Il cantautore al Premio Tenco per la ventunesima volta
"Le primarie mi hanno rincuorato, se non si litiga, ce la facciamo"
Guccini: "Penso a guardare avanti
certe magie non passano mai"

"Celentano? Un bastian contrario che certe cose le sente nell'aria"
di LUIGI BOLOGNINI – Repubblica – 22 ottobre 2005




SANREMO - "Se anche un ottimo cantante come Adriano suscita questo vespaio appena appare in tv, vuol dire che siamo di fronte a una destra faziosa oltre ogni dire". È un'entrata decisa quella di Francesco Guccini, come nel suo stile. Anche se lui, impegnato da sempre a sinistra, persona ma non personaggio, nume tutelare della canzone d'autore e non della canzonetta, è davvero agli antipodi di Celentano. E anche se "Rockpolitick" non l'ha visto: mentre il Molleggiato imperversava sul piccolo schermo assieme a Crozza e Santoro, lui sul grande palco dell'Ariston di Sanremo cantava i suoi classici, "La locomotiva" e "In morte di S. F.", ospite del Tenco, la rassegna della canzone d'autore italiana giunta alla edizione numero 30 e terminata ieri sera. Ma quel che ha letto sui giornali gli basta e gli avanza.

Però, Guccini, ora Celentano passa come eroe della sinistra. Lui che spesso la sinistra l'ha fatta arrabbiare con esternazioni anti-aborto o dichiarando, pochi anni fa, il suo voto per Berlusconi.
"Adriano non è né di destra né di sinistra. È un bastian contrario, che certe cose le sente nell'aria anche prima di altri. E ha la possibilità di dirle in tv e nelle sue canzoni. È una questione di libertà".

Qualcuno ha definito anche il Tenco come un posto di libertà: la libertà di parola, parlata e cantata.
"È indiscutibile. Questo è anzitutto un posto dove ha ospitalità un certo tipo di musica che era ed è parallela alla canzonetta, ma non ha certo gli stessi spazi. Ricordo ancora il titolo di un articolo che fece scattare Amilcare Rambaldi, l'inventore della rassegna. Parlava di me, Ciampi e Vecchioni ed era: "Bravi, bravissimi, ma chi li vuole?". La sua risposta fu che li voleva lui, e da lì nacque tutto questo".


A proposito di Rambaldi, è morto 10 anni fa, e qualcuno dice che da allora il Tenco è cambiato.
"Certamente una persona così non esiste più, purtroppo. Ma in generale il Tenco è cambiato perché si è allargato: finché era una cosa per pochi intimi ci si poteva divertire di più, anche improvvisare cose sul palco. Adesso è più difficile, anche perché noi vecchietti non abbiamo più lo sprint di qualche anno fa. Ma si può, basta volerlo. E per fortuna accade ancora: la magia del Tenco non passa. Ci sono ancora usanze come l'infermeria, che nei tre giorni della rassegna diventa un bar che serve solo vino. E io ne sono il primario, con orgoglio".

Accade soprattutto nei dopo-festival, cene che durano fino all'alba in cui tutti i protagonisti della sera salgono sul palco e inventano di tutto. Lei l'altra notte alle 4 ha cantato "Vola colomba" e "Non ho l'età".
"Sì, quest'anno ho visto più voglia degli anni passati. Anche in me. È sempre bello, forse perché sono 30 anni tondi tondi. È stata un'edizione molto bella, tra le migliori".

Lei e Vecchioni siete i veterani: lei 21 partecipazioni, Vecchioni 30 su 30. Ma i giovani?
"Ce ne sono tanti, e bravi, la musica d'autore resiste ancora. Però non mi chieda nomi. Ammetto di ascoltare poche cose nuove, sono uno retrò. Le potrei dire solo Bersani anche per motivi di vicinanza geografica. Le nuove tecnologie mi hanno incasinato la vita. arrivo a usare i cd, ma a stento. Gli Mp3 non so neppure cosa siano".

Molti suoi colleghi li odiano: a furia di scaricare cose da internet di dischi se ne vendono sempre meno.
"Sinceramente è un tema che non conosco: ho il computer, ma internet no, e neppure le e-mail. Certo, la discografia è in gran crisi, ma io ho una fortuna: i miei dischi vendono sempre un certo numero di copie, ho un mio zoccolo duro e vado avanti così".

Pubblico fedelissimo anche ai concerti: i suoi vecchi fan vengono a vederla ancora, e si portano dietro i figli e magari i figli dei figli.
"È una sensazione davvero consolante, mi commuove. Anche perché canto cose di 40 anni fa. Ma non penso al tempo che passa, penso a guardare avanti".

Le dà fastidio essere considerato maestro, lei che ha sempre cantato cose di rottura e di contestazione?
"Guardi che io sono un maestro. Maestro elementare, questo è il mio titolo professionale. E ci tengo moltissimo".

A quando il prossimo disco?
"Tra un bel po'. Qualche idea ce l'ho, ma ci vorrà tempo. Adesso sto producendo un nuovo libro, un altro giallo. Esce a primavera per Mondadori".

Lei che pubblica per Berlusconi?
"È la casa editrice che mi è stata più dietro, lavora benissimo. E poi credo che siano più i soldi che faccio spendere a Berlusconi per cene e presentazioni di quelli che gli faccio incassare. Quindi in realtà lo boicotto".

E politicamente? Come lo vede adesso?
"Scalfari su Repubblica ha scritto che non dorme la notte al pensiero che vada al Quirinale. Be', siamo in due. Queste prossime elezioni saranno decisive: o le vinciamo o è la catastrofe".

E l'Unione le vincerà?
"Mi hanno molto rincuorato le primarie: una partecipazione popolare commovente. Ho votato Prodi deciso e convinto. Credo che se stiamo zitti tutti fino ad allora, senza litigare come al solito, ce la possiamo fare".

(22 ottobre 2005)

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