BACK TO GIOBATTA
La sofferenza...
Giobatta sedeva assorto sotto il maestoso abete rosso.
La notte era gelida e ventosa, ma Giobatta era ben protetto
dal mantello di pelliccia che gli era stato donato
anni prima da un saggio tibetano. A terra e sulle
teste dei suoi discepoli, sparsi attorno all'albero,
una spessa coltre di neve fresca attutiva i suoni del bosco.
Il silenzio fu rotto da Joanny, che spezzo' la magica atmosfera
con una voce resa stridula dal gelo e dalle ore passate
in meditazione sotto la neve...
'Maestro, non si potrebbe per oggi sospendere gli esercizi e
andare a scaldarci da qualche parte ? E' Natale...'
Giobatta alzo' un momento lo sguardo sul discepolo... poi
riprese ad arrostire la coscia di vitello sul focherello
che aveva acceso accanto a lui.
Dopo qualche minuto Joanny ritento', con la voce ancora un po'
piu' rotta...
'Maestro, e' sei ore che io e gli altri siamo qui a soffrire
il freddo e la fame... e poi non dovrebbe essere il Maestro a
dare l'esempio ?'
Gioabatta lo guardo' di sottocchio, dando un morso al cosciotto,
ma non rispose.
Passo' un bel po' di tempo prima che Joanny raccogliesse il coraggio
di riprendere...
Giobatta non gli lascio' il tempo di finire la frase, con un gesto
maestoso si alzo' e si libero' del mantello... quindi si avvio'
a piedi scalzi fuori dalla protezione dell'albero, all'aperto.
'Vedi Joanny, la sofferenza e' un bene che pochi si possono
permettere e a cui tutti vogliono rinunciare. Non dare spazio
alle apparenze dunque... questa coscia di vitello non e' carne
ne' pesce...'
Quindi alzo' la coscia ben alta e la schianto' sulla testa
di Joanny.
Per quel Natale Joanny non soffri' piu'.
Bepi Ciondolon
Last modified: Thu Apr 10 13:41:39 MEST 2003