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ISSN 1594-1051 |
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| URL: www.chirurgia-oncologica.net���� | Edizione semestrale italiana di Surgical Oncology net | |
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Il cancro della giunzione esofago-gastrica Dr
Romeo Giuli specializzando in Chirurgia Generale Università
di Siena secondo semestre 2002 (luglio) To home page
Negli ultimi decenni si � registrato un allarmante incremento della incidenza e della prevalenza del cancro della giunzione
esofago-gastrica, nel mondo occidentale. Vuoi per un incremento dell'adenocarcinoma dell'esofago distale, vuoi per una
pi� frequente localizzazione delle neoplasie gastriche verso la porzione prossimale e il cardia.
Stein, Feith e Siewert hanno definito gli adenocarcinomi della giunzione esofago-gastrica come tumori localizzati 5 cm prossimalmente o distalmente al cardia anatomico
distinguendo tra il tipo I ( adenocarcinoma dell'esofago distale che pu� infiltrare la giunzione dal di sopra ); tipo II ( il carcinoma del cardia vero e proprio );
tipo III ( il carcinoma gastrico sottocardiale che infiltra la giunzione e l'esofago distale da sotto ). Il tipo I � pi� spesso associato a una ernia iatale a una lunga storia di reflusso gastroesofageo rispetto ai tipi II e III
, tanto � vero che il cos� detto Esofago di Barrett con conseguente sviluppo di una displasia severa � la sequenza pi� frequente
nell'esofago distale ( in pi� dell' 80% dei casi ).
La diffusione linfatica delle neoplasie dell'esofago distale � sia verso il mediastino che caudalmente lungo l'asse celiaco; mentre i tipi II e III diffondono verso l'asse celiaco, l'ilo splenico
e i linfonodi paraaortici.
I tumori precoci ( con interessamento della mucosa e della sottomucosa ) di tipo II e III hanno un 25% di incidenza di metastasi linfonodali
in confronto allo 0% del tipo I.
La terapia chirurgica si basa sulla localizzazione topografica della lesione: per cui si consiglia un approccio mirato caso per caso
premesso un accurato staging preoperatorio, che soprattutto escluda attraverso una laparoscopia e una ecolaparoscopia una
carcinosi peritoneale e metastasi epatiche.
In pazienti con tumore della giunzione una dissezione linfonodale estesa deve anche includere la rimozione dei linfonodi lungo
l'arteria splenica, l'ilo splenico e lungo l'arteria renale di sinistra soprattutto nei cancri avanzati; da evitare la splenectomia
a meno di infiltrazione dell'ilo splenico.
I pi� importanti fattori prognostici indipendenti sono il rapporto tra i linfonodi positivi e i linfonodi rimossi, la presenza di malattia residua. Inoltre
la estensione della linfadenectomia � il pi� importante fattore influenzante la sopravvivenza nei pazienti allo stadio II.
Per le note bibliografiche e una trattazione pi� dettagliata vedi Surgical Oncology net
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