Motta's Town Look
 
~ RISPIEGHIAMO GUCCINI PER CHI ERA ASSENTE ~
una sgangherata pagina di fil di ferro e spago dedicata a Francesco

Federico Vacalebre - Il Mattino - 14 marzo 2007

I muri sono crollati, le ideologie non ci sono pi�, ma il faccione del maestrone sul manifesto � sempre lo stesso, quel primissimo piano da barbudos immortalato sulla copertina di �Via Paolo Fabbri 43�, lp del 1976. Sono 31 anni che i concerti di Francesco Guccini, compreso quello napoletano di venerd� sera, al Palapartenope, sono annunciati da quel faccione. Anni in cui � cambiato il mondo, ma non lui, il burattinaio di parole che apre le sue esibizioni con �Canzone per un�amica� e le chiude con �La locomotiva� e i pugni chiusi alzati al cielo. L�ultimo rito resistente, Francesco? �I concerti sono sempre riti, sacri o profani, e quella foto � il logo che li annuncia. Spesso anche i pugni chiusi sono rito pi� che professione di fede politica�. Rito con novit�? �A 66 anni sono sempre pi� pigro, mi stanco gi� nell�aprire la custodia della chitarra. Comunque ho gi� scritto tre brani, ma solo �Su in collina� � pronta per la prova del nove del palco: la ascolterete�. � una storia di partigiani, come anche �Tango e altri�, l�ultimo giallo scritto con Loriano Macchiavelli. �Il testo � la traduzione di una poesia sulla Resistenza in dialetto bolognese di Gastone Vandelli, che mi � capitata tra le mani proprio scrivendo quel libro: ho vinto la mia pigrizia per raccontare la storia di Pedro, Cassio e di altri partigiani�. Senza adeguarsi alla dilagante vulgata neorevisionista. �� la storia di un gruppo di partigiani che trova un compagno torturato e ucciso dai �togn�n�, i nazisti infami. Lo seppelliscono, sparano un colpo in aria, giurano vendetta. Poi tornano alla base e da lontano guardano il palo piantato al posto della croce per ricordare il caduto. Altro che revisionismo�. La sua coerenza, artistica come politica, � merce rara. La generazione dei cantautori storici ha gettato la spugna, tra decessi e riflusso. Lei no. �Io sono cos� e non so essere diversamente. Magari � un limite. Certo, molti colleghi si sono smarriti e tra i giovani non ci sono tante eccellenze, se si esclude Samuele Bersani. Quelli della mia generazione magari hanno perso la voglia di dire e l�ispirazione, o hanno paura di dispiacere il pubblico: sono anni diversi da quelli in cui cui ci siamo formati noi, pi� disillusi, anche se non lo si direbbe dal pubblico dei miei concerti. Quelli giovani sono figli di questi tempi, e della crisi discografica devastante�. Prima parlava di altre due canzoni nuove destinate al prossimo cd. �Una � �Canzone di notte n.4�, dedicata alle atmosfere notturne di Pavana, l�altra, ancora da rifinire, � �Ieri pomeriggio�, testamento di un clown che si rivela una critica socio-politica�. A proposito: ripeterebbe ancora quel �resistere, resistere, resistere� rivolto mesi fa a Prodi? �Certo: piuttosto che niente � meglio il piuttosto. Non esistono alternative, se non peggiori�. Come vede il Partico democratico? �Lo vedrei bene, se mai si facesse. Comunque, voto Ds�. Ma non ha mai votato Pci. �No, prima di Craxi votavo Psi. Non sono mai stato estremista, anche adesso non amo la sinistra radicale, quella che mette i bastoni tra le ruote al premier�. Diceva di Pavana, del suo buen retiro sull�Appennino pistoiese. Almeno l� esistono ancora le sue mitiche osterie? �No, sono estinte dovunque�. Per Eco lei � il pi� colto dei cantautori, pur essendo l�unico della generazione storica di origini popolari, anzi contadine e montanare. �Come cantavo un tempo: �Son della razza mia, per quanto grande sia, il primo che ha studiato�. Ma Eco esagera�. Oggi che sono di moda i dischi di cover lei, che per anni le ha proposte in privato, magari nei dopocena del Premio Tenco, ci far� un pensierino? �Volevo farlo milioni di anni fa, prima che diventasse una tendenza, ma il mio manager e i miei discografici me l�hanno impedito. Io con gli amici canto di tutto, da �Non ho l�et�� a Serrat, mica canto Guccini. Quando mi esibivo nelle sale da ballo facevo anche �Voce �e notte� e �I� te vurr�a vas��, le melodie preferite dal mio maresciallo Santovito: � salernitano, lui�.

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