparse di sotto,
sul mare. Piu` di duemila. Bello... da qui sembra impossibile che
non cozzino tra di loro, vago inutilmente con il binocolo sull'acqua
tentando di immortalare il disastro. E mi viene in mente di quando ho
fatto quel corso di vela... alla fine la giustizia
divina della mia vela stava calando implacabile sulle lucertole e i ramarri stesi
sul molo. Ho ancora negli occhi le grida di terrore mentre cercavano
di scappare, squisciando sulle tavole di legno impregnate di creme solari.
Che bello, che emozione ! Feroce Saladino a cavallo delle onde, sbattevo
la vela a destra e sinistra cercando di far cadere im maggior numero di
teste infedeli.
Ahhh... di poco li mancai. Compassionevole, fermai la mano gia` levata
e andai a inabissarmi da solo al largo...
Ma avro` altre occasioni, se non mi impiccano all'albero maestro prima...
Vince "Cometa" su "Goose and Ganders" e un dubbio mi passa nella mente
mentre le guardo scivolare nelle pieghe del tramonto: esiste il maschile
di oca in italiano, o devo ricorrere al mio dialetto-cantilena... ?
come devo tradurla quella barca ?
"Oche e Oconi" ?
"Oche e Oche maschio" ?
"Oche e Ochi" ? O che ? O chi ? ocio ai ochi, ocio cio`!

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Lunedi' 15 ottobre, Pendolare

Lunedi` mattina, A4, pendolare... a destra un boa di TIR ai novanta, a
sinistra un pitone di macchine ai centotrenta. Io, in centro,
centodieci... insieme ai furgoni di muratori bergamaschi, cinque per
furgone, quattro dormono con le gambe in alto, il quinto dorme con le
gambe in basso. Insieme alle panda e ai vecchi che guidano con il
cappello calcato in testa, le mani strette sul volante e lo sguardo
fisso al passato. La A4 l'hanno tracciata dei giganti bambini nella
notte dei tempi, uno ha tirato una riga dalle colline sopra Brescia
fino a Bergamo... ZAC, uno ha tirato una riga da Bergamo fino a Torino...
ZAC. In Veneto forse avevano la riga storta, perche` ogni tanto trovi una
curva.

Lunedi` mattina, A4, pendolare... non c'e` piu` molto da raccontare dopo...
la giornata segue l'andamento lineare di quelle righe, tracciate da
giganti bambini nella notte dei tempi...


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Mercoledi' 17 ottobre, Quelle buche...

Fluida giornata di meta' ottobre, passata tra uffici, caffe' e cieli
gravidi di buoi... ho giocato a calcio anche stasera, e' un problema
non saper dire di no agli amici... ho le gambe agonizzanti...
d'altra parte correre fa bene, lo dicono i dottori, lo capisco
anche da solo... quando corri eviti di pensare.. o meglio, lasci
che i pensieri corrano con te, senza battere come gocce d'acqua
sempre negli stessi punti... tac tac tac tac tac... alla fine
ti si creano nel cervello profondi buchi pieni d'acqua, le pareti
viscide... e' difficile uscirne da quei buchi, bisogna saper nuotare
e bisogna saper correre via quando si riesce ad uscirne... per
questo mi piace involarmi sulla fascia con le lame nei polmoni:
quelle lame arrivano fin su al cervello, quelle lame aprono le
buche...

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Giovedi` 18 ottobre, Bowling

Al bowling con amici... e` un po` di tempo che non ci vado.
Ho letto da qualche parte che negli Stati Uniti, nell'ultimo mese
c'e` stato un boom del bowling... evidentemente questo gioco lo hanno
proprio nell'animo gli americani. Mi viene in mente
Turturro che scalda le palle nel Grande Lebowski... nel film
si fa chiamare Jesus... decisamente il bowling e` nel loro immaginario.
Io ho poco a che fare con questo gioco... cerco di replicare le traiettorie
curvilinee che mi ricordo nel film. Quasi mi strappo la schiena. Penultimo.
Faccio tre partite a flipper... troppe luci, troppe rampe, troppe palline.
Preferivo quelli vecchi con una pallina e 10 birilli. L'ultima pallina
la lascio scivolare in buca senza combattere. Finisco con una partita
a biliardino... e` il gioco dei fisici: traiettorie, quantita` di moto,
masse, velocita`, attriti. Tutto matematico, tutto modellizzato... ma
nella realta` la pallina va raramente in buca...
Usciamo dalla sala che si sta riempendo di fumo... fuori ci sono
capannoni e uffici. Uno ha due scritte affiancate e una fila di persone
in coda. "Future World centro congressi " c'e` scritto su una.
"Fallout Cafe`" c'e` scritto sull'altra... complimenti ai creativi per
l'accostamento... postmoderni, postnucleari, postpost, postumi...



Bepi Ciondolon
Last modified: Mon Oct 22 18:39:37 MEST 2001
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