BACK TO GIOBATTA

L'essenza




Regnava a quei tempi in Lamon un principe biondo di nome Radko,
ma da tutti veniva chiamato Radko, a causa dell' assoluta mancanza
di personalita'. Il principe si era intristito negli anni di regno,
non essendo riuscito a farsi amare, ne' tanto meno odiare, dal
suo popolo.
L'unico suo orgoglio erano i tre fagioli della saggezza, simboli
dell'antica potenza della sua stirpe: erano stati creati dal
capostipite stesso della famiglia, il protoprincipe Redko.
Il fagiolo d'oro aveva intarsiata sulla superficie a caratteri
minuscoli la storia della nascita del mondo.
Il fagiolo d'avorio era stato lavorato a nido d'ape: un soffio di vento
ne traeva melodie celestiali.
Il fagiolo di diamante, illuminato da un singolo raggio di luce,
poteva illuminare a giorno l'intera reggia.
Viveva in quei giorni a Lamon un eremita di nome Giobatta, viveva
di fagioli e delle poche cose che la gente del posto di tanto in
tanto gli recava in dono (tanto per tenerselo buono in caso di calamita').
Il principe ne venne a conoscenza e lo fece convocare a palazzo.
"Si mormora tu sia maestro di saggezza, ammira dunque i tre fagioli
della sapienza. "
"La saggezza non e' tanto nel fagiolo, ma in chi lo coglie e nella
pianta che l'ha generato" disse Giobatta.
Il principe si adombro' per la risposta e ordino che Giobatta fosse
messo ai ceppi. La risposta infatti gli riporto' alla mente uno zingaro
che qualche mese prima gli aveva vinto duecento polli ruspanti in una
contesa dialettica su chi fosse venuto prima tra uovo e gallina.
Giobatta rimase ai ceppi per molti mesi, senza mangiare, ne' bere, eppure
non sembrava soffrirne. Dalla mano destra, chiusa a pugno, era nata in
quei mesi una rigogliosa pianta di fagiolo: era nata dai semi che il
sapiente portava sempre con se'.
La voce di questa evento straordinario si sparse ben presto nelle campagne
di Lamon, tanto che il principe fu costretto a liberare Giobatta per
evitare di aumentare il malumore del popolo, gia' vessato da anni di
carestia.
Fattosi portare dinanzi Giobatta gli disse:
"Come vedi sono stati i semi di fagiolo a salvarti, ti sarai dunque
pentito delle parole stolte che pronunciasti qualche tempo fa..."
Si chino' quindi ad osservare la pianta di fagiolo che era cresciuta
dalla mano dell'eremita. Giobatta allora calo' la pianta di fagiolo
sulla testa del principe: essendo nata nelle privazioni la pianta
aveva infatti assunto la consistenza del faggio stagionato.
"Stolto chi si abbassa a cogliere il fagiolo, se non tiene conto
dell'essenza della pianta che lo regge" disse allora Giobatta.
Il principe allora fu illuminato e da quel giorno segui' Giobatta
nel suo eremitaggio e da quel giorno si fece chiamare Nani Pecara dai
Tre Fagioli.





Bepi Ciondolon
Last modified: Thu Apr 10 13:41:48 MEST 2003
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