ISSN 1594-1051    


URL:  www.chirurgia-oncologica.net���� Edizione semestrale italiana di Surgical Oncology net
 

Editorial:
la cura della malattia neoplastica:prospettive.

Dr Romeo Giuli specializzando in Chirurgia Generale       Università di Siena

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primo semestre 2004 (marzo)                      To home page

 

Per il nuovo millennio si prospetta una epidemia di tumori, la cui incidenza per molti di loro � in drastica ascesa, su tutti valga quello del polmone.
Veniamo giornalmente bombardati dalle prospettive della cos� detta terapia genica e pi� in generale dalla cos� detta targeted therapy, ovvero di una terapia mirata su base molecolare come arma risolutiva della malattia neoplastica.Che ricordiamolo ha effetti dirompenti sulla psicologia delle famiglie, introducendo un elemento di destabilizzazione e di fragilit�, che mina la programmazione a lungo termine.
Non vogliamo entrare nei dettagli di tali prospettive, valga solamente notare che nel caso del Gleevec, nuovo farmaco di terapia mirata, in sperimentazione per la leucemia mieloide cronica e i tumori gastrointestinali stromali, stanno emergendo in letteratura i primi casi di resistenza delle cellule tumorali, ovvero di cellule tumorali per le quali esisterebbero tutti i presupposti di efficacia del farmaco, che tuttavia non agisce al meglio.
In una prospettiva quindi pi� realistica, anche se non ci sentiamo noi, uomini di fede, di escludere ogni visione miracolistica, cerchiamo di analizzare le prospettive future nella diagnosi e cura della malattia neoplastica.

Come ha detto Roukos ( Annals of Surgical Oncology 2003 ), chirurgo ben noto nella letteratura concernente il cancro gastrico, la organizzazione della cos� detta diagnosi precoce vale bene ogni pi� accurata cura della malattia in stadi avanzati.
E bisogna riconoscere che molto si � fatto come ha ribadito lo stesso Roukos, nel mondo occidentale nel caso del carcinoma della mammella, cos� come in oriente grandi sforzi hanno contraddistinto la prevenzione del cancro gastrico.
Certamente nuovi passi dovranno essere fatti anche in italia su questo versante, in cui si comincia a parlare di uno screening di massa per quanto riguarda il tumore del colon retto.

Tuttavia quello che intendiamo sottolineare in questo editorial � soprattutto la messa a punto degli aspetti concerneti la cura dei tumori solidi in Italia.

Dai primi anni 90, la oncologia e soprattutto la oncologia chirurgica hanno subito una rivoluzione rilevante con la introduzione di nuove metodiche ma soprattutto con scoperte ormai quotidiane riguardanti la biologia dei tumori.
La linfadenectomia estesa nei tumori dello stomaco e del pancreas ( ma non solo ), la terapia resettiva epatica nelle metastasi da cancro del colon retto ( e non solo ), la escissione totale del mesoretto nel cancro del retto, terapie adiuvanti importanti come la criochirurgia nel trattamento delle metastasi epatiche e la peritonectomia e chemioterapia ipertermica nel trattamento della malattia neoplastica metastatica del peritoneo,la chirurgia laparoscopica oncologica, fino al complesso di studi di biologia molecolare nella definizione della stadiazione e prognosi dei tumori sono solo alcuni esempi di cambiamenti profondi, epocali.

Il chirurgo da esecutore materiale di tecniche, in una dimensione tradizionalmente secondaria, se consideriamo la ancora non morta tradizione aristotelica, � divenuto non solo negli USA e in Europa, ma soprattutto nel mondo giapponese, oggi locomotiva mondiale della ricerca oncologica, il responsabile e il coordinatore dei pi� importanti studi e trials riguardanti la terapia dei tumori solidi. Ormai molti laboratori giapponesi sono diretti da chirurghi, cos� come la ricerca in malattia tumorale epatica al Memorial Sloan Kettering Cancer Center � programma a guidata dal chirurgo Yuman Fong

Ci� fatica ancora ad essere compreso in Italia, prima di tutto dagli stessi chirurghi.

E soprattutto la dirigenza politica dei nostri Ospedali e delle nostre Universit� stenta a capire che per la formazione di simili figure ci vogliono delle strutture formative solide, che vanno ben oltre le cos� dette tradizionali scuole di specializzazione. Servono strutture o agenzie in concorrenza tra loro, dotate della massima autonomia e soprattutto che siano sottoposte a periodica valutazione.
Daremmo per scontati che i nostri Ospedali e Universit� disponessero dei pi� elementari strumenti di aggiornamento: riviste, computer e quan'altro.
Sarebbero altres� auspicabili contatti stabili con i pi� importanti istituti internazionali.

Ma soprattutto quello che desta profonde apprensioni � il trattamento economico e la permanente precariet� cui ormai sono abituate le giovani generazioni di chirurghi, che si trovano a vivere in una sostanziale e strutturale cooptazione ( per rifarsi a eleganti parole del fu Senatore Giovanni Spadolini ) che inquina in forma permanente lo sforzo conoscitivo. In un tempo in cui anche le prestigiosissime Universit� americane faticano non poco ( sono ormai quotidiani gli allarmi in tutte le pi� importanti riviste mondiali ) a reclutare giovani disposti a una professione cos� impegnativa e rischiosa, non solo in termini fisici ma anche medico legali.




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